Daniel MazzaMi chiamo Daniel Mazza, ho 26 anni, e sono di Ciriè (in provincia di Torino). Dopo il diploma inizio a lavorare in aeroporto a Caselle Torinese, a pochi chilometri da casa. Il primo piccolo passo che mi ha accompagnato nella passione per il viaggio.

Questa parola, non ha lo stesso significato per ogni persona: per me il viaggio è la miglior scuola di vita. E’ esperienza, conoscenza e apertura della mente. Per me il viaggio non può essere una settimana chiuso tra quattro mura con un braccialetto al polso per fare tutti I giorni le stesse cose ed aspettare con ansia il gioco aperitivo. Ho 26 anni e ovviamente fra vent’anni (spero di no) potrei ribaltare le mie priorità e la mia filosofia di pensiero, ma come nella vita, anche nel viaggio ho sempre bisogno di nuovi stimoli ed è così che ogni volta che sono in giro spero di andare a dormire ogni sera con la testa piena di cose nuove.

Devo essere sincero e tra gli itinerari intrapresi sono sempre stato molto fortunato. Poche volte è capitato che un posto mi deludesse. E’ capitato di perdermi con il naso all’insù tra i grattacieli di New York e le altissime e illuminatissime Petronas Towers di Kuala Lumpur, mi sono appassionato della genialità di Gaudi a Barcellona. Ho vissuto un anno in Australia e ho potuto apprezzare ed innamorarmi di Sydney, dei suoi meccanismi e del Paradiso delle Withsunday nel Queensland. Mi sono perso tra I sorrisi della Thailandia e mai avrei pensato che mi potesse mancare così tanto la cordialità della gente e soprattutto il cibo thai che per tre settimane mi ha accompagnato durante il mio percorso. Dico sempre che il viaggio più bello che ho fatto è quello che devo ancora fare.

Il posto che mi ha impressionato meno? Magari in molti fanatici del surf o del relax incontaminato la adoreranno ma a me, complici varie esperienze, non ha fatto impazzire. Sto parlando di Palm Beach, cittadina ad un’ora e mezza a nord di Sydney. Ci ho vissuto per un pò e l’ho trovata abbastanza anonima e dispersiva. Ma ripeto, l’ho vissuta in un momento particolare della mia vita quindi probabilmente sono stato condizionato da questo.

Le esperienze di vita e di viaggio lontano da casa propria ti segnano sempre e il vivere una cultura diversa da quella in cui non si è cresciuti ti amplia gli orizzonti e ti forma la mente. In Australia ho vissuto un Paese privo di malizia, magari un pochino superficiale ma con un potenziale enorme. Per privo di malizia intendo il fatto che forse siamo troppo abituati a dubitare di tutto e tutti, di stare sempre in allerta e pensare che ci sia sempre pronto qualcuno a fregarci in qualche maniera. L’Australia l’ho vista leggermente superficiale perchè è una contraddizione unica: trovi la persona che non ti conosce e ti saluta calorosamente e poi magari non riesci ad avere un rapporto più profondo di quello. Ovviamente non voglio generalizzare, anzi spero che in moltissimi abbiano avuto esperienze diverse, così da poterci confrontare e crescere insieme. In Thailandia mi avevano messo in allarme dicendomi che in molti vedono il turista come un dollaro che cammina e null’altro. Devo dire che questo non l’ho vissuto in maniera esagerata come volevano farmela credere. In tutti I Paesi basati principalmente sul turismo si verificano episodi del genere, non lo si può nascondere. In Thailandia ho vissuto esperienze umane profonde, con persone sconosciute che mi hanno accolto nelle loro case senza chiedere nulla in cambio, se non un po’ d’attenzione e curiosità per la loro vita, che mi hanno raccontato attraverso foto e appunti conservati negli anni, tra la tragedia di uno tsunami e la vita di tutti I giorni. In Australia ho riscoperto quanto sia importante credere in sè stessi. Mi bastava un po’ di musica nelle orecchie e una passeggiata per le vie di Sydney per ricaricarmi e pensare che quando si crede In noi stessi si è capaci di fare tutto.

Dopo l’esperienza in downunder, sono ritornato in Italia. Lavorare in aeroporto per uno come me che vorrebbe scappare sempre sul primo aereo che passa è letteralmente un disastro. Una sofferenza. A parte gli scherzi è sempre curioso e piacevole incrociare, anche se per pochi minuti, persone che arrivano da ogni parte della Terra e volare per chissà quale destinazione anche se nella realtà dell’aeroporto in cui lavoro io è comunque minima rispetto agli altri scali italiani e non.

Proprio da li è nata l’idea di dare vita a Mondoaeroporto.

