Elisa PasqualettoGià il fatto che io sia l’unica bionda con gli occhi azzurri in famiglia doveva darmi da pensare, sicuramente non sarei stata quello che si dice un “personaggio convenzionale”, ma piuttosto un animale strano, come si è di fatto rivelato.

Sono Elisa Pasqualetto, ma nel web mi conoscete come Liz, un nome nato un po’ per caso tra le onde di Bondi Beach in Australia, sì perché se l’idea di viaggiare si è annidata nel mio cervello alla tenera età di 13 anni, quando sognavo di volare in America a trovare mio zio mettendo da parte ogni singolo soldino mi venisse dato, si è poi veramente realizzata quando ho deciso di mollare tutto e fare un’esperienza all’estero.

Ero prossima al tempo indeterminato all’aeroporto di Venezia, mi mancavano ancora pochi mesi di stagione per vedere apparire nella mia vita quella tanto agognata stabilità e, invece, ho deciso di partire.

Preso armi e bagagli e il 18 ottobre 2011 ho preso quell’aereo che da Venezia mi avrebbe portato a Sydney e che mi ha cambiato la vita.

Il primo mese è stato da piangere, il lavoro che si fa fatica a trovare, la paura di non farcela e di dover tornare a casa con la coda tra le gambe, l’affitto da pagare. L’importante in questi casi è non perdersi d’animo, sostenersi a vicenda se si è partiti con qualcuno, se necessario essere la parte più forte, anche se dentro di noi non vediamo via d’uscita. Non demordere, è una sfida con sé stessi, poco importa se non si trova il lavoro della propria vita, soprattutto all’inizio, bisogna tirarsi su le maniche, dare priorità a certe cose piuttosto di altre, la mia priorità era riuscire a guadagnare a sufficienza per permettermi di vivere e poi mi sarei potuta preoccupare del resto.

Sono partita con l’idea di migliorare l’inglese dopo aver preso la laurea triennale in Anglo-americano e sono tornata con un bagaglio di esperienza che non potevo immaginarmi. La decisione di partire è stata abbastanza impulsiva, quindi, inizialmente, non mi rendevo conto di ciò che veramente mi avrebbe dato una scelta del genere. Prendere l’aereo è la parte più facile, poi la vera battaglia inizia una settimana dopo l’arrivo, i primi sette giorni si è talmente entusiasti che ci si sente ancora in vacanza, poi i soldi cominciano a sparire e la preoccupazione ad aumentare. Si è soli, dall’altra parte del mondo, con le sole proprie forze, ma credetemi quando vi dico che è il miglior regalo possiate fare a voi stessi.

Facevo la cameriera ed ero felice, felice per avercela fatta da sola, tanto che poi mi sono regalata un viaggio di un mese e mezzo tra Australia, Samoa, Fiji e Nuova Zelanda, per poi tornarmene a fare l’addetta di scalo nella mia Venezia.

Il mio blog di viaggi nasce proprio in questo periodo, nell’estate 2012, davanti ad una birra e grazie ad una chiacchierata con un caro amico.

Il problema di essere un animale strano è che le cose,  quando non fanno per te, cominciano a starti stette e nonostante i cinque anni in aeroporto e la voglia da parte mia di provare a “darmi una regolata”, nell’aprile 2014 ho lasciato di nuovo quella realtà e mi sono buttata nel sogno che sto cercando di inseguire al momento: quello della scrittura online.

Mollato uno stipendio soddisfacente per ritrovarmi a guadagnare 400 euro al mese, arrotondando con lavoretti tappabuchi, ma sono felice. Ciò che ho detto a me stessa è “se non ci provi adesso non ci proverai mai più”, sono nel pieno di quest’avventura che ancora non so come si evolverà, sono eccitata e terrorizzata allo stesso tempo, ma mi sono buttata, ed è ciò che consiglio: inseguite i vostri sogni finchè potete, l’esito è relativo, ma almeno non si vivrà con il rimpianto di non averci nemmeno provato!

Un saluto senza rimpianti.

Liz

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