Pietro Acquistapace
Mi chiamo Pietro Acquistapace, ho 37 anni, e sono di Milano. Probabilmente sono un inconsciente. Quello che ho fatto, infatti, potrebbe essere visto da molte persone come una follia, ovviamente con l’aggiunta della crisi e del lavoro che non c’è, ma veniamo ai fatti.

Dopo una vita inquieta da bibliofilo senza scampo trovo un lavoro serio, una grossa azienda, sono assunto! Siamo nel 2005, la vita scorre tranquilla tra tredicesima, quattordicesima, assicurazione medica e vari benefit, insomma il lavoro che tutti vorebbero, ma… L’inquietudine torna a farsi sentire, i colleghi mi sembrano automi e conversare parlando di calciofigatv sinceramente non mi soddisfa. L’azienda vuole ridurre il personale, io voglio ridurre l’azienda: ci accordiamo, sono libero, con qualche soldo; siamo nel 2010, parto. E dove vado? In Mongolia! Ma come? In Panda!

Trovo un compagno di viaggio su internet e si va: Turchia, Iran e Asia Centrale. Poi Russia e Mongolia, dove un amico che vive ad Ulaanbaatar attende la Panda, non ci crederete ma ora quella cara macchinina sta solcando le steppe mongole viva e vegeta, spero.

Un viaggio difficile, folle ma stupendo. La meravigliosa scoperta dell’Iran, le polizie centroasiatiche corrotte a colpi di cd masterizzati, Toto Cutugno ovviamente!

Panda che si rompe sulle vette del Tagikistan e poi la Mongolia di Gengis Khan, dove esistono solo piste. Un viaggio che va organizzato, bene, soprattutto dal punto di vista meccanico.

La nascita di un grande amore, quello mio per l’Asia Centrale…

Ma ancora la scoperta di questo fantastico continente, grazie alla partenza per la Cina da solo e in bus, dopo aver consegnato l’auto: Pechino, Xian ed il Sichuan. Fatto il pieno di emozioni torno, ma non in Italia, mi trasferisco a Londra dove mi offrono lavori ben pagati nel mio settore, ma li rifiuto.

Voglio stare lontano dagli italiani e vivere la vita inglese, col risultato che mi ritrovo a fare un lavoro sottopagato e spaccaschiena. Dopo un’anno e mezzo, ed un viaggio in Cambogia, torno in Italia e mi scontro con la triste realtà, non trovo lavoro. Decido di ripartire.

E questa volta solo andata, ma poi sono tornato. Sempre solo e sempre in bus (anche un pochino in treno e un pochissimo in bicicletta) torno in Thailandia (arrivando ovviamente in aereo) a trovare degli amici, di nuovo Cambogia e poi le terre incognite: Vietnam e Laos.

Nuovo colpo di fulmine, sul Laos oggi ho aperto un sito, TuttoLaos, con un amico che vive a Bangkok. Visto che nel frattempo mi sono messo a studiare cinese vuoi non andare in Cina (un’altra volta)? Ed eccomi nello Yunnan, anche nelle zone meno turistiche, poi, con un viaggio ininterrotto di tre giorni, Gansu e Xinjiang. Per un laureato in Storia come me, perdipiù amante dell’Asia Centrale, un vero paradiso. E rischia di esserlo davvero quando scampo ad un attentato, per tre giorni.

Quattro mesi a spasso e di nuovo il ritorno, ed ora? Ora cerco lavoro, anzi se qualcuno me ne volesse offrire uno…

Nel frattempo, mi dedico al mio blog, Farfalle e Trincee, dove sono anche raccolti i resosconti delle mie avventure.

Ho un amico che ha selezionato qualcuna delle migliaia di foto e le sta mettendo su Flickr e mi sono rimesso a leggere, molto: Islam, Cina, Mongolia ed Asia Centrale, più tutto quello che può essere asiatico.

Mi spiace per le mamme che vorrebbero vedere, giustamente, i propri figli sistemati, ma io ai sogni non riesco a rinunciare.

Un saluto che ha scelto di vedere il mondo,

Pietro

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