Claudio Pelizzeni 2È strano come quando si è in viaggio ci si guardi molto meno allo specchio rispetto a quando si è a casa.
Fu uno specchio, una mattina di ormai quattro anni fa a regalarmi l’illuminazione che mi ha permesso ora di trovarmi qui, in un deserto di sale della Bolivia.
 

Avevo visto i chili di troppo sulla pancia, qualche ruga in più e soprattutto lo sguardo spento di chi ormai aveva rinunciato a Vivere. Avevo rivisto il mio me stesso adolescente guardarmi con quell’aria così delusa da farmi svegliare da quel torpore dettato dal lavoro, la casa, la macchina, l’iPhone, la famiglia, gli aperitivi, i calcetti…

Avevo deciso di prendere in mano la mia vita e l’ho fatto. In un uggioso pomeriggio di marzo avevo dato le mie dimissioni per rincorrere quel vecchio sogno nel cassetto, ovvero fare il giro del mondo, senza neanche un aereo.