Renato CapassoMi sono trovato a leggere un aricolo di Ornitorinko un anno e mezzo fa e sono subito rimasto affascinato dal concetto di “animale strano” che viene evidenziato attraverso questo sito.

 

Inizialmente interpretavo male questo concetto, credendo che il vero significato nascosto in questa definizione fosse l’essere diversi… Quanto mi sbagliavo.

 

Credo che ognuno di noi a modo suo sia strano, particolare, unico; ognuno di noi ha una propria identità ben precisa che delle volte va cercata, altre volte si smarrisce, altre invece bisogna avere il coraggio di farla luccicare. 

Il fatto è che, non credo che essere un “animale strano” voglia dire essere diversi, ma piuttosto essere se stessi.

 

Mi chiamo Renato Capasso, ho 28 anni e il mio intento non è quello di farvi la ramanzina su come scoprire se stessi, questa è una cosa che non la si può insegnare, ma la si può forse testimoniare. 

Più che raccontarvi la mia storia, voglio raccontarvi cosa ho imparato da quest’ultima, anche se ovviamente per fare un pò più di chiarezza devo dirvi che ho deciso di iniziare il mio percoso, il mio viaggio, ben 10 anni fa, quando ho deciso di mettermi alla prova ma alla prova veramente.

 

Sono nato a Napoli e da quando ho deciso di mettermi in discussione ho girato e vissuto in varie città italiane, ma il mio vero primo grande passo è stato quando ho deciso di trasferirmi in Inghilterra, a Londra per la precisione, dove ho vissuto per quasi 2 anni prima di fare un passo, anzi un bel salto direi, in una meta ancora più lontana: l’A U S T R A L I A.

 

Definisco l’Australia, e Sydney per la precisione, la mia casa ormai, è la città in cui ho vissuto più a lungo negli ultimi 10 anni: vivo a Sydney da ormai 3 anni e prima di trasferirmi nella terra dei canguri, ho vissuto in varie città, cambiando meta ogni anno.


Ora ascoltatemi attentamente, io amo questa città e sono grato di aver preso determinate decisioni, dato che ho solo pensieri positivi che decorano questa mia esperienza, ma non è stato semplice, sappiate che anche io ho avuto le mie difficoltà e credetemi sono state tante e non sono state facili da superare.

 

Credete che rinneghi queste difficoltà? No al contrario, sono grato che si siano presentate ad interferire il mio cammino, e come vi ho anticipato all’inizio di questo articolo voglio raccontarvi cosa ho imparato dalla mia storia, la morale insomma e non la favola…

 

Lezione numero uno:
Chi non ha mai fallito in qualcosa non può essere grande.”

HERMA MELVILLE

 

 

Se fate qualche ricerca sull’Australia, troverete il mio nome e un mio progetto, www.cangurizzato.com , dove do informazioni agli italiani che vogliono trasferirsi in Australia in modo da aiutare a rendere la loro esperienza positiva e a ridurre le possibilità di spiacevoli imprevisti.

 

Una delle principali fondamenta di Cangurizzato è questa: Fidatevi di me perchè sono uno che ha fatto tanti errori nell’organizzare il suo viaggio in Australia…

 

Dagli errori si impara cari amici e non abbiate paura di mettervi alla prova, la vita è una ed è vostra, voi sapete quello che è meglio per voi e dovete inseguirlo, tante volte siamo influenzati da fattori esterni che sembrano così importanti e cruciali, ma fidatevi di me, siamo noi a dargli più importanza e potere decisionale di quello che meritino.

 

ll lavoro per esempio. Da quando in qua permettiamo che il lavoro debba influenzare le nostre decisioni, o meglio diamo più importanza ad una componente esterna piuttosto che a quello che vogliamo veramente?

 

Diamo più importanza delle volte a questo fattore esterno piuttosto che a cose che hanno davvero importanza.

 

Mi spiego meglio, non sono certo uno scansafatiche, anzi mi reputo un grande lavoratore, ma non siamo stati messi al mondo per lavorare e poi morire.

 

Abbiate il coraggio di ricercare un lavoro che vi piaccia, in modo tale da non poter definire quet’ultimo un lavoro ed uscite fuori dagli schemi, o almeno provateci, il lavoro deve essere uno strumento e non una ragione di vita.

 

Io non lavoro mai e sapete perchè? Perchè amo quello che faccio e qui mi collego alla seconda lezione che ho imparato dalla mia storia:

 

Lezione numero 2:
“Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perché pensano che i miei giorni abbiano un prezzo.”
KHALIL GIBRAN

 

Questo mi riconduce anche alla lezione numero 3: Il tempo è la nostra risorsa più preziosa che abbiamo. Date importanza al vostro tempo, dategli il giusto valore.


Credo che dare il giusto valore al proprio tempo aiuti a non perdere il contatto con la realtà e bisogna ammetterlo, quante volte questo capita?

 

Quante volte perdiamo il nostro tempo nel cercare un modo di “controllare” la nostra vita, accettate il fatto che noi non controlliamo un bel niente, possiamo solo direzionare la vela per far prendere alla barca la direzione che vogliamo, ma non possiamo decidere in che direzione far soffiare il vento.

 

L’Australia mi ha anche insegnato come spiegare questa definizione, ho imparato a capire che noi non controlliamo nulla attraverso una lezione di surf…

 

Si avete capito bene, una lezione di surf: se volete imparare a surfare vi troverete ad avere a che fare con le correnti, e imparerete che non potete nuotare contro corrente, ma potete solo sfruttare quest’ultima a vostro vantaggio.

 

Non potete controllare gli eventi amici miei: il posto fisso è a mio avviso una mania di controllo per essere “in pace” con se stessi. 

 

Quanta gente sento che rinuncia a collezionare emozioni, rinuncia a viaggiare, a vivere, per conservare un posto fisso di un LAVORO che indovinate un pò? Magari odia…

 

Non fraintendetemi, se vi piace quello che fate è un discorso diverso, e il messaggio che voglio lanciarvi è uno ed uno solo: sfruttate il vostro tempo facendo ciò che vi fa stare bene o ciò che vi porterà a stare bene.

 

Sfruttate il vostro tempo alla ricerca di emozioni, belle o brutte che siano, ma non date il permesso di soggiorno a quella brutta cosa chiamata “apatia”.

 

“Va bene stabilire degli obiettivi se non lasci che ti privino di deviazioni interessanti.”
DOUG LARSON

 

 lo ora ho capito quanto questa frase sia veritiera.

 

Ho imparato solo questo dai miei viaggi? E mi considero uno che sia “arrivato a destinazione”?

 

No amici miei, dovete sapere che un animale strano non smette mai di cercare e di mettersi alla prova, in discussione e di avere il coraggio di esprimere se stesso.

 

Come vi ho già detto, io non posso insegnarvi questo, posso solo testimoniarvelo, come ho appena fatto, e spero che questa testimonianza possa darvi uno stimolo in più, specialmente se sentite che il passaporto sta bussando alla vostra porta da troppo tempo ormai.

 

Se la vostra vita fosse un libro, allora siate voi gli autori, quindi fatevi furbi e scivete una storia che vi piaccia e dove i protagonisti sarete soltanto voi.


Un saluto cangurizzato,

 
Renato