Chiara: “Il volontariato all’estero? Un modo per viaggiare, inseguendo un sogno…”.

Questa è la storia di come sono finita a fare la Programme Manager per una piccola ONG britannica nella bellissima città imperiale di Cusco, in Perù.

Mi chiamo Chiara Minigutti, 29 anni, e sono genovese, nata e cresciuta; ho sempre amato questa città sospesa tra mare e monti, a metà strada tra un tuffo tra le onde e una sciata, a seconda della stagione!

Eppure il mio sogno di lavorare nel settore della cooperazione internazionale mi ha portato lontano, sulle Ande, e ormai sono 8 anni che vivo all’estero. Sono un animale strano? La maggior parte di quelli che mi conoscono direbbero di sì, anche se l’unica cosa che ho fatto è stata inseguire un sogno, una carriera: un percorso che è diventato un po’ uno stile di vita.

C’è qualcuno tra voi “animali strani” che è appassionato di cooperazione internazionale? Ho scoperto questa possibilità lavorativa ai tempi dell’università e me ne sono innamorata: mi sembrava il modo migliore per coniugare il mio impegno sociale con questa curiosità innata per la scoperta di luoghi, culture e lingue.

Certo, all’inizio avevo una visione un po’ idealizzata di questo settore: come tutti oggi sappiamo, anche qui troviamo luci ed ombre, ed è bene fare molta attenzione. Ma io vi invito a non lasciare che gli errori commessi da alcuni annullino completamente tutti gli ottimi risultati raggiunti da altri.

Un Erasmus in Spagna ha segnato l’inizio del percorso che mi avrebbe poi condotta in Perù. Dopo la Spagna è arrivata Londra, il master e le prime esperienze lavorative nel no-profit e nella cooperazione internazionale.

Se vi interessa il terzo settore, Londra “is the place to be”. Le offerte sono tantissime, anche se ovviamente bilanciate da un’agguerrita competizione, così come tanti sono gli eventi e le conferenze a cui partecipare.

Londra è un brulicare di innovazione, imprese sociali ed iniziative comunitarie, messe forse un po’ in ombra dai grattacieli della City. Inoltre, la Gran Bretagna è il secondo paese al mondo per inversioni nel settore della cooperazione internazionale. Avevo forse trovato il mio paradiso in terra? La risposta sembra proprio essere di no.

Al di là delle tipiche sfide poste da una metropoli dalle dimensioni della capitale britannica, mi sentivo comunque dissociata da quella che era la mia idea di sviluppo internazionale. Sentivo la mancanza del contatto diretto con i progetti sul campo, o almeno di una più approfondita conoscenza del contesto di lavoro all’estero.

Senza dubbio, la mia partenza come volontaria per il Perù sia stata un evento estremamente desiderato, pianificato e sognato, fattosi realtà per una serie di coincidenze. Certo l’idea di partire era lì, ma un contratto d’affitto giunto al suo termine e cambi strutturali all’interno dell’organizzazione per la quale lavoravo hanno fatto il resto.

Come tutti i viaggiatori o espatriati sanno, il momento in cui metti tutta la tua vita in due valigie e qualche scatolone è particolarmente emotivo, ma, per come la vedevo io, era arrivato momento di voltare pagina e così, con pochi mesi di pianificazione, lascio tutto quello che avevo costruito in 3 anni a Londra e mi imbarco per un nuovo viaggio.

In teoria, sarei dovuta rimanere a Cusco solo 6 mesi come volontaria per una piccola ONG britannica e invece sono rimasta quasi 2 anni!

La città mi ha conquistata immediatamente: queste montagne dalle pendici tremendamente ripide e tremendamente verdi, l’architettura coloniale fatta di case basse, bianche, con i tetti di tegole rosse.

Se vi inerpicate sulle colline che circondano la città vi renderete subito conto che Cusco è racchiusa dai monti come in un abbraccio: queste tegole rosse incorniciate dal verde sono uno spettacolo! Le cose sono andate bene per me a Cusco.

L’esperienza di volontariato è stata estremamente stimolante e mi ha permesso di conoscere e capire realtà che avrei potuto solo immaginare fino ad allora.

Dal punto di vista professionale, mi ha aperto gli occhi sulle sfide che si affrontano al momento di cercare di implementare un cambio sociale in un paese nel quale sei solo un ospite. Ornitorinki, se a un certo punto delle vostre vite sentite il bisogno di un’esperienza profonda e appagante, io vi consiglio di fare volontariato: quello che ricevete è molto più di quello che date.

Tornando alla storia, ormai l’avrete capito! È stato proprio dopo quest’esperienza di volontariato che sono riuscita a coronare il mio sogno di lavorare nel campo della cooperazione internazionale con il titolo di Programme Manager, proprio nella stessa organizzazione britannica per la quale ero stata volontaria. Non ci potevo credere!

Sentivo su di me tantissima responsabilità, ma anche l’opportunità di fare cose straordinarie! Nei mesi durante i quali ho svolto questo ruolo è successo di tutto: mi sono occupata di progetti di allevamento, così come di educazione, di fundraising e dell’avviamento di un panificio che avrebbe contribuito alla stabilità economica di uno dei progetti.

Visitavo regolarmente tutte le case di accoglienza che sostenevamo, armata di torcia nel caso facesse buio prima che potessi tornare alle strade illuminate. Conoscevo tutti i ragazzini per nome. Alcuni di loro hanno raggiunto traguardi straordinari, come Dante che al momento studia chimica all’università!

Ovviamente, ho anche commesso degli errori, ma i “disastri” sono stati scongiurati grazie all’aiuto e alla cooperazione dalle mia squadra composta da cervelli internazionali e peruviani (tutti volontari).

Ho coronato un sogno e sono proprio felice.

Adesso sono tornata momentaneamente in Europa, e vivo tra Barcellona e Genova. Ma l’esperienza che ho vissuto in Perù ha contribuito a definire il mio percorso professionale e personale. Il mio entusiasmo per il volontariato e per la cooperazione si sono fusi per trasformarsi in una vera e propria iniziativa imprenditoriale (per così dire) quando ho deciso, insieme ad amici e colleghi, di fondare l’associazione Ayni Cooperazione, una no-profit che lavora per diffondere il volontariato internazionale in Italia.

Non solo ci occupiamo di scovare progetti sempre nuovi in giro per il mondo, ma ci battiamo per una maggiore consapevolezza dei viaggiatori e dei volontari, combattendo la disinformazione e tutte le sue conseguenze.

Se la mia storia avesse risvegliato in voi la curiosità per un nuovo viaggio, allora vi invito a consultare il nostro sito Magari troverete lì la vostra prossima avventura! E poi, come sapete, una cosa tira l’altra, le esperienze si susseguono e l’importante è non rimanere fermi!

Un saluto a tutti gli gli “animali strani”, ed un forte in bocca al lupo per le vostre avventure in giro per il mondo!

Chiara

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