Il progetto è nato principalmente come uno spazio nel quale raccogliere gli aneddoti comici che capitavano nel mondo del turismo e degli aeroporti. Ha avuto successo e fare il giro del mondo è stato un attimo, dato che chi legge questa pagina, “vola” per lavoro. Da lì in poi è stato tutto in crescendo: dal blog è nato il sito internet, poi l’evoluzione da pagina ironica a vero e proprio portale turistico e d’aviazione, poi l’uscita del libro Mondo Aeroporto, importanti collaborazioni lavorative, radio e tv. Diciamo che nel 2014 sono riuscito a togliermi un sacco di soddisfazioni come spiego in questo video:

La vita per fortuna è un qualcosa in continua evoluzione. Non si può pensare mai di avere tutto sotto controllo e quindi ci si deve sempre “modellare” a seconda delle situazioni, piacevoli o sgradevoli che siano. Riconosco il fatto che io sia un impulsivo e con la stessa facilità con la quale riesco ad esaltarmi in un secondo, ho anche nella stessa maniera dei picchi down. Ho imparato però che non c’è maniera migliore per reagire che continuare per la propria strada, senza disperarsi. Sarebbe soltanto una perdita di tempo ed energie. Il significato della vita è per me un susseguirsi di avvenimenti ed esperienze che ci aiutano a completare un nostro puzzle mentale. Io spero di aggiungere ogni giorno quel pezzettino di puzzle che renda il mio mosaico sempre più completo, ma so benissimo che questo puzzle è composto da infiniti pezzi e che proprio per questo motivo siamo motivati a cercare sempre quel pezzo in più, quello che mette in moto la nostra motivazione, in tutte le cose che andiamo a compiere nella nostra vita.

Per quanto riguarda il “travel bug”, ovvero la voglia forsennata di viaggiare, è una malattia difficile da curare. Forse più si cerca di reprimere e più viene fuori il nostro spirito di conoscenza. Come in tutte le cose più si scopre che qualcosa ci piace e più ne vogliamo. Succede con la cioccolata, con l’amore e con i viaggi. Non c’è cosa più bella di avere un mappamondo in mano e continuare ad osservarlo per scoprire quale sarà la tua prossima meta.

Cosa bolle in pentola oggi? Per scaramanzia non posso dire niente ma la valigia è sempre pronta. Diciamo che non l’ho mai disfatta. Adesso con il blog Mondo Aeroporto ci sono diversi progetti interessanti in rampa di lancio: uno tra marzo ed aprile in collaborazione con due importanti portali turistici tra i big mondiali, poi nuove sezioni sul sito dove andrò a collaborare con dei blogger da tutto il mondo che racconteranno le città visitate e vissute in giro per il Pianeta, sperando così di rendere Mondo Aeroporto sempre più utile anche a livello d’informazioni per chi decide di viaggiare anche solo con un click.

A chi invece, decide di mollare tutto e partire do un consiglio: innanzitutto di non partire soltanto per scappare da qualcosa o per dimostrare qualcosa a qualcuno. Le uniche persone alle quali dovrete dimostrare di essere forti e in grado di compiere un passo così importante siete voi, nient’altro che voi. Bisogna essere folli e saggi nelle proprie azioni, contemporaneamente. Non ponetevi limiti ed uscite dai vostri schemi. Apritevi a tutto, la vita non è quella che avete vissuto fino ad adesso. E’ molto meglio.

Oggi vivo in Italia, sono convinto che grossa parte degli organi d’informazione e i media diano una grossa mano, in maniera negativa, nel veicolare notizie tutt’altro che positive alla gente. C’è poca voglia di evadere anche solo mentalmente, c’è poca voglia d’informarsi e il più delle volte si prende per buono tutto quello che si sente o che si legge. C’è questa frustrazione che porta alla gara su chi criticare e condannare per primo. Nonostante questo però vedo che in molti ancora non rinuncino a dei beni superflui, quindi vorrà pur dire che o hanno sbagliato le priorità nella loro vita o che tutta questa crisi non è nient’altro che una scusa alla quale aggrapparsi.

L’Italia è uno dei Paesi più belli al mondo, con infinite risorse in molteplici campi, prima o poi dovremmo pur trovare il modo di tornare al top. All’estero se la sognano la Storia che ha l’Italia, per me dovremmo puntare molto di più sul turismo. Ora che ci penso all’estero poche volte mi è capitato di vedere cartelloni pubblicitari che promuovessero un viaggio in Italia. Sarebbe un ottimo punto dal quale ripartire alla grande.

I difetti si hanno in tutti I Paesi. Una cosa che mi facevano notare molto quando ero all’estero è che dicevano che in Italia non si punta sui giovani. Ogni volta che ci collegavamo ad una tv italiana, qualsiasi argomento si parlasse, dalla politica allo sport allo spettacolo, nelle figure più importanti c’erano sempre e solo volti quasi centenari. Forse si crede poco nelle reali abilità di questi giovani, forse si crede che sia meglio affidarsi all’esperienza piuttosto che a quel tocco di rinnovamento che potrebbe dare una mente giovane. O forse semplicemente sono argomenti troppo grandi per noi, nomadi digitali che portiamo un po’ d’Italia a spasso per il mondo.

Un saluto carico di positività,

Daniel

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