Ciao di nuovo a tutti! Grazie infinite per continuare a seguire le piccole ma grandi storie che tentodi raccontare, in questo caso anche grazie all’aiuto e interesse di Ornitorinko. Oggi presentiamo lasesta puntata della “fotorubrika” Maktub, la quale racconterà la bellezza di alcune proteste popolari vissute in Bulgaria più di due anni fa.

Masse spropositate di persone coloratissime che si riversavano per le strade della capitale, chiedendo le dimissioni del governo all’urlo di Ostavka!

Per quel lasso di tempo le piazze bulgare saranno chiamate “Le Taksim dimenticate” o “le piazze più ignorate d’Europa”. Ma dietro la disinformazione e l’indifferenza dei media, uomini, donne ebambini hanno continuato a marciare insieme, fino a ottenere le tanto volute dimissioni delpremier. Fino alla fine.

Piazza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto Piazza (in alto): Arriviamo sul posto. La piazza è incastrata tra il palazzo presidenziale e il municipio. Capire il numero dei manifestanti è praticamente impossibile! Al riparo sotto i loro colorati ombrelli, anziani,bambini, donne, uomini e ragazzi riempiono letteralmente la piazza. Mi è difficile addirittura trovare spiragli liberi per scattare foto, talmente affollato è lo spazio. Un cielo grigio, carico di pioggia ci terrà compagnia fino al termine della protesta. Lentamente si comincia. Facce determinate, sguardi taglienti. Bandiere bulgare a perdita d’occhio, fischietti e trombette colorate si amalgamano dando vita a ritmi e coreografiesonore. Dopo un’ora le persone continuano ad arrivare, a interagire, a unirsi coi manifestanti già presenti.

Non ci si ferma nemmeno qualche secondo. Ciò accade da trentacinque giorni consecutivi, con la pioggia,neve o sole. Un perenne rombo collettivo di urla, slogan, suoni e accuse. MA­FI­A … è gridato all’unisono in maniera ritmata e vivace. I cittadini si sporgono dalla transenne che delimitano il municipio. Al di là, poliziottiimpassibili mantengono la posizione … è uno spettacolo.

Corteo

Foto Corteo (in alto): Dopo il sit­in in piazza si crea un corteo che lentamente parte e si dirige verso il ponte delle aquile, distante circa cinque km. Famiglie intere si riversano nelle strade, occupano le corsie impedendo a qualsiasi mezzo di passare. I poliziotti sono costretti a delimitare l’enorme viale e vietare l’accesso alle automobili. Chi ride, chi urla, chi suona! La protesta è pacifica, limpida, non violenta. Una protesta popolare come non ne avevo mai viste. Mi faccio largo tra la folla in costante aumento per salire su un piccolo terrazzo e filmare la scena. Anche da posizione sopraelevata non riesco a distinguere l’inizio e la fine delcorteo.

Un ragazzo al mio fianco sorride e mi annuncia la cifra abituale dei manifestanti: in media diecimila al giorno. Più tardi scoprirò che la manifestazione a cui ho assistito non era stata programmata, decisa o pubblicizzata. I cittadini di Sophia si incontrano liberamente in piazza ogni giorno, da ventitre giorni. Qui,come a Burgas, Plovdiv, Pleven, Varna ed altre città principali della Bulgaria. Quasi non ci credevo. Vedere tutta quella determinazione, quella volontà di cambiare e sapere che il tutto va avanti da ben tre settimane mentre la comunità Europea non sa nemmeno dove stanno di casa i diritti di un popolo.

Anziana

Foto Anziana (in alto): Sabato pomeriggio il corteo è indescrivibile. Essendo week­end le persone non lavorano e affollano liberamente le strade. Si tocca la cifra di quindicimila manifestanti. Alle ventidue ancora si balla, si dipinge, si sta insieme. Un centinaio di persone cantano l’inno nazionale, molti si commuovono, piangono e si abbracciano. Nessuna violenza fisica né verbale rovina la quiete della protesta.

Il mattino seguente incontro i manifestanti nel piccolo presidio collocato nella via opposta alla piazza. Cisono si e no cento persone. Ma ci sono! Quasi tutti sono anziani. Qualcuno dorme dentro le tende, fissate sull’asfalto alla base di un imponente monumento in marmo. Hanno denominato questa parte della protesta COFFE MORNING. Bevono caffè da una macchinetta portata da casa e urlano a intervalli … OSTAVKA! Qualche macchina sfreccia veloce e suona il clacson in segno di approvazione.

Foto bambina

Foto bambina (in alto): OSTAVKA!! (dimissioni) questa parola sale in cielo, riempie le strade di Sophia. Ogni giorno la stessa storia, sit­in e corteo! Cambiano i personaggi, i travestimenti ma il succo rimane quello.

Protesta pacifica. Ogni tanto ci si inventa qualche azione alternativa per manifestare. Venerdì ad esempiohanno lanciato palloncini colorati all’interno dell’area sorvegliata. Il giorno dopo i palloncini lanciati erano neri. Piccole azioni. La fantasia al potere! I bambini si divertono un mondo in groppa ai papà. Gli scuotono dall’alto delle loro spalle e i piccoli fischiano sopra la massa uniforme ai loro piedi.

Continuiamo a raccontare.

Matthias Canapini.

Segui le orme di Ornitorinko anche su facebook!