Daniele MaggiMi chiamo Daniele Maggi, sono toscano e ho 39 anni. La storia che voglio raccontare risale oramai all’anno 2003, precisamente il 23 Marzo, un’esperienza che mi piace ancora ricordare. In quel giorno il sole splendeva come non mai, la temperatura era sopra la media stagionale, ed io mi apprestavo ad intraprendere quella che per me sarebbe stata la prima scommessa su me stesso.Un’avventura nata per caso. Ma partiamo con ordine .

Nell’estate del 2002 lavoravo presso un Centro Sportivo di Tennis come “Palleggiatore” o come di norma viene chiamato nella maggior parte delle città “Sparring Partner”.Durante le ore di buco mi capitava di andare a correre con la persona che gestiva la palestra del Centro Sportivo.

Corsa su corsa, vedendo in me una predisposizione (secondo lui), mi propose di andare la Domenica al Campo di Atletica dove alcuni suoi amici si ritrovano la mattina per correre. Le prime volte non accettai… poi una Domenica mi decisi, allacciai le scarpe, misi in moto la 50Special e puntai verso il Campo di Atletica.

Con sorpresa, trovai un gruppo di persone fantastico, socievole, che da lì a poco mi confessarono che si stavano preparando per andare alla Maratona di Roma! Io, ignaro di cosa fosse una Maratona, si ne avevo sentito parlare, vedevo alla televisione Olimpiadi/Mondiali, ma mai mi ero documentato e mai mi era passato per la mente cosa volesse dire fare una Maratona.

Ricordo che eravamo nel periodo verso i primi di Novembre.

Accettai di partecipare con loro a Roma anche grazie al fatto che un mio amico che correva nel gruppo mi confessò che anche lui era alla sua prima esperienza, e che alla fine con una minima preparazione si può raggiungere il risultato atteso.

Passano i giorni… passano i Kilometri.

Ero arrivato a pesare 69Kg, contro gli attuali 76/78; tenete presente che sono alto un metro e ottantadue centimetri.
Facevamo allenamenti di 14-17 Km il Lunedì, Mercoledì e Venerdì, poi la Domenica facevamo circa 20-25 km.
Arrivato a metà Febbraio, mancando poco più di un mese alla Maratona, era giunto il momento di effettuare l’attesissimo “LUNGO”!

Cos’è il “LUNGO”?!?!?!

Il Lungo consisteva nell’effettuare più Km possibili per testare il livello di allenamento e preparare il fisico a sostenere i 42Km e 195metri finali.
La maggior parte dei Maratoneti riescono a fare il fantomatico Lungo percorrendo tutta la distanza della Maratona e qualcosa oltre.
Io nel mio tentativo arrivai a percorrere 32Km al termine dei quali vi confesso che mi sentivo più morto che vivo, le gambe erano completamente inchiodate a terra, la pelle completamente asciutta, ma soprattutto psicologicamente abbattuto.

Quel giorno capii che fare la maratona non è uno scherzo o quantomeno non si può improvvisare.

Completamente abbattuto, pensai seriamente di abbandonare l’evento tanto atteso in quei mesi di allenamenti sotto la pioggia ed il freddo invernale.

Fino a che un signore di ben 62anni mi disse: “Daniele, stai tranquillo, non ti devi preoccupare, la Maratona la farai assieme a me e ti porterò fino al traguardo”.

Il fantomatico signore aveva al suo attivo ben 110 Maratone, 2 corse della 100KmDelPassatore ed altro.

Chi meglio di lui mi poteva dare conforto e coraggio.

Pieno di gioia e speranza arrivo al tanto atteso 23 Marzo.

Ripeto come all’inizio, Domenica stupenda, un sole brillante, una temperatura a dir poco gradevole ma soprattutto una compagnia piena di risate.

Eravamo in 50mila lungo la via dei Fori Imperiali.
Il calore che si percepisce è indescrivibile, ogni corridore è ansioso di partire, la tensione è alta anche se la nostra gara è puramente amatoriale, ma la lunga preparazione a mio avviso porta a questo tipo di sensazioni.

Ci siamo, in lontananza sentiamo i primi corridori partire.

Come ogni Maratona che si rispetti, i primi a partire sono gli atleti professionisti, che sono divisi da quelli amatoriali in modo da poter correre la gara senza essere disturbati ed avere tutto la strada libera davanti a loro.

Dopo circa 20 minuti dallo sparo, riusciamo ad arrivare sotto la partenza… per noi la Maratona iniziava adesso.

