Guglielmo SartorMi chiamo Guglielmo Sartor, ho 26 anni e sono cresciuto a Merate, paese in provincia di Lecco.
Ci sono rimasto fino ai 19. Indeciso sul da farsi, non scontento ma in attesa di rivoluzione.

Poi un giorno si presenta, la rivoluzione. E quando ti trovi davanti ad un nuovo abisso, che fare? Ti butti?
Ci ripensi?

Non ci pensai troppo. Ed è cosi` che si inizia.
Oh, il viaggio! Cosi`innocente ma quanto ti cambia non lo si riesce a raccontare.
Beh io ci provo, ve lo racconto. Perchè ci dovrà pur essere un motivo se un’ape e due scimmie ora errano insieme.

Tre anni fa, Parigi, fumo una sigaretta davanti a Shakespear and Co. Library, luogo di racconti e profumo di storia.

Siamo in primavera e “La Citta della Luce” ha un aspetto del tutto diverso da come viene descritta nei libri. Il cielo è terso, il ciliegio sotto il quale siedo è rosa e in fiore.

Non penso a niente se non a quel giovane che davanti a me dipinge lucchetti per coppie innamorate, pronte ad incatenare il loro sentimento ad una ringhiera. I nostri sguardi si incrociano.

I suoi dettagli mi incuriosiscono all’istante. E` sporco e mal vestito, con uno zaino trasandato al suo fianco, ma negli occhi porta il sorriso di cento infanti.

Si alza, viene verso di me e mi chiede una sigaretta. Mi allunga 50 cent. Rifiuto il denaro ma non gli nego la sigaretta.

Mi guarda e spalanca la sua personalità, a me, uno sconosciuto come altri.

Si chiama James Cameron Starr, fa film di lavoro, vuole diventare scrittore e regista, il suo destino l’avevano scritto all’anagrafe.

Chiunque tu sia o voglia diventare io devo farne parte, penso per un istante, dunque gli offro del cibo e lo invito a casa mia a Barcellona. Lui in quanto vagabondo e squattrinato poteva ben rifiutare, ma il Dio della strada ci aveva gia` messo il verbo e gli aveva comprato un biglietto per tornare in America in un mese da quel giorno, proprio da Barcellona.

Sono convinto che l’universo sia caos totale e che non ci sia uno schema, masse indefinite che volano nello spazio infinito, alcune innocenti ma per lo piu` contundenti.

Talvolta però questo caos si organizza e tu ti ritrovi a camminarci nel mezzo, incolume.

E così fu, l’inaspettato si era presentato e in poco eravamo diventati buoni amici.

Ora bisognava farci qualcosa, perchè se trovi un tesoro sotto terra non puoi andare a scavare un’altra buca e riseppellirlo.

Si inizia a progettare il progetto della nostra vita, ci mettiamo due anni, due anni di conversazioni su skype con un oceano nel mezzo, due anni di risparmi,di idee folli e grandiose.

Con l’aiuto di due amici disegnamo la nostra mappa, interattiva, per moderni viaggiatori, la chiamiamo GHaus. Ci piace da morire, sappiamo tutti e quattro che potrebbe avere grandi potenzialita`. Solo non sappiamo quali.

Bisogna testarla, non puoi mica pretendere che un’idea funzioni solo perchè tu credi sia buona.

Ci chiediamo come fare? 

La risposta sembrava più che ovvia. Se è una mappa, ed è inesplorata, dobbiamo partire e connettere i puntini.
E così abbiamo fatto.
Nove mesi fa abbiamo lasciato Milano, Cameron ed il sottoscritto, senza realmente sapere a cosa stavamo andando incontro.

Ma come al solito c’era un’idea e ora questa idea cammina quasi con le sue gambe o meglio con le sue ruote. 

Per nove mesi abbiamo puntato ad est, non contenti del viaggio convenzionale si decise di mettere insieme un progetto, basato sul cibo e sulle immagini. Ci siamo messi alla ricerca di storie di persone incredibili e abbiamo usato un pasto per metterle a loro agio.

Abbiamo deciso di non volare mai, perchè le culture e i sorrisi cambiano da qui a lì e noi le volevamo raccontare tutte.

Impossibile in così poco tempo ci siamo resi conto, ma abbiamo fatto del nostro meglio.

Venti piccole storie sono laffuori nel mondo dell’etere,un raccolta soprannominata PrilgrimCookBook.

Raccontano di guide e di foreste antiche, di maestri e di forgie e fulmini, di sorrisi e dell’importanza che il cibo può avere per metterle tute insieme sedute intorno ad un tavolo. E la tavola l’abbiamo apparecchiata ovunque.

Dalle grotte di Matera alla sottocoperta di una barca a vela, tra le fiamme di Chimera ad un treno infinito che attraversa l’innevata Siberia.
 

Sono passati 9 mesi da quando abbiamo inziato questa folle avventura, siamo arrivati a Singapore, e non abbiamo quasi più nulla addosso, ci siamo spogliati di tutto attraverso le parole delle persone che fino a qui ci hanno guidato, ci hanno incoraggiato e motivato.

Non abbiamo quasi più soldi e perso o rotto metà del nostro equipaggiamento.

Abbiamo esplorato la terra come gli antenati hanno fatto prima di noi.

Siamo due scimmie che devono tornare a casa. Due scimmie che si si trovano dall’altre parte del mondo e in qualche vogliono continuare con la loro missione. Sono in cerca di storie e ricette perdute.
E` per questo che siamo diventati amici di un’Ape.

Il ben conosciuto rimorchio Paiggio lo abbiamo trovato in India, a Shillong, tramite un’amica che come noi viaggia e con la quale stiamo per aprire un ristorante Pop-Up.

“La Bohemienne et les amis” sarà il nostro nuovo laboratorio per il prossimo mese, laddove esploreremo la prima parte di questa nuova folle avventura e cucineremo per tanti e tanti più.

 

Domanderemo aiuto agli abitanti del luogo, per trasformare questo piccolo mezzo in un Food-Truk, o meglio Food-Tuk. Abbiamo un design e insieme proveremo a realizzarlo. Chiunque ci darà una mano riceverà un pasto gratis.

Una volta pronto, intorno ai primi di agosto, un’ape e due scimmie intraprenderenno il loro nuovo cammino, per tornare a casa.
 

Siamo alla ricerca di antiche ricette, dell’essenza del cibo.

In questo mondo che non smette di spingersi oltre, senza ben sapere che oltre l’oltre non c’è più nulla, vogliamo soffermarci sull’importanza delle origini.

Vogliamo documentarle come abbiamo fatto sino ad oggi, con la sola differenza che grazie alla nostra piccola Ape, non siamo piu` limitati allo zaino e l’attrezzatura del backpacker.

Possiamo creare, raccogliere e narrare storie migliori, con piu` sapore.
 
Per i prossimi 6 mesi di nuovo la strada, la polvere e le intemperie.
Per i prossimi 6 mesi 15000 km e piu`, 7 e più nazioni e chissù quanti altri paesaggi.
Per i prossimi 6 mesi un’ape e due scimmie andranno alla ricerca di cio` che ci rende umani.
 
Venite con noi “animali strani”!
 

Peace,

Guglielmo