Luca FortunaMi chiamo Luca Fortuna, vengo dalla provincia di Verona ed ho 27 anni, ma posso dire di aver vissuto molto di più nell’ultimo anno e mezzo che non in tutti quelli precedenti.

 

Andando con ordine, mi sono diplomato col minimo dei voti (non me ne vergogno, non mi è mai piaciuto studiare e non trovo stimolante essere valutato con dei numeri in materie che non mi interessano) in una scuola scelta senza davvero sapere cosa avrei voluto fare o chi avrei voluto essere “da grande”; ho trovato impiego quasi subito come agente immobiliare, quindi come lavoratore autonomo a partita IVA e mi sono tenuto quel lavoro per 5 anni; mi piaceva, anche se non era semplice soprattutto all’inizio, ma ero motivato a costruirmi quella che per me ad oggi può essere definita un’invenzione dei nostri tempi, la “carriera”!

Dopo 4 anni cominciai a sentire che quella vita, fatta di ufficio, abitazioni e spesso anche di sacrifici non ripagati, mi stava stretta e non mi avrebbe portato a nulla di diverso dal lavorare per pagare una montagna di tasse!

 

Ero alla ricerca di un’esperienza diversa, qualcosa che mi mettesse alla prova e che potesse far riassaggiare il gusto della vita ad un ragazzo di 24 anni, qualcosa che solo all’estero sentivo di poter trovare, vista la situazione non proprio brillante dell’Italia. Iniziai così a guardare quali avrebbero potuto essere delle possibili destinazioni, affascinato da sempre dal sud America ed incuriosito dalle Isole Canarie, spinto ed ispirato dalle letture sui blog di alcuni italiani che erano emigrati all’estero, chi per stabilirsi, chi anche solo per vivere un’esperienza di vita.
Ero un po’ confuso ed indeciso, finché nell’agosto del 2014 il mio amico Marco (che probabilmente non ringrazierò mai abbastanza per avermelo chiesto) mi propose di andare in Australia con lui.
Ci riflettei 3 giorni perché l’Australia non l’avevo mai presa in considerazione, ma la risposta dentro di me era già nota da subito, e dopo essermi licenziato, il 29 dicembre partii per la terra dei canguri con un biglietto di sola andata!
In Australia ci ho lavorato l’anno seguente per 8 mesi, ho imparato l’inglese, che in Italia non ti insegnano come si deve a meno che tu non faccia una scuola linguistica, ho conosciuto un sacco di persone, diventate amici, da diverse parti del mondo, ho capito cosa vuol dire lavorare veramente sodo, ho imparato l’enorme senso civico che hanno gli australiani (noi italiani purtroppo siamo lontani anni luce in questo), ho capito cosa vuol dire essere dall’altra parte del mondo e doversi arrangiare, avevo trovato il genere di stimolo che stavo cercando!

Gli ultimi 4 mesi del 2015 li ho trascorsi viaggiando attraverso l’Asia, toccando Singapore, Hong Kong, Cina, Vietnam, Cambogia, Tailandia ed Indonesia, confrontandomi con culture opposte alla mia, vivendo qualche disavventura e commettendo degli sbagli che però ti aiutano a crescere.

 

Dopo 4 mesi di Asia sono tornato in Australia, dove attualmente vivo e dove resterò fino alla fine di quest’anno per poi ripartire alla ricerca di qualcos’altro; sto programmando un altro viaggio di 4/5 mesi, questa volta in America Latina, in solitaria e con l’inserimento di un’esperienza di volontariato, ma non so ancora quando partirò.

Viaggiando ho incontrato tante persone, e molte di loro mi hanno fatto la stessa domanda: non ti manca casa tua, in Italia?

Beh, la risposta è sempre la stessa: non posso negare che la famiglia e gli amici mi manchino, ma ciò che non mi manca è la vita che conducevo in Italia, il modo di vivere ed il modo di pensare tipico dell’italiano medio e di tante persone che avevo intorno, pieno di pregiudizi insulsi e stupidi; viaggiare mi ha aperto la mente, ho imparato a tollerare cose che prima mi infastidivano, ho capito che il mondo è più grande e più vario di quello che pensiamo stando chiusi nel nostro piccolo, e non possiamo pretendere che il nostro modo di vivere e di pensare sia per forza di cose quello corretto mentre tutto il resto è sbagliato.

 

Dopo un anno e mezzo lontano dall’Italia posso dire di stare bene, sono contento di essere italiano ma mi piace di più definirmi un cittadino del mondo, non sono mai stato un patriota e probabilmente starei bene lontano anche se le cose nel nostro paese andassero bene, e non male come adesso.

 

A chi mi chiede cosa farò in futuro rispondo che non lo so e adesso non mi interessa, sto vivendo il presente e me lo voglio godere senza preoccuparmi troppo di ciò che farò in futuro.

 

Non voglio diventare vecchio e vivere di rimpianti dovendo raccontare ai nipoti “ah se avessi fatto..ah se fossi andato”, no!

 

A me non interessa fare “carriera”, arricchirmi o comunque essere benestante, lavorando vestito bene 8, 9 o 10 ore al giorno per il resto della mia vita per poi non sapere cosa fare il fine settimana finendo sul divano a guardare porcherie in TV o non avere abbastanza salute per godermi l’eventuale pensione come si deve.
Credo fortemente che nella vita bisogna sentirsi liberi e felici, e se non lo siamo abbiamo la grande opportunità di poter cambiare la nostra situazione, mentre tante persone sfortunate non hanno nemmeno quella.
Oggi sono in Australia, domani non lo so! Non so se sono un “Ornitorinko” anche io, ma una cosa è certa, non sono e non vorrò mai essere una pecora, seguendo la massa e la “via maestra” che ci hanno insegnato fin da piccoli.
Le avventure migliori non le vivi seduto su una poltrona, ma le vivi se ti incammini per strada!
Un saluto che si sente libero.
Luca