I punti di ristoro erano cadenzati ogni 5km, mentre ogni 2,5km era possibile prendere delle spugnette umide per rinfrescarsi testa, collo e viso.
Arrivati al 33km, il mio fedele compagno di avventura mi pronuncia la seguente frase, che mai riuscirò a togliere dalla mente: “Daniele, sei riuscito a finire la maratona, ci vediamo all’arrivo!”.

Con questa frase in testa inizio a percorrere le prime centinaia di metri, ripetendomi dentro che ero arrivato alla fine.

Ad ogni passo però la mia mente, pur ripetendo incessantemente la frase “Daniele, sei riuscito a finire la maratona, ci vediamo all’arrivo!”, iniziava a percepire altre sensazioni, la meta che mi sembrava tanto vicina in realtà la vedevo lontanissima…

Iniziai a fare il conto alla rovescia, cosa che ripensando a mente fredda, è assolutamente da evitare per chi percorrere gli ultimi chilometri di una Maratona.

Arrivo al 34°Km con una stanchezza mentale enorme, ma soprattutto vedo davanti a me persone che iniziano ad avere crampi in ogni parte del corpo.

Una ragazza a pochi metri da me si ferma di blocco e cade in terra presa da crampi in tutto il corpo.

La paura di incappare in questo tipo di problemi inizia ad assillarmi, inizio ad avere fame, ma il ristoro è alla distanza di un 1km.
Cosa saranno mai 1km per noi che durante la settimana percorrevamo la bellezza di 15-17km?
Credetemi che in quel momento anche 1metro era una distanza abissale.
Con tutte le ultime forze che mi erano rimaste riesco ad arrivare al 35°km.
Lascio stare le bevande e mi dirigo verso il ristoro alimentare.
Davanti ai miei occhi vedo una distesa di spicchi di mele già pronti.
Ne prendo una manciata con entrambe le mani e riparto piano piano.

La mela è uno dei miei frutti preferiti, ma credetemi che quando ho mangiato il primo spicchio, non ho mai sentito un sapore così buono in tutta la mia vita. Mi sembrava di mangiare l’oro.

La mela aveva un sapore che da quel giorno non sono più riuscito a provare. Mi incammino verso il 36°km.

La cosa che ha pesato molto anche sulla mia psiche è stato anche il fatto che i chilometri che andavano dal 35° al 40° erano ricavati su una strada rettilinea divisa in due corsie, dove quelli che iniziavano il 35° chilometro vedevano dal lato opposto gli altri entrare nel 40°.

Ma parlando poi con altri corridori mi sono reso conto che quella parte del tracciato è stata fatale a molti, non solo per me.
Con le unghie e coi denti sono riuscito ad arrivare al 40° chilometro.

E’ rimasto per più di 40 minuti con la macchinetta fotografica in mano aspettando il mio arrivo sotto al traguardo, alla fine era più stremato di me.
Entrando nel 40° chilometro ho veramente realizzato di aver raggiunto la meta.
Percorro il 41° chilometro con una felicità e una gioia interiore che non so descrivere a parole, era una sensazione interna che mai avevo provato fino a quel momento.

Sentivo di aver raggiunto e superato i miei limiti psicofisici.

Gli ultimi 195metri sono stati una liberazione.

Il tempo del cronometro sopra il traguardo segna 4ore 21minuti e qualche secondo.
In realtà poi il tempo effettivo risulterà essere 3 ore 58minuti e qualche secondo.
Appena passato i traguardo ho sentito un brivido percorrermi tutto il corpo, un sensazione di rilassatezza e calma interiore.

Camminando a pochi metri dopo il traguardo mi vedo avvicinare una ragazza con in mano una medaglia di Bronzo.
Mi ferma e con voce soddisfatta mi dice: “Complimenti, ti sei meritato questo trofeo!”

Nel momento in cui mi fermo ad ammirare la splendida medaglia il mio sguardo si sofferma sulla mia maglietta che risultava completamente asciutta, ma soprattutto rimango impressionato dai pantaloncini, che alla partenza erano di un bel colore nero scuro, mentre adesso risultavano completamente bianchi.

Mi ricordo di aver letto in qualche articolo che il corpo umano medio contiene all’incirca 110 grammi di sale.
Ecco, io credo di aver finito tutta la riserva media disponibile in quel giorno.
Oltre ai pantaloncini, avevo anche la fronte piena di stalattiti di formazione salina.

Vi posso giurare che il raggiungimento di questo traguardo mi ha dato una botta di autostima impressionante, ho capito che se una persona vuole può riuscire a completare qualsiasi obiettivo, pur difficile e complesso che sia, chiaramente con le proprie potenzialità e i propri tempi.

Un saluto maratoneta,

Daniele

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