diana per biografiaMi chiamo Diana Bancale e sono di Napoli, ma gli ultimi 15 li ho vissuti a Parma,  che è diventata la mia città, dove ho studiato e mi sono laureata in giornalismo e dove abito insieme al mio bassotto Nikita. Nel frattempo, ho vissuto  vari intervalli che mi hanno portato per studio e lavoro diversi mesi in Florida (a Miami) e in Grecia.

Quando il 23 dicembre del 2014 ho annunciato ai miei amici di essermi licenziata dal mio lavoro di impiegata full time, in tronco e senza avere un altro lavoro disponibile, mi hanno dato tutti della pazza.


Posso confermare a tutt’oggi che da quel 23 dicembre ad ora sono stati i giorni più felici della mia vita. 

Il mio cervello si è come riattivato e la mia fantasia ha ripreso a funzionare; ho scoperto di essere una persona creativa, molto creativa, e di avere perfino tante idee.

Ho riscoperto la libertà. Di sognare. Di provare a inventarmi il futuro. E di osare provare a fare il lavoro che mi piace, per la prima volta nella vita.


Da quando ho lasciato il lavoro mi sto dedicando interamente a “In viaggio da sola” (il mio blog): scrivo, studio, leggo libri sul web marketing, cerco contatti nel mondo del turismo e a breve inizierò (con i soldi del Tfr del mio ultimo lavoro), un master legato al marketing turistico, grazie al quale spero di acquisire quelle competenze necessarie per portare avanti una mia attività in questo settore.

Per arrotondare al momento faccio qualche lavoro da hostess per eventi vari, qualche traduzione e qualche articolo random. In più, avendo una casa di proprietà, riesco fortunatamente ad affittarne una stanza ed avere un’entrata extra. Sono felice comunque di aver avuto il coraggio di cambiare e provare ad intraprendere, anche se a 32 anni potrebbe sembrare tardi, una strada alternativa, vicina alle mie passioni e alle mie inclinazioni personali.

Già, 32 anni, e mi sento finalmente libera dai condizionamenti della morale comune, che ti vuole 8 ore inchiodato alla tua sedia girevole davanti a un monitor in ufficio a rispondere a delle telefonate e a consumarti il cervello in cose delle quali, una volta tornato a casa, non potrebbe importarti di meno.

E così arrivate le 19 e finito il turno lavorativo l’unica alternativa per azzerare la mente sembra essere diventata quella di sedersi sul divano e “ammazzarsi di tv”. E avanti così fino ad arrivare alla (a questo punto auspicabile) età da pensione.


Ecco, questo è quello che non voglio.


Non voglio che l’unica meta di un anno lavorativo siano le 2 settimane di ferie in agosto (e già chiamarle “ferie” mi pare le sminuisca della loro valenza rigenerante di “vacanze). Non voglio dover fare la spesa al sabato in un supermercato strapieno perché in settimana non ho un attimo per nulla.


Ho scelto adesso di fermarmi un attimo e scendere. Di interrompere questa routine infernale che mi stava assorbendo e risucchiando.


Mi sono fatta una domanda. “Ok, questo è quello che non ti piace. Ma cosa ti piace fare?”- La risposta è solo una: “Viaggiare”.


Non posso farne a meno, viaggiare mi fa sentire viva, libera e felice. 

Voglio vedere tutti i posti del mondo, immaginarmi libera di potermi fermare in uno di questi a caso e poi ripartire e sceglierne un altro. Come una nomade, senza vincoli.


E poi mi piace scrivere. Mi piace da matti. E allora voglio viaggiare e scrivere, anzi, voglio scrivere di viaggi. Dei miei viaggi. 

Magari qualcuno potrà ritrovarsi in quello che scrivo, oppure essere tra coloro che mi definiscono “pazza”. Io per adesso vado avanti e ringrazio il cielo che siano le 18 ed io sia qui a scrivere di viaggi anziché alienata in ufficio.

Un saluto che si reinventa il futuro,

Diana

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