Roberta CastoraniMi chiamo Roberta Castorani, ho 30 anni, sono di Como, e da qualche mese, lavoro come medico in una zona rurale del Western Australia.

Ore 1.11 am, mi giro e rigiro nel mio letto di Perth. Sono esausta dopo i chilometri percorsi a piedi oggi. È stata una scelta però… ho lasciato la macchina a casa e ho ripercorso (in parte a piedi e in parte con la mente) le tappe che hanno scandito questi due anni in Down Under.

Era Maggio 2012 quando, orgogliosa della mia laurea da 110 e lode e forte del gruzzoletto messo da parte in soli 8 mesi di duro lavoro come guardia e sostituta, sbarcavo in quel di Perth carica di rancore per quel “Bel Paese” che non ci apprezza abbastanza. Nella mente un piano dettagliatissimo su come/quando/dove sarei tornata alla mia professione nell’arco di qualche mese.

Siamo a Luglio 2014, 1.20 am e io mi giro e rigiro nel letto. Non posso dormire: ma prima di ritornare al mio amato lavoro da medico, cosa ho fatto nel mentre (appena arrivata in downunder)?

Ho preso lezioni di pazienza e umiltà da Maestra Australia. Ho visto il mio gruzzoletto polverizzarsi sotto i colpi dei numerosi corsi, certificati, visti, traduzioni tutti allo scopo di portare a termine quello che avevo iniziato.

Ho fatto un salto indietro di 10 anni e ricominciato a mantenermi portando a spasso cani e facendo pulizie all’inizio (credevo di parlare inglese quando sono arrivata…come mi sbagliavo!!!), promossa alla sala di un ristorante poi e approdata a babysitter “professionista” alla fine, al ritmo rallentato del mio inglese incerto.

Ho fatto i conti col fallimento e con l’ansia folle ogni qualvolta si avvicinava la scadenza del visto.

Ho imparato ad approcciarmi con curiosità e rispetto a culture tanto distanti dalla mia.

Più di tutto, ho decisamente spazzato via quell’aura negativa che spesso noi Italiani avvertiamo attorno al termine “immigrato”…io lo sono da due anni e no, non puzzo, non rubo e non porto via il lavoro ai cittadini del Paese che mi ospita.

Ho imparato a riderci sopra e a fare dell’autoironia la mia arma vincente. Ora apprezzo uova e fagioli per colazione (..di quest’ultima acquisizione non vado fiera..).

Due anni sono lunghi da raccontare e sicuramente noiosi da leggere. Concludo dicendo che stanotte è difficile prendere sonno e che 2 sono i motivi che mi danno particolarmente gioia:

1) Se ce l’ho fatta io, allora è possibile. Questo è un messaggio per tutti coloro che partono con il fine di farcela e che si trovano risucchiati in qualcosa che non è possibile prevedere a priori. Ragazzi si può fare!

2) Ho fatto pace con il Bel Paese e da molti mesi ormai sono orgogliosa di rispondere “I’m Italian” ogni volta che mi si chiede da dove venga il mio strano accento.

Che dire di più? Speriamo di prendere sonno!!!!

Un saluto che resta sveglio,

Roberta

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