stefano-picozziUna vita come tante, piccoli e grandi problemi come tutti. Non mi reputo di aver fatto una scelta straordinaria, probabilmente la mia continua insoddisfazione e perenne ricerca di serenità interiore ha portato a mettermi in gioco sotto punti di vista inaspettati.

Ma facciamo un passo indietro. Mi presento.



Mi chiamo Stefano Picozzi, un animale strano di 27 anni originario del nordest d`Italia con madre belga e padre campano.

Fin da ragazzo ho sempre avuto il desiderio di fare qualcosa di diverso, niente di stravagante ma qualcosa che mi facesse vedere aldilà del muro mentale che circonda il classico paese di provincia. Non è stato immediato e tanto meno facile.



Subito dopo il diploma, le circostanze familiari mi hanno portato a trovare un lavoro e dopo svariati contratti occasionali, trovai un’occupazione considerata dalla gente comune come “Un buon lavoro”. Ero commesso in una nota multinazionale nel settore tessile, con un contratto a tempo indeterminato.

Nel 2008 l`azienda, nuova nel mercato italiano, era in piena crescita e ciò significava ottime opportunità di crescita professionale. Infatti, nel 2010 ottenni una promozione come Visual Merchandiser e dopo un periodo di formazione durato un paio di mesi, mi trasferirono in nuovo negozio. Paga discreta, orari fissi dal lunedì al venerdì e week end liberi. Beh, cosa volere di più?



Nonostante ciò non ero soddisfatto. Non mi sentivo nel mio ambiente. Il mondo dov`ero capitato si basava principalmente sull`apparenza e soprattutto a come meglio ti vendevi al manager e al collega.

Una ruota dove i più cinici e furbi vincono.



Resistetti un anno e mezzo, dopodiché, a seguito di un paio di delusioni, feci la grande scelta. Diedi le dimissioni. Avevo deciso di soddisfare quello che per cinque lunghi anni avevo soffocato: la voglia irrefrenabile di viaggiare.

Così, all`inizio del 2013 mi ritrovai senza un lavoro ma con tanta positività, in altre parole libero. Non avevo programmato nulla, se non quello di andare all`estero per mettermi in gioco e ritrovare me stesso. Decisi che volevo rendermi utile agli altri, infatti, cercai diversi network di volontariato per progetti in tutta Europa e inviai candidature a raffica. La prima risposta che ricevetti fu di un’ONG a Malta che ovviamente accettai.

Senza troppe storie preparai la valigia e armato di tanta positività mi misi in viaggio, così nell`aprile 2013 cominciò la mia esperienza di volontariato nella minuscola Isola di Malta. Condividevo l`appartamento con otto persone, durante il giorno facevamo lavori prettamente manuali e ci davano il giusto indispensabile per sopravvivere. Come si può immaginare non sono state tutte rose e fiori, ci sono stati alti e bassi. Questo faceva parte del gioco.

Correre per la prima volta, o dopo tanto che non lo si fa, può togliere fiato dopo pochi metri ma una volta trovato il ritmo giusto diventa tutto più facile.

La stessa cosa succede quando si cambia vita e si rimette in gioco tutto. Il primo periodo è di assestamento poi arriva da se l’equilibro giusto che ci fa prendere le scelte migliori.

Oggi dove mi trovo?

Oggi sono ancora a Malta. Non sono sicuro di aver trovato il mio angolo nel mondo ma posso dire che questa esperienza mi sta cambiando personalmente facendomi scoprire realmente chi sono e cosa voglio.

Anche la concezione del Viaggio è cambiata. L`attitudine è di essere aperti, incline a scoprire il mondo dove vivo apprezzando e tollerando la diversità delle persone senza pregiudizi e preconcetti.

Intanto ho dato vita al blog di viaggio GiraMundo dove condivido le mie esperienze di viaggio in maniera creativa e fornisco qualche dritta per viaggiare low-cost. Per chi vuole venire in vacanza a Malta, o viverci, ho creato una categoria dove fornisco informazioni utili e condivido il punto di vista di un espatriato a Malta.

Saluto tutti gli animali strani, e quelli che lo stanno diventando, con una frase che mi ha segnato all`inizio del mio percorso: “Un viaggio di mille miglia inizia con un solo passo”. Lao Tzu

Un abbraccio

Stefano

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