Le due cose piu’ belle? Felicita’ e futuro.

Non so spiegare bene a cosa mi riferisco, pero’ sai quelle cose che quando ci pensi, ti viene il sorriso? Quelle cose a cui non riesci a dare un volto, un’identita’, ma che nel proprio mistero ti danno quella sensazione di benessere?
 
Era un po’ di tempo che avevo perso il sorriso. Non chiedetemi il perche’, ma sapevo che avrei dovuto fare qualcosa.
Riparto da qui: felicita’ e futuro.

Ogni sera prima di andare a letto, mi sforzavo di ricordare le tre cose piu’ belle della giornata, e mi chiedevo: sono davvero felice? Vedo un futuro in cio’ che faccio? Questo per mesi interi…
Mi chiamo Giuliano Di Blasi e ho 29 anni. Ho vissuto quasi sempre a Bari, citta’ dove sono nato, e negli ultimi anni svolgevo Marketing per incrementare vendite nel settore automobilistico.
Ho trascorso gli ultimi anni della mia vita al lavoro per non meno di 10 ore al giorno.

Sapete quella vita sempre di corsa, di quelle che iniziano gia’ in ritardo e stanno a rincorrere il tempo per tutto il giorno? Di quelle che per raggiungere il tempo saltano pure il pranzo, che dimenticano le persone care, e che per andare in palestra dovevi fare il planning almeno una settimana prima, incrociando le dita?
E non vi sto a dire quando del planning della settimana finivano le caselle… e cominciavi a dividerle in tre o in quattro fino a quando pareva piu’ un Risiko che un calendario.
Beh, questo ero io…

Che c’e’ di strano? QUESTA E’ LA VITA. TU SEI FORTUNATO.
 
Di strano secondo me c’e’ questo modo di intendere la fortuna!

Ho barattato il mio tempo per denaro, anzi parliamo di cose serie: che giorno e’ oggi? fuori e’ buio o c’e’ ancora il sole? Cavolo, ricordo come se fosse ieri il giorno in cui sono stato assunto!
Cose rilevanti che mi riguardano? Onestamente non me ne ricordo, parlo di lavoro tutto il giorno, addirittura mi capita di parlarne pure quando esco.
Non voglio che il mio futuro sia questo!

Sapete la novita’? Ve la regalo la mia fortuna, fatene cosa volete, io provo a cercarmene un’altra.

Da qui l’inizio: presi carta e penna ed iniziai con la lista delle mie abitudini, dei miei stili di vita.
Sai che faccio adesso? Ribalto tutto, faccio l’esatto contrario di cio’ che ho scritto su questo foglio!

Abitavo solo da ormai qualche anno, ho abbandonato la mia casa, il lavoro, ho venduto la mia auto, ho lasciato tutto cio’ che avevo.
Il 28 Marzo 2016 varco l’uscio di casa con la consapevolezza che qualcosa mi avrebbe cambiato. Ricordo ancora quel momento: era il giorno di pasquetta, raccolgo le cose indispensabili, le ripongo nello zaino, saluto i miei, e parto. Conoscevo la mia meta, ma non immaginavo come raggiungerla.
Avevo fatto una sfida con me stesso: partire da Bari per raggiungere Santiago de Compostela, percorrendo il Cammino di Santiago da solo.
Volevo riprendermi la mia vita, quella che la centrifuga della vita “normale” mi aveva ridotto a brandelli, volevo farmi il regalo piu’ grande: un po’ del mio tempo.
 

Perche’ Santiago? Non c’e’ una ragione, importante era il viaggio, non la meta. Ed e’ stato il viaggio piu’ bello della mia vita.

Sapevo che sarebbe stato per me un’esperienza fantastica, e decisi di creare un diario di viaggio. Lo chiamai “In Adversum” e ne feci una pagina facebook.

Il viaggio e’ durato circa due mesi, l’ho fatto in poverta’. Ho dormito spesso in tenda affrontando notti infinite sotto la pioggia, sotto la neve. Ho pensato molto.

Ho capito che questa vita e’ troppo breve per essere sprecata come spesso ci capita, ho capito che la felicita’ si raggiunge scrivendo i propri i sogni ed alzandosi la mattina con l’obiettivo di raggiungerli. E chi se ne frega se ci sembrano irraggiungibili, mettici dentro tutto quello che hai, corri fino a quando non ti manca il fiato, il tempo che dedichiamo alle nostre paure e’ lo stesso che in questo momento si sta mangiando la nostra felicita’.

