io in veranda - CopiaMi chiamo Katia Terreni, 49 anni, di Grosseto: sono sempre stata un “animale strano”!

Nel bisogno di essere “massa” che contraddistingue un adolescente io non ho ricevuto alcuna certezza da quell’uniformarsi al gregge in quanto i fatti della vita mi hanno portato ad essere una monade diversa dentro e  fuori dal resto dei miei coetanei.

A 12 anni la notte I bicchieri scoppiavano in mille pezzi creando un concerto di cristalli e la musica dal mangiadischi iniziava a suonare con grande disappunto di mia  madre che credeva giocassi con noncuraza del sonno altrui…

I sogni erano vividi e pieni di presenze ultraterrene.

A 15 sono uscita dall’involucro di gesso nel quale ero stata rinchiusa due anni prima da degli ortopedici che credevano di poter porre rimedio   alla mia scoliosi attraverso una corrazza.

In quella gabbia spessa e biancastra – partiva dalla nuca ed arrivava al coccige – che nel tempo e’ diventata luogo di scarabocchi, disegni e lasciti cromatici da parte di amici e conoscenti ho imparato a vivere, a sognare nonostante la prigione, a sorridere anche quando le mie amiche andavano al mare snelle e leggiadre mentre io sembravo una tartaruga affogata  nel suo guscio.
Il pianto avrebbe voluto prendere il sopravvento in certi momenti ma io gli ho sempre sbattuto in faccia delle risate.

Poi e’ arrivata la liberta’ e le scarpette rosse non potevano  piu’ aspettare: le ho indossate subito ed ho iniziato una danza vorticosa  che mi ha portato a sperimentare quasi tutto nella vita compreso il vivere negli scenari che usavo comporre da bambina sull’album del collage.Mari azzurri e tramonti tropicali erano il posto dove io volevo essere, quello a cui io sentivo di appartenere.

Dopo aver visitato l’Europa ho iniziato a desiderare di oltrepassare l’ Oceano.
La mia bussola interna puntava in direzione Sud-Ovest, oltre l’Atlantico, verso I Caraibi.
Le Antille  mi hanno fatto capire che io ero nata per vivere a contatto con altre culture, con altri mondi ed altri colori. La Jamaica e’ stata la mia seconda casa, una terra che balla
, trema e suda. Poi, l’oblio.

Ho tentato di diventare come gli altri, ho provato a scrollarmi di dosso la stranezza che mi ha sempre contraddistinto. Sono diventata una dei pedoni che animavano  la passeggiata in centro, una che si recava a fare shopping nei centri commerciali, che cucinava giorno e sera e che puntava la sveglia alle 06h00 del mattino per andare al lavoro.

Via i sogni, via i personaggi ultraterreni che abitavano le mie notti oniriche, via tutto.
Ogni giorno provavo uno strano senso di malessere  ed un sentiment di colpa per non riuscire ad essere felice con quello che ero e che avevo.

Se noi dimentichiamo chi siamo  l’Universo però non dimentica.

Un giorno di inverno, su di un sito dedicato al settore turistico alberghiero, ho visto un annuncio dove cercavano una Front Office Manager.  In un attimo di follia ho cliccato “invia” pensando che mai e poi mai la cosa sarebbe andata oltre quel click.

Invece 6 mesi dopo ero alle Seychelles.  E qui sono a tutt’oggi, dopo quasi 8 anni…

Mi dondolo tra palme, pesci tropicali e lunghe strisce di sabbia bianca corallina, osservando la notte la via lattea che a questa latitudine è di una magnificenza inaudita.

Lavoro, ho inaspettatamente  fatto carriera e sono  molto soddisfatta.

In Italia ho ricevuto poca soddisfazione quando ho presentato la mia candidature come direttrice d’albergo, qui mi hanno cercata, selezionata e messa a capo di uno dei resort piu  prestigiosi dell’Oceano Indiano.

Sono sbarcata su queste isole a 42 anni. L’eta’ dei cambiamenti, quella in cui il Saturno Natale incrocia il Saturno Cosmico. Le Seychelles mi hanno insegnato la bellezza senza artifizio. Quella che ti mette in ginocchio e  ti fa quasi scappare tanto e’ violenta. Isole tremendamente selvagge. Dure, abbaglianti, primitive. Meravigliose.

Alle Seychelles sono tornati I sogni, ancora più potenti e guaritori delle tante ferrite che avevo accumulato negli anni in cui volevo omologarmi.

Vivendo su queste Isole  ho iniziato un progetto dedicato a tutte le donne italiane che si trovano in giro per il mondo. Un luogo  virtuale e “social” dove le DONNE CHE EMIGRANO ALL’ESTERO parlano ed offrono uno sguardo oltreconfine creando uno spazio EXPAT  declinato al femminile. Se volete conoscermi e conoscere le mie compagne di viaggio scrivetemi!

Un saluto onirico,

Katia

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