Ciao animali strani, mi chiamo Valentina Vinci, ho 30 anni appena compiuti e sono Amsterdammer ormai da quasi 4. Amsterdammer è il nome con cui si identificano gli abitanti di Amsterdam, la splendida città dei canali che mi ha fatto innamorare di sé già dalla prima volta in cui ci sono stata in vacanza. Mi sono trasferita qui nell’estate del 2013, e ricordo ancora quando all’aeroporto di Firenze (ma sono pugliese!) ho salutato l’Italia con un whatsapp alla mia migliore amica pieno di paura e di incertezza.

Ho deciso di lasciare l’Italia per sperimentare una vita diversa, per vedere cosa si prova a vivere all’estero per qualche tempo e quali stimoli offre una città così diversa da quella in cui ho studiato e sono cresciuta. Partita un po’ per un esperimento, a distanza di 5 anni ora Amsterdam è una scelta consapevole.

Amsterdam è una città cosmopolita, dove per la maggior parte dell’anno il cielo non offre sfumature o colori: pioggia e cielo grigio sono difficili da digerire ogni giorno. E’ difficile anche dover usare la bicicletta per ogni spostamento con il vento freddo e la pioggia che ti tagliano la faccia, è difficile rinunciare alla tua italianità ed accettare di indossare mantelle orribili o sacchi trasparenti simil-spazzatura – qualsiasi cosa che ti possa aiutare ad arrivare in ufficio in condizioni presentabili.

Ma è proprio dalla bicicletta che ricomincio, se vuoi essere un Amsterdammer la bicicletta è importante, importante come respirare. Dico sempre che la bicicletta è diventata un prolungamento del mio corpo, da curare ed accudire come se fosse un figlio, fino ad usarla tutti i giorni e sentire la libertà e la disinvoltura di pedalare anche con gonna e tacchi alti. La mia prima bicicletta è durata 6 mesi e la seconda sarebbe stato meglio non comprarla. Per la terza ho scelto di omologarmi agli olandesi: ho comprato una bella omafiets – la bicicletta della nonna – praticamente il modello più usato in olanda, senza freni ma con il freno a retropedale. Fatta questa, diventi un Amsterdammer.

Si dice degli olandesi che siano un popolo aperto e tollerante ma io lo definirei meglio come un popolo concreto e sincero. Loro mi hanno insegnato tanto, mi hanno fatto capire che a momenti di maggiore sacrificio si alternano momenti di gioia, come la gioia che proviamo (tutti noi Amsterdammer) ogni volta che un raggio di sole fa capolino tra le nuvole e ci regala scorci bellissimi tanto da corromperci.

Si, Amsterdam mi ha corrotto e mi ha fatto capire che godersi ogni raggio di sole come se fosse l’ultimo rende la vita più bella, andare in barca o al parco per un pic-nic con gli amici è meglio che rinchiudersi in un locale all’ultimo grido e che essere giovani non significa restare in un angolo ed aspettare che qualcuno venga a prenderti, ma significa essere internazionali e creativi, ed avere voglia di rischiare. Bicicletta e zaino in spalla ogni giorno per iniziare una nuova sfida. Non importa se con la neve o con la pioggia, semplicemente vai.

Io ho rischiato ed ho tramutato la mia quotidianità in un lavoro.

Dopo un paio di lavori come dipendente, sono passata all’imprenditoria femminile ed ho creato un’agenzia di guide italiane che offre ai ‘viaggiatori’ provenienti da tutta Italia la possibilità di scoprire la città in compagnia di chi ci vive e di chi ne apprezza la quotidianità e la sua semplicità disarmante. La mia Amsterdam si chiama ‘insolitAmsterdam’, un modo per guardare la città con le sfumature che merita e per conoscere la vera Amsterdam, senza fermarsi in superficie.

Tanto lavoro e tanti sacrifici ma la ricompensa più bella sono le famiglie che ci scelgono e che tornano a casa con qualcosa in più, come tempo fa mi ha scritto il sig. Gianfranco: ‘Personalmente ho ammirato un nuovo modo di accompagnare i turisti trasformando una fredda visita  in una coinvolgente storia che va a stimolare  la curiosità dei visitatori  su tradizioni, usi e costumi degli olandesi negli angoli nascosti. La mia più grande soddisfazione è l’ammirazione nei tuoi confronti che hai suscitato nei miei figli’

Vale la pena pedalare ogni giorno e scegliere cosa vogliamo essere? Secondo me si.
Se volete seguirmi, date un’occhiata al mio sito www.insolitamsterdam.com

Un saluto Amsterdammer,

Valentina

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