Lucio: “Da ingegnere elettronico a navigatore. Ecco il mio viaggio in 33 Isole”.

Mi chiamo Lucio Bellomo, ho 34 anni, sono di Palermo, vivo a Palermo (e fino a qui nulla di strano) in una barca a vela (eccoci!) e non ho vissuto a Palermo negli ultimi dieci anni della mia vita.

Non ne vado fiero, ma una vita fa fui ingegnere elettronico, laureandomi a Parigi. Ho anche fatto un dottorato, ma già il baco in testa si stava inconsciamente facendo strada. Ero finito infatti in un laboratorio di oceanografia che poco aveva a che fare con l’elettronica, e infatti finito il dottorato avevo trovato un’anima pia che aveva creduto in me e mi aveva dato l’opportunità di diventare oceanografo fisico, cioè uno che studia le correnti marine e le “masse d’acqua”, con svariate applicazioni (larve, clima, e l’immancabile plastica).

In quei lunghi anni a Toulon, sempre in Francia, sono cresciuto, mi sono pacsato e spacsato con una semplice lettera raccomandata, e soprattutto ho partecipato a una serie di campagne oceanografiche internazionali, su navi italiane, spagnole, greche e francesi fino a 46 giorni consecutivi, nel Pacifico nel 2015.

Ero anche diventato professore all’Università, a 29 anni che in Italia è impensabile (e credetemi, non sono certo un genio), ma mi mancavano due cose: un rapporto più profondo e più sincero con il mare e il Mediterraneo vero. Toulon, per quanto bagnata dal Mediterraneo, di mediterraneo ha ben poco…

Allora ho mollato, così, e ho cominciato dai due sogni di sempre: diventare istruttore subacqueo (dapprima con le bombole e poi in apnea) e attraversare l’Oceano Atlantico in barca a vela.

In nove mesi, ho fatto entrambe le cose.

E soprattutto la traversata, 22 giorni da Gran Canaria alla Martinica, in barca con quattro sconosciuti milanesi, mi ha cambiato la vita.

Ha cambiato proprio il ritmo di tutto, la lucidità nel mio cervello, le priorità, mi ha insegnato ad andare piano, con poco, ma al tempo stesso a non rinunciare a ciò che desidero veramente.

Che poi è quello che nascondi a te stesso, perché ti prenderebbero per pazzo, perché sarebbe troppo complicato, troppo destabilizzante.

Allora ho messo da parte qualche soldino pur vivendo come volevo io per i due anni successivi, insegnando la subacquea ad Ustica – che è la mia seconda casa – con una parentesi strana alle Maldive.

E oggi mi lancio in qualcosa di grande davvero, per me, almeno.

Domenica 15 aprile 2018 parto in solitaria, su un 6 metri e 15 strano, senza cabina, mezzo barca a vela, mezzo gommone, mezzo windsurf, toccando tutte e solo le isole minori italiane abitate (ce ne sono più o meno 33) cercando di girare un documentario su quelli che ci vivono per davvero e che spinti da un fortissimo senso di appartenenza, hanno deciso di realizzarvi sogni ambiziosi, moderni, innovativi.

Mi piacerebbe ne uscisse fuori la fotografia di un’Italia e di un Mediterraneo apparentemente marginali eppure reali, vivi; importanti.

Questo il sito internet del mio  progetto: www.33isole.it
Potrete seguire la mia avventura anche attraverso la mia pagina Facebook

L’avventura, il cambiamento, l’umiltà sono ciò che seguo e che cerco nella vita.

Ho degli esempi che mi ispirano, donne e uomini semplici che sottovoce hanno fatto cose grandi.

Lascio queste parole qui perché spero che a vicenda, ci possiamo ispirare anche noi un poco, cari animali strani…

Un saluto che viaggia nel Mediterraneo,

Lucio

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