Chiara Moramarco 2Quanto m’hai dato e quanto m’hai tolto Australia mia..

Mi hai strappato la fiducia in me stessa, hai sputato sulla mia autostima, m’hai abbandonata come fa un amante dopo il sesso, m’hai resa vigliacca, debole, fuggitiva, irresponsabile, affamata a tal punto da rimanere digiuna per giorni ingoiando solo fumo ed alcool, mi hai fatto cadere nel vuoto mille volte, mi hai dato notti insonne creando incubi nella mia mente e portandomi a camminare nel buio senza esserne cosciente, costringendomi a mettere punes ai piedi del letto pur di scuotermi dal mio improvviso sonnambulismo; mi hai resa muta, privandomi di parlare, facendomi urlare in silenzio, sforzandomi con tutta la faccia di emettere suoni ma spingendo fuori solo pietrificanti lacrime mentre il volto si gonfiava di viola; mi hai ridato spietatamente il karma non di una vita ma di tutte le vite passate; mi hai dato la sporcizia degli ostelli con gente senza denti, senza progetti, senza cuore, mi hai dato uomini maniacali e donne arpie, m’hai dato incertezze, mi hai immobilizzata con l’apatia mentre il conto in banca andava sempre più alla deriva, m’hai maleficamente sussurrato di arrendermi perché non ero capace d’ essere.

M’hai urlato che non sono. M’hai dato la voglia di tuffarmi sulle rocce dell’oceano, hai distrutto la mia favola di Tasmania, facendomi vedere solo il diavolo, quello vero, perfido e squallido.. Hai fatto crollare quei due o tre mattoni che a fatica ho sovrapposto pur di costruire un riparo, mi hai inseminata di dubbi stordendomi con le mille voci irreali delle mie paure per percepire in sottofondo l’ansioso ticchettio del tempo che mi sfuggiva dalle mani, mi hai paralizzata, prostituita, infamata..

Ad un anno di Te ti odio, ti odio Australia… quanto rammarico, quanto desiderio di vederti crollare come tu hai distrutto me, quanto t’ho augurato la fame come tu hai lasciato a me solo le ossa, quanto ho desiderato vederti soffrire come un cane, di essere stuprata, di svenderti come una puttana, di sbriciolarti davvero su quei “bei scogli” che ti ritrovi..

 Questo è lo sponsor che ho rifuggito perché mi mormoravi che non sarei mai stata capace di parlare in inglese…

Queste sono le belle terre selvagge della mia sognante Tasmania che non m’hai permesso di esplorare perché m’hai rinchiusa in una stanza d’ostello buttando via la mia voglia di disegnare…

E queste (foto in basso) sono le mie donne, quelle che ti sei rubata con le intimidazioni, quelle che i miei ex boss di uno studio di tatuaggi tiene in ostaggio con le minacce…

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Il 18, 19 e 20 marzo 2016 le mie donne verranno esposte, stampate e (ab)usate come manifesto e icona per la prima expo d’arte e tatuaggi a Launceston, in nord Tasmania.

Ingenua sono stata quando ho creduto alla buona fede della gente, dando la mia parola di pubblicarle gratuitamente in cambio del mio apprendistato nello studio; delusa sono stata quando la mia bravura mi ha permesso di avere il mio giro di clienti andando però ad alimentare l’invidia e la fame di soldi dei miei ex boss, chiedendomi danaro che non gli spettava e incalzandomi di seguito ad essere “ più erotica”, truccandomi e “vestendomi” come le mie donne, pur di attirare sempre più clientela, quella che loro non possono permettersi data la loro inesistente capacità di disegnare a mano libera; vigliacca sono stata quando ho lasciato loro i miei disegni per evitare ancora e ancora di essere pedinata e fermata per strada e per paura che davvero venissero nel mio ostello con i loro occhi venosi d’ira e i loro corpi massicci tripli al mio, a ‘distruggere tutto’ o a ‘spezzarmi le gambe’ (come potrei provare con una registrazione di 99 minuti piena di ricatti).

Delusa sono stata nel momento in cui anche la polizia mi ha invitato a lasciare la Tasmania al più presto, senza riavere indietro le mie donne…

Il prezzo delle mie debolezze ora lo sto pagando con l’abbandono di questi miei disegni, lasciati a gente che non voleva accrescere il mio talento, bensì ricavarne solo profitto…

Io, che sono venuta in Australia per credere nelle mie potenzialità, per darmi finalmente un nome, facendo il percorso inverso di Tiziano Terzani, l’autore che più di tutti stimo, che si faceva chiamare Anam il senza nome pur di ritrovare se stesso.

Io, che ho bisogno di trovarmi un nome, un’identità, avendo vissuto nei più bassi strati della mia autostima per molti anni…

Queste donne non riporteranno forse il mio nome ma sono mie, le ho disegnate io con gioia, e se le ho create io significa che da qualche parte Io ho già un nome.

Ora, sulla base di questa perdita, pongo i pilastri per il mio nome, che altro non è la mia essenza e la mia forza di credere in me stessa. Ho dovuto abbandonare tre disegni pur di capire chi sono.

Il mio viaggio in Australia non ha mai avuto il fine di una permanenza o di una pubblicazione, bensì la risposta al “CHI SONO?” e se oggi grazie a questo martirio posso dire che io, Chiara Moramarco, senza sapere l’inglese e senza esperienze precedenti all’estero ha avuto la richiesta di un lavoro è capace di rialzarsi…

Che io, Chiara Moramarco, madre di queste donne create per il puro piacere di disegnare divenute materiale di pubblicazione, è capace di ricominciare… e che dunque ben accette siano le perdite e la carneficina della mia natura artistica, perché solo così posso imparare a tutelare e a prendermi cura di me stessa insegnando poi agli altri ad avere rispetto di me.

Quanto m’hai tolto, e quanto m’hai dato Australia mia.

Mi hai tolto l’insicurezza che per molti anni ha bloccato la mia crescita dandomi sempre più la spinta a trovare le risposte alle mie curiosità, mi hai dato il nero del vuoto della mia anima da usare come inchiostro per disegnare; mi hai tolto il possesso dei miei disegni per darmi finalmente quello che più di tutto ricercavo, me stessa; mi hai tolto chili dal corpo per darmi il peso cosciente delle mie responsabilità e delle mie scelte, mi hai dato il mutismo per molti mesi per togliermi finalmente le parole di bocca permettendomi di creare amicizie durature.. .

Oggi sei solo un lontano ricordo per me cara Australia, sei solo un amaro sogno da dimenticare. Da oggi Australia mia ti vivo nel presente, né fantasmi del passato, né tanto meno paure future ti distruggeranno più. Oggi cara Australia ricomincio di nuovo con te, accanto a te, dentro te. 11 Gennaio 2016, destinazione Victoria.

Curriculum in una mano, giusto per ricaricare il conto, e nell’altra l’ago:si ritorna a tatuare Chiara. E non mi importa se non sarai Tu la mia casa, perché la casa me l’hai data nel momento in cui mi sono ritrovata; non mi importa se mai conoscerai il mio nome d’artista, perché la gente desidera ancora le mie mani.. e non m’importa del Tuo di nome così idilliaco ma al col tempo così maltrattato nel suo vero significato, perché m’hai dato proprio quello che cercavo, Te stessa, Me stessa.

Ancora una volta.. Benvenuta dentro Me Australia mia.

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