Così tante domande, così tante ambizioni, così tanti sogni, così tante limitazioni, così tanta curiosità.

Ricordo che a volte, a me stesso, ai miei amici o ai miei fratelli dicevo che volevo andarmene e sperimentare di più, che volevo vivere un qualcosa di diverso, che volevo vedere un cambiamento, ma le mie parole allora, erano ancora molto lontane dai fatti…

…Poi uscì fuori un lavoro stagionale in un hotel (come animatore) in una delle isole del mediterraneo, in Grecia, Creta.
Così un giorno lasciai la scuola, lasciai gli amici, lasciai il basket, lasciai la famiglia, lasciai i lavori ed andai completamente da solo verso ciò che per me era una nuova sfida…

La Grecia, l’isola, il villaggio ed il lavoro furono fantastici, tuttavia le nostre responsabilità non finivano mai, il tempo per riposare era davvero minimo e specialmente le pressioni e lo stress generato dai leader della squadra dell’animazione erano “insanamente” enormi.

Decisi di andarmene nemmeno un mese dopo. Nonostante ciò, non avevo intenzione di ritornare in Italia, non avevo alcuna intenzione di ritornare tra la monotonia, ma allo stesso tempo, non avevo soldi con me (dato che lasciai il lavoro in Grecia prima del tempo dovuto, il pagamento delle settimane che feci non fu ancora arrivato). Però avevo una sorella maggiore (che nacque in Ghana dallo stesso padre e da una diversa madre) che viveva a Londra. Lei mi invitò ad andare a stare da lei, io avevo i soldi giusti giusti per comprare il biglietto aereo, e così feci. Comprai il biglietto ed atterrai a Londra con 25 sterline. Tutto ciò che mi diede mia sorella fu un tetto, un pavimento e l’abbonamento mensile della metro (cose per le quali fui estremamente grato). Appena atterrai, incominciai ad ottenere le giuste carte che mi servivano per lavorare, ed una volta fatto ciò, iniziai a cercare instancabilmente lavoro. Dopo un paio di giorni il lavorò uscì fuori, e così, iniziò l’esperienza Londinese…

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