Vi ricordate il celebre Furio, il personaggio tragicomico interpretato da Carlo Verdone in “Bianco Rosso e Verdone”? Una macchina da guerra, capace di programmare, analizzare e calcolare tutto alla massima precisione. Bene, quello ero io quando si trattava di viaggiare o prendere parte a qualcosa di nuovo.

Mi chiamo Mattia Fiorentini, ho 34 anni, sono nato e cresciuto a Forlì, nel cuore caldo di una fetta di terra (al sapore di piadina) chiamata Romagna.

Più di un anno fa ho perso il posto fisso, guarda caso un lavoro d’ufficio.

Immaginate che sulla mia spalla destra sia spuntato un angioletto in giacca e camicia che mi consigliò di mettermi subito alla ricerca di un lavoro nella mia città, perchè il tempo è denaro, perchè guarda che poi non trovi più, perchè perchè (la domenica mi lasci sempre sola).

Mentre dall’altro lato un diavoletto spettinato, con la barba incolta mi indicava quello zaino riposto all’angolo della mia camera da letto, che utilizzavo per viaggi di breve durata in giro per il mondo.

Beh, avete già capito a chi ho dato retta!
Tre mesi a zonzo per l’Europa lavorando in cambio di vitto e alloggio come giardiniere e bracciante sono stati il banco di prova.

Un’esperienza carica di incontri e di sensazioni totalmente nuove.

Poi lo scorso luglio la decisione, quella di prendere un biglietto di sola andata e vedere di nascosto l’effetto che fa.

Prima Siviglia, poi il Portogallo per un mese e mezzo fino ad approdare nel tanto sognato Sudamerica.

Ora vi spiego per filo e per segno il mio piano: quello di non avere alcun piano!

La mia casa al momento è uno zaino e la mia bussola sono le persone, volti sconosciuti con i quali nasce spesso un’immediata empatia.

Fu così che ho tenuto lezioni di pasta fatta in casa in un paese tra le montagne circostanti Bogotà, ho pescato con gli indigeni Cofan dell’Amazzonia e mi sono tuffato nella laguna gelata di un vulcano ecuatoriano di quattromila metri.

Dimenticavo, ho maturato anche una certa maestria nel salire e scendere da autobus in movimento.

Nel mezzo tanti giorni comuni, alcuni fatti di risate e nuovi incontri altri di totale solitudine.

Quando riesco uso il couchsurfing, accettando l’ospitalità di altri viaggiatori come me. Lo considero un mezzo per immergermi totalmente nella realtà che sto vivendo.

In Sudamerica la gratuità e il rendersi utili sono “una malattia” contagiosa.

Me ne rendo conto ogni giorno di più. C’è una forte connessione che lega tra di loro le persone e scoprirla attraverso gli occhi di chi ha origine e cultura differenti dalla tua rende il tutto ancora più affascinante.

I miei progetti non vanno oltre la settimana. Al mio arrivo in Ecuador sapevo appena il nome della capitale e di un piccolo paese alla frontiera.

Ora grazie a tante persone ho passato due mesi intensi a visitarlo in lungo e in largo scoprendone usi, costumi e una naturalezza da capogiro.

Mi diverto a raccontare quello che mi succede in un blog e una pagina Facebook che ho chiamato Segirovagandoio.

Perchè è proprio quel SE che mi ha sempre condizionato.

E Se poi mi pento? Se fosse una scelta troppo azzardata?

Ora ho deciso di portare quelle due lettere dalla mia parte, di navigare a favore di vento.

E Se girovagando io potessi vivere un’esperienza unica e fuori dal normale?. E’ vero, sogno di esplorare i ghiacciai della Patagonia e di perdermi tra le chilometriche distese della pampa argentina.

Chissà poi se ci arriverò o cambierò idea! Mi sento un animale strano, e quindi felice di fare parte di questa community.

Perchè penso che non discendiamo dalle scimmie, ma bensì dai rettili. “Cambiamo pelle” e con essa il modo di vedere le cose e le nostre necessità.

La cosa più difficile è quella di decidere di modificare le proprie abitudini assecondando quello che si sente veramente.

Io l’ho già fatto una volta e sono convinto che non sarà l’unica. Certo, ogni tanto nei bassifondi del mio cervello si fa vivo Furio, che imponendomi maldestramente il dito indice mi fa notare che non sono più un ragazzino e il futuro ha bisogno di essere programmato. Io lo guardo sorridendo, dando una carezza alla “povera” Magda.

Da questa esperienza sto capendo che quando riesci a vivere ovunque raggiungi un livello di libertà e di conoscenza personale che ha un valore enorme.Viaggiare abbatte le frontiere e ti presenta spesso un ricco ventaglio di opportunità. Molti penseranno che una cosa simile dal punto di vista economico non sarebbe alla loro portata. Vi garantisco che non è così, sta tutto nella vostra volontà.

La passione per ciò che state facendo e il desiderio di andare avanti vi porteranno a trovare il modo per risparmiare o guadagnare qualcosa.

Perchè viaggiare è così…ti apre la mente!

Un saluto che ha cambiato pelle.

Mattia

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