Matteo Maimone e AnnaSi, Viaggiare. Ci si chiede sempre cosa possa portare una persona a compiere un gesto così coraggioso. Di base è questa la forza motrice che spinge migliaia di persone di tutte le età ad andare oltre, a decidere di affrontare un viaggio, che sia per un nuovo lavoro, per una crescita personale o semplicemente perché più grande è il sogno e più è grande la motivazione.

Ci chiamiamo Matteo Maimone e Anna Sida e a noi, è successo esattamente questo; che fossimo stanchi della quotidianità già si sapeva, appena ne avevamo l’occasione di evadere dalla nostra bellissima Torino (città dove siamo nati e cresciuti) lo facevamo, diretti verso mete ignote per non più di due-tre mesi.

Volevamo di più,volevamo spingerci oltre, avere modo di affrontare un’avventura che ti cambia radicalmente perché è questo quello che succede.

A chissà quante persone capita,prima di un grande viaggio di sentirsi avvolti da mille sensazioni: paura, confusione, dubbi, senso di inadeguatezza. E se stessi facendo la scelta sbagliata? E se lasciando tutto ciò che mi è di più caro, più sicuro, non arrivassi poi a sentirmi solo e intrappolato in quella bolla che mi sono creato?

Eppure lo fai, spinto da questa energia, motivato dai tuoi mille sogni che ti attanagliano di giorno e di notte impedendoti di prendere sonno, compi il passo, ti butti e salpi, come una nave ancorata al porto da chissà quanto tempo.

Il nostro primo vero viaggio, che ci ha segnato emotivamente è stato in India: terra devastata dalla povertà, dalle guerre e allo stesso tempo in continua crescita globale. Non ci avevano detto che avrebbe avuto un impatto così forte e così significativo.

La terra dai mille colori e profumi ci ha conquistati anche se, dapprima, ci lasciava più sconcertati che altro: la maniera in cui dilaga la povertà per le strade, lo sporco che caratterizza la maggior parte delle baraccopoli e i migliaia di occhi intrisi di sentimento e curiosità che vedi ogni giorno, ti lasciano basito e inerme.

Allora, vi starete chiedendo: ma come avete fatto ad affrontare un viaggio del genere e ad amarlo? Penso che sia per lo stesso motivo per cui persone in tutto il mondo continuano a viaggiare tutt’ora nonostante le guerre,la desolazione, i pericoli e la povertà. Si è spinti dalla curiosità di conoscere un mondo “nuovo”, differente dal nostro, con tradizioni e culture annesse, in modo tale da confrontarvisi e, perché no, imparare da loro.

Una caratteristica che abbiamo sempre apprezzato della cultura asiatica (che sia indiana, vietnamita, laotiana o thailandese che abbiamo potuto conoscere e quindi confrontare con la nostra e con altre culture) è che non c’è miseria o semplicità che tenga, loro avranno sempre qualcosa da donarti in cambio di un tuo sorriso, di un tuo abbraccio, di una parola detta nella loro lingua o meglio ancora gesticolata, perché non sembra ma è cosi difficile comunicare con persone che non parlano, il più delle volte, la tua lingua e quindi ti ritrovi a mimare una parola, un sentimento apparendo quasi come una scimmia!

O perché non raccontare di come, tornati in Italia, eravamo già pronti,dopo qualche mese, a ripartire per un nuovo continente: l’Australia. Il continente dei sogni,dove migliaia e migliaia di backpackers giungono col loro bagaglio di inesperienza per cimentarsi in nuove avventure.

Per noi è stato proprio cosi, infatti la nostra più grande avventura è stata quella di lavorare in giro per il continente australiano armati di tanta pazienza e tenacia insieme al nostro inseparabile van che ci ha permesso, allo stesso tempo, di raggiungere posti meravigliosi (dove Matteo si fermava ogni tre metri per poterne catturare la bellezza con la sua immancabile Nikon. …e che pazienza stare dietro ad un fotografo!)

Ci ha dato e ci ha tolto, ci ha regalato momenti memorabili di cui ne conserviamo le risate, gli istanti irripetibili insieme a persone conosciute in viaggio, le mille notti a dormire sotto le stelle e momenti,invece, dove il nostro carattere, la nostra persona veniva messa seriamente a dura prova, grazie agli ostacoli quotidiani che ci hanno, allo stesso tempo, fortificato il cuore e l’anima.

Tutto ciò per noi è Vita ed essa è come un viaggio: un arduo ma bellissimo percorso in salita, in costante crescita spirituale, con diversi ostacoli che ti permettono di confrontarti, di porti delle domande, di metterti in discussione. E, citando uno dei nostri scrittori preferiti:” Non c’è felicità per chi non viaggia! A forza di stare nella società degli uomini, anche il migliore di loro si perde. Mettiti in viaggio. I piedi del viandante diventano fiori, la sua anima cresce e dà frutti, e i suoi vizi sono lavati via dalla fatica del viaggiare. La sorte di chi sta fermo non si muove, dorme quando quello è nel sonno e si alza quando quello si desta. Allora vai, viaggia!”
Che non abbia ragione?!

Un saluto che viaggia felice.

Anna e Matteo

Segui le orme di Ornitorinko anche su facebook!