jessica LanciaMi chiamo Jessica Lancia, ho 21 anni e sono di Sarzana (provincia di La Spezia).

Ho un’incredibile passione per i viaggi. Sono stata molto fortunata, perchè l’ho capito presto. Finite le scuole superiori, all’età di 19 anni, mi sentivo frustrata all’idea di dover prendere per forza una decisione sul mio futuro. Com’è possibile scegliere cosa fare e rimanere fedeli a quell’idea per tutta la vita?

Alcune persone ci riescono. Sanno già cosa vogliono fare, chi vogliono diventare. Si iscrivono all’università, magari cambiano indirizzo, ma sanno quale strada seguire.

Io non ero ancora pronta. Non sapevo cosa scegliere. Avevo paura di sbagliare e di pentirmene. Non sopportavo l’idea di dover continuare a studiare senza nemmeno essere sicura di cosa davvero mi interessasse. Non volevo sprecare il mio tempo. E così si sentiva anche il mio ragazzo, Marco. Con queste convinzioni, abbiamo deciso di provare qualcosa di diverso.

D’altronde sapevamo già cosa volesse dire stare ore ed ore sui libri, sapevamo cosa volesse dire vivere in una piccola città con tutti i suoi pregi, ma soprattutto con i suoi difetti. Quello di cui avevamo bisogno era un po’ di libertà. E di adrenalina.

Così, il 4 Marzo 2013, siamo saliti sull’aereo che ci avrebbe fatto fare il volo più lungo di sempre: un aereo diretto in Nuova Zelanda. Quando siamo atterrati, Auckland ci ha accolti con una bellissima giornata di sole regalandoci subito un po’ di positività. Con i nostri 30 kg di valigia ciascuno, siamo arrivati all’ostello con un inglese improvvisato (oserei dire inventato) e tanta stanchezza. Vi risparmio le nostre vicende da turisti ancora estranei al mondo dei veri viaggiatori un po’ per l’imbarazzo ed un po’ perchè beh… questa è un’altra storia! Voglio invece raccontarvi in che modo quest’esperienza mi ha cambiata, nella speranza che le mie parole possano darvi la giusta carica per intraprendere un viaggio simile e perchè no… farvi un po’ sognare.

Prima della Nuova Zelanda, non sapevamo cosa volesse dire vivere lontano da tutti gli affetti per così tanto tempo. Non sapevamo cosa volesse dire avere delle spese e delle preoccupazioni quotidiane (dove dormire, cosa mangiare…). A dire il vero, non sapevamo tantissime cose. Per me è stato quasi traumatico: ero abituata da sempre a vivere in una città, ad uscire con gli amici e ad avere l’appoggio dei miei familiari. Insomma, la Nuova Zelanda sembrava proprio non essere adatta a me! Ci sono voluti tre mesi per capire che mi sbagliavo. Ringrazio di aver richiesto un visto valido un anno, altrimenti non mi sarei riuscita a godere nemmeno un centimetro di quello che adesso è il mio Paese preferito.

Dopo circa due settimane ad Auckland, ci siamo trasferiti in una famiglia che abitava vicino a Mt. Taranaki, uno dei paesaggi più suggestivi della Nuova Zelanda. Lontani da tutto, immersi nella natura, passavamo le giornate a cucinare, ad intrattenere i bambini e a lavorare in cambio di vitto e alloggio. Ci eravamo aggrappati ad una nuova routine, senza accorgercene e senza apparentemente aver cambiato nulla delle nostre vite. Ma giorno dopo giorno, costruivamo il nostro itinerario, aggiungevamo tappe al viaggio che da lì a poco avremmo finalmente fatto.

Un giorno, abbiamo deciso di avventurarci in una camminata sul Mt. Taranaki. Dopo la prima mezz’ora già mi sentivo morire: la camminata era chiaramente tutta in salita ed io ero meno in forma di quanto pensassi. Al contrario, Marco, sembrava avesse camminato tutta la vita, il che mi faceva sentire ancora meno agile. Inoltre la vista non ricompensava la fatica dal momento che ci trovavamo immersi nella vegetazione, senza un minimo spiraglio verso l’esterno. Ma poi, siamo arrivati a destinazione. Un piccolo lago azzurro che rifletteva il maestoso Mt. Taranaki in una splendida giornata di sole (sembra banale, ma ci vuole fortuna per vedere il monte senza nuvoloni grigi!). In quel momento, la vista mi ha ripagata di tutta la fatica ed ho capito che ne era davvero valsa la pena. Ho dimenticato il dolore alle gambe e mi sono fermata ad ammirare ciò che avevo davanti agli occhi. Ho capito che la natura è lo spettacolo più grandioso al quale possiamo assistere.

Da quel giorno, ho cominciato ad avvicinarmi sempre di più alla natura. In Nuova Zelanda è quasi inevitabile, ma non così scontato. Ho scoperto una nuova parte di me che mi ha molto sorpresa. Ho provato sulla mia pelle come un viaggio può tirare fuori la parte di te più nascosta. Quella semplice camminata, è stata la prima di tante altre, alcune più belle e altre meno, ma tutte nei miei ricordi migliori. Il mio stile di viaggio è cambiato completamente: alle tappe aggiungevo camminate e trekking in montagna. Ho odiato i miei 30kg di valigia per il resto della permanenza, a cosa mai sarebbero serviti tutti quei vestiti? Adesso guardo indietro e non riesco a non sorridere!

La Nuova Zelanda mi ha trasformata. Ho imparato cose di me stessa e degli altri che solo un viaggio può mostrarti. Ripenso a due anni fa e sono felice, perchè so di non aver sprecato il mio tempo. Ho capito che voglio continuare a viaggiare. Questa è la mia strada e se vi va, potete seguire i miei viaggi su www.traveltobealive.com.

Auguro a tutti un’esperienza come la mia. Io ho scoperto cose che mai avrei pensato, voi cosa aspettate?

Un saluto che vi augura buon viaggio,

Jessica.

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