Jesse OwensMi chiamo James Cleveland Owens e sono nato in Alabama il 12 settembre 1913;  un nome così altisonante che poco si addiceva ai miei umili natali di ragazzo nero, continuamente alla ricerca di una stabilità economica, inarrivabile miraggio…

Ai tempi l’America era un immenso paesone, frammentato in microcosmi, immerso nella Grande depressione economica e in bilico tra progresso e schiavitù; con tanta strada da fare in tema di diritti sociali di neri e messicani… in poche parole..eravamo tutti uguali solo per Gesù Cristo e rigorosamente in chiese differenti…

James… Jesse Owens… il famigerato atleta olimpionico di colore… uno splendido ossimoro vivente, poiché olimpionico; e di colore; nei primi del Novecento erano ancora due qualità difficilmente accostabili.

Come nei migliori romanzi, il mio destino appariva già ben delineato e con buona pace di tutti quanti, perché… beh…mi trascinavo tre enormi fardelli: povertà, pelle nera e una cultura atavica, nota per trattare la gente di colore come spazzatura o con la paternalistica superiorità alla Via col vento….

Avevo, però, la benedizione di una famiglia affiatata seppur indigente, conscia che certo non avrebbe mai dormito alla Casa Bianca, ma neppure sotto i ponti….che aspirava a migliorare insomma. Così a nove anni lasciammo il profondo Sud direzione Ohio.

Ci siete mai stati in Ohio? Nemmeno io e, credetemi, non è stato affatto semplice abituarmi a nuovi ritmi. Tutti quelli che hanno lasciato la propria terra mi comprendono quando affermo che, quasi quasi; meglio esser trattati da feccia a casa propria che altrove. Ed io…ragazzi….con quell’accento talmente marcato… ne ho subite di angherie!! I miei insegnanti proprio non riuscivano a capirmi e, senza tanti complimenti, decisero di chiamarmi Jesse (J.C. cosi suonava alle loro orecchie).