Emanuela Turano CampelloMi chiamo Emanuela Turano Campello, sono di Palermo e ho una grande passione per i viaggi, le lingue e le culture straniere.

Voglio parlarvi di cosa mi ha spinto a partire per l’Australia e di come ho fatto il “grande salto”. Proprio così, il grande salto, perchè, non vi nascondo che ho avuto bisogno di una buona dose di coraggio e di spirito di avventura per partire da sola per l’altra parte del mondo.

Tutto è iniziato circa tre anni fa quando, insieme alla mia amica Milly, ho cominciato a fantasticare sull’Australia, un Paese tanto lontano e diverso dall’Italia che mi attraeva e terrorizzava allo stesso tempo per via dell’enorme distanza dall’Europa.

Avevo già viaggiato molto e vissuto in altre nazioni ma non mi ero mai spinta così lontano.

Con Milly abbiamo pensato di partire insieme per quest’avventura oltreoceano. Lei era piuttosto convinta, io per niente, la paura dell’ignoto aveva il sopravvento; così ho iniziato a riflettere per un anno intero cercando di rispondere alla domanda: “applicare o non applicare” per un Working Holiday Visa prima che sia troppo tardi? Infatti è possibile accedere a questo visto entro i 30 anni e la scadenza, il mio 31° compleanno, si avvicinava inesorabilmente.

Dopo questa lunga riflessione, pochi giorni prima del mio compleanno, ho deciso di acquistare il visto, mi sono detta infatti di assicurarmi almeno questa possibilità, poi avrei avuto un altro anno per pensare se utilizzarlo o meno. 

Così è stato. Pochi giorni prima dello scadere dell’anno (e dell’utilizzo del visto) mi sono decisa e grazie all’aiuto di un’agenzia educativa, nel giro di qualche giorno, ho comprato il volo, mi sono iscritta a un corso di perfezionamento della lingua inglese, ho organizzato le mie prime settimane di soggiorno a Sydney e sono partita.

La decisione non è stata affatto facile, alla fine la mia amica ha deciso di rimanere in Germania, dove ormai viveva da qualche anno, e io sono partita da sola con un misto di emozioni: incredulità, eccitazione e paura.

Cosa mi ha spinto a partire nonostante tutto e a fare il salto è stato principalmente il fatto che mi ero stancata della vita che conducevo in Italia. Mi affannavo alla ricerca di un lavoro decente che non arrivava mai, le mie competenze non erano prese in considerazione nè apprezzate e conducevo una vita davvero faticosa per quadagnare pochissimo.

Possiamo dire che è stato l’allontanarmi da una situazione che ormai è diventata, tristemente, la norma per i giovani italiani che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro.

Un’altra importante motivazione è stata il voler soddisfare la mia curiosità e il mio spirito di avventura, nonchè la voglia di superare i miei limiti e le mie paure, lasciare la mia comfort zone, ovvero quella zona di conforto in cui tutto è rassicurante e noto. Quella condizione mentale in cui ci sentiamo al sicuro perchè abbiamo le nostre certezze che possono venire da familiari, amici, luoghi, abitudini.

Ho voluto dare una scossa a tutto questo, nonostante la paura, ma convinta del fatto che stessi facendo una cosa buona per me stessa e che mi stessi regalando una bella opportunità di crescita interiore e una nuova esperienza di vita.

A tutti coloro che sono frenati dalle proprie paure dico che è possibile superarsi. Ciò che li aspetterà dopo il “grande salto” (e che scopriranno di se stessi) li sorprenderà. Cosi è stato per me.

Ho vissuto un anno intensissimo, ho conosciuto persone di ogni paese con background culturali diversi dal mio, ho studiato, ho viaggiato molto e visto posti spettacolari, ho vissuto una seconda estate a Gennaio e da disoccupata (o quasi, in Italia), adesso ho dei lavori pagati che mi gratificano come persona e professionista, ormai utopia nel “bel paese”, dato che lavorare gratis o per pochi spicci sembra essere diventata la triste norma.

Lavoro, infatti, come insegnante di Italiano, collaboro con il Co.As.It. e  altre scuole di lingue e sono, inoltre, Consulente educativa per un’agenzia. Il mio lavoro consiste nell’aiutare tutte le persone che, come me, decidono di imbarcarsi in quest’avventura e venire a vivere e a lavorare in Australia.

A tutti coloro che stanno pensando di fare quest’esperienza voglio dire che non è tutto facile. Certamente sono necessarie adattabilità, perseveranza, impegno, specie nello studio dell’inglese, perchè da quello dipende la buona riuscita del progetto migratorio ma è possibile farcela.

Molti mi contattano e mi chiedono informazioni sull’Australia. Alla domanda perchè partire, io rispondo “perchè no?!”. Perchè non darsi questa opportunità?! Perchè rinunciare a un sogno o a un desiderio per paura dell’ignoto o del fallimento?! Provare per credere! Comunque andrà la vostra esperienza, avrete solo da guadagnare da tanti punti di vista.

Dal canto mio, davvero posso dire solo GRAZIE! In questo Paese si ha davvero la sensazione di poter costruire e avanzare nella carriera ma soprattutto nella vita! Spero di poter dire presto la stessa cosa dell’Italia. Ma nel frattempo… thank you Sydney!

Un saluto che ringrazia l’Australia,

Emanuela

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