Marco Romano 2Mi chiamo Marco Romano e ho 25 anni. Che la vita fosse imprevista lo sapevo benissimo. Ma un conto è saperlo, un altro è essere travolti da questo fiume di imprevisti inarrestabili.

E’ passato solo un anno. Un anno che però mi sembra una vita fa. Mi trovavo in Australia, arrivato da qualche mese, con programmi molto precisi. L’idea era quella di viaggiare in lungo in largo, e lavoricchiare in giro, come minimo per due anni, per poi scoprire l’Asia e poi andare in Nuova Zelanda, insomma stare il più possibile lontano dall’Italia, e far rientro chissà quando.

Beh, diciamo che le cose sono andate un po’ diversamente e mi son ritrovato in un posto dove mai mi sarei aspettato di essere, infatti, sto scrivendo dalla Slovacchia!

Ok, diciamo che dall’Australia alla Slovacchia sembra non ci sia nessun filo che unisca le cose, ma facciamo ordine.

Dopo aver trascorso un anno in Australia decisi che prima di far rientro in Oz, volevo scoprire un po’ l’Asia, così mi misi zaino in spalla e partii alla volta dell’Indonesia, Malesia e  Singapore, da li avrei dovuto prendere un volo che mi avrebbe portato in Giappone, dove ci sarei stato due mesi dopodiché sarei partito per Taiwan e dopo un mese avrei fatto rientro n Australia. Piani ben precisi, biglietti dei voli alla mano, nessuno mi poteva fermare. Una volta arrivato a Singapore però, tutto ha preso una svolta diversa.

Per vari motivi ho dovuto fare rientro in Italia, uno dei tanti era che qualcosa mi chiamava a casa, una voce forte e chiara. Così a Singapore, alle 2 di notte, mi misi a correre in aeroporto per salire sul primo aereo diretto in Italia, volo prenotato con anticipo di 30 minuti e tanto di macchinetta da golf che mi scortava all’imbarco per non perdere il volo. Fu un rientro strano, non in programma.

Ero felice di essere a casa e circondato dalle persone che amavo ma allo stesso ero confuso. Tutto quello in cui credevo, il viaggio, la sua essenza, cominciava ad assumere diverse forme, tutto si era stravolto. I programmi futuri, cosa avrei voluto fare, dove sarei voluto andare. Da che dovevo tornare subito in Australia, ora il tutto cominciava ad allontanarsi.

Interrogai i miei sogni, mi chiesi cosa volessi veramente, e visto che il mio sogno è quello di aprire un ostello, ma la mia inesperienza nel campo mi misi subito a cercare ovunque e cercare di intraprendere  questa strada. Viaggiare per la semplice voglia di scoperta l’avevo fatto per anni. Ora dovevo dar voce ai miei Motivi.

Nulla sembrava funzionare così trovai un lavoro in un hotel di lusso. Un ambiente ben lontano da quello che sono io, ma dovevo farmelo andar bene. Due giorni dopo aver ottenuto quel lavoro qualcosa di inaspettato accadde.

Per puro caso vidi in internet un annuncio di un ostello in Slovacchia, a Nitra, dove cercavano qualcuno per qualche mese per prendersi cura del nuovo ostello.

Non ci pensai due volte e mi misi in contatto con i proprietari. Nitra, Slovacchia, o qualsiasi altro posto potesse essere, non mi interessava, anzi non sapevo proprio nulla in merito a questa città.

L’opportunità però di poter gestire un nuovo ostello era qualcosa che mi interessava molto e non potevo credere stava accadendo a me. Fu come andare da 0 a 100km/h in pochi secondi.  Mi trovavo però in una situazione, dove da una parte avevo un bel lavoro da poco iniziato, buona retribuzione, in  buon contesto ed ottima esperienza… dall’altra dovevo ancora scegliere per l’ignoto, lo sconosciuto, qualche mese in un nuovo Paese, una nuova esperienza, mettersi in gioco, una nuova città di cui non sapevo nulla, e vedere come il tutto sarebbe andato.

Non ci misi molto a capire quale strada fosse la più adatta a me, così dopo due settimane arrivai a Nitra.

Mi trovo in Slovacchia da oramai qualche mese e devo dire che questa nuova avventura è una bella ed interessante sfida.  Onestamente la città in cui mi trovo non è il massimo per me, soprattutto se penso che solo un anno fa andavo in giro in infradito e ora devo andare in giro con cappotto e scarponi da neve. Ma il motivo per il quale sono qui, è più forte di tutto il resto.

A tutto ciò sorrido. Sorrido di quanto è buffa e inaspettata sia la vita. Di come un anno possa sembrare il doppio. Sorrido a tutte le cose che accadono sulle quali potresti scriverci un poema. 

Penso anche a quanto la determinazione e i veri motivi ti possano far viaggiare lontano. Sorrido di nuovo, si, sorrido ancora perché seppur in un Paese poco adatto a me, sento che la il sentiero che sto percorrendo è per il momento quello giusto, nonostante tutte le buche sulla strada e le cadute.

Prossima meta? Beh, a questo giro non ho la risposta. Vedremo, ma sicuramente so che fra un po’ di tempo sarà il momento di rimettersi di nuovo in cammino.

Un saluto che ha i suoi buoni motivi,

Marco

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