VALENTINA, NICOLA, ISABELSiamo Nicola Tenani, operaio di 46 anni e Valentina Bonisoli, impiegata di 42 e scriviamo da Bologna.

Abbiamo trascorso gli ultimi sei mesi del 2014 in India, insieme a nostra figlia Isabel che ha 5 anni.

Questa esperienza meravigliosa è maturata mese dopo mese dopo ore ed ore di discorsi, progetti, dubbi, viaggi mentali ecc…tra una pausa pranzo e l’altra, trascorsa nella zona industriale in cui lavoriamo. Non siamo particolarmente benestanti, viviamo in affitto, Isabel frequenta la scuola materna statale; non svolgiamo lavori creativi o da “nomadi digitali” (per chi è fortunato) ma le nostre mattine hanno sempre visto levatacce e corse tra scuola e capannoni industriali per poi avere l’ora d’aria nel weekend.  

Da qualche anno portiamo avanti un’adozione a distanza di un ragazzino keralita grazie ad una Onlus bolognese.

Dopo la nostra prima visita in Kerala nell’estate del 2013 abbiamo maturato l’idea di un’esperienza sul campo che potesse coinvolgere tutta la famiglia: è così che, dopo aver chiesto ai nostri rispettivi datori di lavoro un periodo di aspettativa non retribuita (presentando tutta la documentazione del caso), abbiamo iniziato le pratiche per i visti come volontari e tutto il resto a seguire.

Alcune persone ci hanno dato dei “pazzi” quando hanno saputo che saremmo partiti per sei mesi con una bimba di quattro anni e mezzo, in India, senza aver fatto vaccinazioni (non andavamo in zone endemiche), altri ci hanno moralmente supportato, ma la sensazione generale che abbiamo avuto è stata il veder un po’ di malinconia negli occhi di coloro a cui lo raccontavamo, come a dire: “Piacerebbe tantissimo anche a me, ma non ne ho il coraggio…”

Pensiamo che, come molti viaggiatori hanno detto in passato, il coraggio ci voglia a rimanere fermi, a non fare neppure un tentativo, a vivere con il rimpianto di non averci mai provato. Isabel in questi sei mesi ha goduto di una libertà che nella nostra quotidianità cittadina sarebbe stata impossibile: camminava quasi sempre scalza, anche su terreni un po’ rocciosi, mangiava spesso con le mani cercando di imitare la tecnica degli Indiani, suscitando in loro simpatia e sorrisi.

Durante il nostro lungo soggiorno in Kerala presso la sede indiana dell’associazione, mentre noi lavoravamo al database o alle foto, Isabel ha frequentato la mattina la nursery locale in cui è stata coinvolta dalle maestre Chitra e Ashudi in giochi, canzoncine in malayalam ed in inglese: grazie a loro ha imparato le sue prime parole in inglese (alfabeto, numeri fino a venti, animali, qualche breve frase…). Si è divertita tantissimo!

A nessuno fregava nulla se avevi gli abiti macchiati o un po’ scuciti (tanto eravamo messi tutti così), nella “sleeper class” dei treni ci potevamo sdraiare sui sedili-letto, occuparli con i giochi e condividere il cibo con gli altri passeggeri scambiando le inevitabili “chiacchiere da viaggiatore” e rispondendo alla innata curiosità dei locali. Il tutto sempre nel rispetto delle loro regole (per es. sugli autobus uomini e donne sono in file separate, oppure alle biglietterie ci sono file dedicate solo alle donne ecc…)

Ci siamo sempre spostati con i mezzi pubblici, abbiamo attraversato l’India del sud dal Kerala al Tamil Nadu facendoci ore ed ore di treno ed autobus scassatissimi, la capacità di adattamento non ci è mai mancata.

Quando il lavoro all’associazione diminuiva abbiamo visitato il vicino Tamil Nadu, (terra d’origine del Bharatanatyam, danza classica indiana che Valentina studia in Italia) ed abbiamo soggiornato venti giorni ad Auroville per conoscere dall’interno questa comunità della quale avevo letto molto e che ha sempre stuzzicato la nostra curiosità.

A fine novembre abbiamo definitivamente lasciato il Kerala per dirigerci a tappe verso Delhi: prima a Pune ed Aurangabad nel Maharashtra per visitare le magnifiche grotte di Ellora ed il “Piccolo Taj Mahal”, successivamente Mathura e Vrindavan in Uttar Pradesh, cuore del vaishnavismo e del culto di Krishna, divinità molto amata da Isabel, che l’ha seguita su t-shirt, cartoni animati e quadretto appeso in camera.

E’ impossibile sintetizzare in poche righe tutto quello che abbiamo vissuto, la vita quotidiana a contatto con centinaia di bambini e famiglie aiutate dall’associazione, le nuove dinamiche familiari che si sono venute a creare man mano durante il viaggio, lo stupore di Isabel nel trovarsi davanti a macachi o farfalle coloratissime in una natura così rigogliosa…

Sì, è vero che ora siamo tornati a casa, ma riteniamo questo passaggio fondamentale per comprendere quello che vogliamo davvero per noi, per Isabel, per il nostro futuro; dopo sei mesi trascorsi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 insieme, prima di partire ce lo siamo detti, scherzando: se resistiamo, o ci molliamo o ci sposiamo! E quindi, visto che non ci siamo mollati, per il 2015 la nostra avventura parte proprio dal matrimonio! Olè!

Rimaniamo a disposizione per soddisfare le curiosità, le domande che possono sorgere in chiunque legga della nostra esperienza. Questo è il link del nostro blog, il nostro piccolo diario di viaggio:

Un saluto che viaggia in India,

Valentina, Nicola & Isabel

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