Ho capito che la felicita’ dipende da noi stessi, che la sfida sta nel raggiungere un equilibrio interiore amando e ricercando le cose che ci fanno star bene.
Come quel pomeriggio, nel deserto delle Mesetas, dopo quasi trenta chilometri trascorsi sotto la pioggia, mi ritrovo in una valle.
Un tramonto bellissimo, la valle si colora di arancio, i fiori di diverse tonalita’ hanno tutti un colore piu’ tenue. L’arcobaleno.
Prendo il mio zaino, lo lancio per terra, guardo la mia compagna di viaggio, mi sdraio sulla terra.
Sai quanto vale questo momento? Nessuna risposta da parte sua.
Nella vita “normale”, non ha prezzo. Capii.
 
Questo e’ stato uno di quei momenti che mi hanno fatto capire che la felicita’ va ricercata soprattutto nella natura. Pensandoci ci ha donato tanta bellezza senza chiederci nulla in cambio.
Ma vi pare che qualcuno possa portarsi via un bel tramonto o un’alba straordinaria? Abbiamo tutto, possiamo dargli il valore che vogliamo, e nessuno lo puo’ portare via!
Avevo anche barattato tutto questo per altre cose piu’ futili in passato, che stupido.
 
Ho capito che reprimere le proprie emozioni e’ l’errore piu’ grande che un uomo possa commettere.
Che non bisogna mai pentirsi di nulla, che ti abbia fatto sorridere, oppure piangere. Fa parte di te, ed anche quei momenti hanno contribuito a fare la persona che sei.

Ho capito che nella vita non esiste il “troppo tardi”, se qualcosa davvero la desideri, la vorresti, devi fare di tutto per ottenerla. E al diavolo la paura, l’orgoglio! Se vuoi del bene a qualcuno fai che lo sappia! Il resto sono solo spettri immaginari che limitano la nostra felicita’. Siamo su questa terra a durata limitata, non e’ gia’ questa una buona ragione?

Ho capito che ci sono cose che non possiamo controllare, vanno come devono andare: e che il nostro dovere e’ far si’ che compiano il proprio corso, autonomamente.

Con il cuore in gola, con tristezza d’animo ma fai che vadano, conoscerai nuovi giorni.

Ti accorgerai che spesso coloro che ti rialzeranno saranno gli stessi dal quale pensavi di ricevere del male e che quelli a cui volevi del bene ti volteranno le spalle alla prima occasione.

Non avere pregiudizi!

Ho scoperto che la vita e’ fatta di energia. Ho deciso di circondarmi di persone che stimo e che reputo migliori di me: ho allontanato quelle che si sono fatte distrarre dalle apparenze.

Credo molto nel destino e negli eventi, credo nel filo rosso.
E’ cosi’: oggi puoi essere felice, domani vieni derubato della felicita’. Ho imparato a non avere piu’ timore. In tanti entrano ed escono ogni giorno nella nostra vita, e gli eventi servono a questo. In pochi restano, solo il destino conosce chi davvero deve rimanere. Ho imparato ad essere sempre grato.
 
Tutto questo l’ho imparato grazie al mio viaggio di oltre 3000 chilometri e mi sembrava il meglio che potessi raccontarvi, in breve, in questa intervista.
Mi piacerebbe poter dire qualcosa anche del mio viaggio: sono arrivato a Santiago de Compostela e poi ho proseguito fino a Finisterra. Ho percorso 1300 chilometri a piedi, gli altri con passaggi di fortuna, ma ci vorrebbe un libro a parte solo per questo. Sono pieno di appunti, chissa’ forse un giorno…

Ho ripreso ad emozionarmi sulle note di Ludovico Einaudi, a riascoltare la “mia” canzone “Intro” di J-Ax o a ripensare a tutte quelle cose che avrei voluto fare da bambino. Ad essere libero.

 

Oggi mi sono trasferito in Australia, ed in questa esperienza sto continuando a portare avanti i miei progetti e la mia professione di Marketing Manager.
Tante cose sono cambiate: ho esaudito il mio sogno di trascorrere la mezzanotte del mio compleanno all’Opera House, e spero di poterne esaudire presto un altro: quello di correre sulla riva dell’oceano con i pinguini!

Un mio desiderio?
Posso esprimerne due?
Il primo e’ quello di avere la possibilita’ di continuare a ricercare la mia felicita’ ed il mio futuro. Di continuare a seguire i miei sogni ed i miei progetti.
Il secondo, se un giorno dovessi averne uno, quello di guardare negli occhi mio figlio, o mia figlia, e poter dire di non rinunciare mai ai propri sogni, di crederci davvero e al massimo.
Di non farsi distrarre dalla “normalita’”. Di sognare in grande e di non smettere mai di farlo, perche’ sono i sogni che fanno grande il mondo.
 

Grazie al Blog Ornitorinko per questo spazio e un benvenuto a tutti gli “animali strani” come noi!

Un saluto “In adversum”,

Giuliano

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