Emil LazzaroniL’Australia che ti cambia dentro, ti arrichisce, ti insegna e ti completa.

E’ una tiepida mattina di fine settembre quando mi decido a raccontare, per la prima volta, la mia esperienza in Australia per come l’ho realmente vissuta.

Mi chiamo Emil Lazzaroni, 22 anni, di Bergamo. Eh pota direte voi! 
La città che ho scelto per il mio viaggio in Australia è Perth. E li sono atterrato a maggio 2013. 
Motivo della scelta? “La città più isolata al mondo”, così la chiamano. Ero curioso di capirne il perchè. E’ sempre stato un mio sogno, fin da bambino, viaggiare e girare il mondo. E così, senza pensarci troppo, ho risparmiato per qualche mese e poi mi sono buttato. Senza aiuti, senza sapere nulla di cosa avrei trovato, ma con tanto entusiasmo, voglia di fare e di crescere!

Ma… Già, in ogni storia c’è sempre un MA! Appena arrivato, ahimè, ho preso una bella batosta. Come se l’Australia volesse dirmi: “non è tutto oro ciò che luccica..”. Dopo 10 giorni passati con l’ansia, cerco lavoro per 9 ore al giorno, mandando curriculum e facendo chiamate imbarazzanti visto il mio livello di inglese in quel periodo…

Arriva la prima opportunità: prova in una pasticceria. 
E dopo una settimana… sono stato licenziato, senza essere pagato e ricevere tante spiegazioni. “Ho bisogno di uno con più esperienza”, ha detto quel pasticcere italiano riuscendo ad abbattermi il morale e farmi vacillare.

In quel momento ho senetito dentro un qualcosa di nuovo, mai provato prima d’ora. La paura, pura e intensa, di aver sbagliato strada. 
Ero lontano da casa, da solo, senza nessuno e senza uno scopo. Mi sono sentito crollare il mondo addosso, e per qualche giorno non ho saputo che fare. Mi sembrava di essere al centro di un’autostrada, fermo, con migliaia di macchine che mi sfrecciavano accanto e io incapace di prenderne una per andare da qualche parte.

Ma quella vocina che fin da bambino mi aveva fatto sognare l’Australia era di nuovo lì, a sussurrarmi: “Emil, sei qua, non mollare!”. Non mollare, non mollare. E io non ho mollato.

Il primo mese è stato un travaglio. Ambientarsi, capire la lingua, lavori che andavano e venivano, ostelli diversi, persone diverse.

Poi ho trovato la mia stabilità. Ho iniziato a vivere con una famiglia australiana e lavorare con loro, e ho iniziato capire il loro stile di vita e imparare la lingua. Dopo 2 mesi ho iniziato a sentirmi stretta quell’esperienza, come un vestito cucito male addoso, e ho salutato quella famiglia che comunque porterò sempre nel cuore.

Di nuovo in strada, solo, senza sistemazione, ne lavoro, ne certezze. Ma qualcosa è arrivato in fretta sta volta. Dopo nemmeno 3 giorni ho trovato ben due lavori. Da lunedì a venerdì come lavamacchine, e Sabato e Domenica come aiuto cuoco. 
Ho iniziato ad andare in palestra, la mia più grande passione, e ho trovato una camera in una sistemazione davvero ottima, che pian piano ho iniziato a chiamare “casa”.

Ho avuto per 7 mesi una vita davvero movimentata e frenetica, ma in quel periodo, oltre a risparmiare davvero parecchi soldi, ho capito perchè ero in Australia, ho capito lo scopo del mio viaggio. La passione che avevo per la palestra ma che in Italia non ero mai riuscito a coltivare a pieno ritmo, ora, stava diventando un qualcosa a cui avrei voluto dedicare la vita. Ho capito che lavorare in quel ramo sarebbe stato ciò che volevo fare per il resto dei miei giorni...

E finalmente con l’arrivo “dell’inverno” ho iniziato anche avere qualche giorno libero. Ho così conosciuto una Perth magnifica, tranquilla, serena, spensierata e multietnica. Ho accarezzato Koala, fatto surf, visto il deserto, abbracciato canguri e preso il sole in riva all’oceano. Ho fatto amicizia con iraqeni, indiani, venezuelani, thailandesi e tutti avevano una storia da raccontare, e qualcosa di nuovo da insegnarmi!

Alla fine a febbraio, un pò come se l’Australia volesse “premiarmi” per aver sempre creduto in me stesso e aver lavorato duramente, è successa una cosa davvero meravigliosa. Ho conosciuto una ragazza, che è diventata la mia compagna. Lei è italiana, e pensate un pò? In Italia abitiamo a neanche due ore di macchina di distanza!

Così a maggio sono tornato in “patria” perchè il mio visto scadeva, e l’ho aspettata per 3 mesi. Lei è tornata a luglio, e ora tra una decina di giorni pertiremo per una nuova avventura in Scozia, insieme. E inizierò a studiare per diventare Personal Trainer!

Il mio messaggio è solo uno: se avete quella vocina dentro, seguitela. Fate il primo passo con fiducia. Non fatevi impressionare nel vedere tutta la scala, salite il primo gradino! Non importa se non sapete cosa accadrà, ma qualcosa accadrà. Credete in voi stessi e non mollate mai, per nessuna ragione al mondo !

Tutto ciò che non vi ucciderà vi renderà persone migliori e più forti e un domani sarete felici e fieri di aver resistito. Ho scoperto che viaggiare ti cambia dentro, ti apre, ti rompe e ti completa. E’ un pò come innamorarsi per la prima volta, ma di un qualcosa a cui poi non puoi più rinunciare perchè non ti abbandonerà mai più.

Un saluto che non ha mollato!

Emil

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