io in veranda - CopiaMi chiamo Katia Terreni, 49 anni, di Grosseto: sono sempre stata un “animale strano”!

Nel bisogno di essere “massa” che contraddistingue un adolescente io non ho ricevuto alcuna certezza da quell’uniformarsi al gregge in quanto i fatti della vita mi hanno portato ad essere una monade diversa dentro e  fuori dal resto dei miei coetanei.

A 12 anni la notte I bicchieri scoppiavano in mille pezzi creando un concerto di cristalli e la musica dal mangiadischi iniziava a suonare con grande disappunto di mia  madre che credeva giocassi con noncuraza del sonno altrui…

I sogni erano vividi e pieni di presenze ultraterrene.

A 15 sono uscita dall’involucro di gesso nel quale ero stata rinchiusa due anni prima da degli ortopedici che credevano di poter porre rimedio   alla mia scoliosi attraverso una corrazza.

In quella gabbia spessa e biancastra – partiva dalla nuca ed arrivava al coccige – che nel tempo e’ diventata luogo di scarabocchi, disegni e lasciti cromatici da parte di amici e conoscenti ho imparato a vivere, a sognare nonostante la prigione, a sorridere anche quando le mie amiche andavano al mare snelle e leggiadre mentre io sembravo una tartaruga affogata  nel suo guscio.