MarialauraCiao a tutti! Siamo Marialaura Dolfi, 27 anni, di Prato e Damià Rita Espada, 27 anni di Esporles (Mallorca, España).

Anche noi ci reputiamo due animali strani, perciò vi scriviamo la nostra storia!

È già da 10 mesi che stiamo viaggiando come “mochileros” in giro per il mondo: attualmente ci troviamo in Chile con tanti chilometri sotto i piedi, lo zaino pieno di amici ed esperienze e altrettanti chilometri di fronte a noi!

Tutto iniziò a Ottobre 2013, quando decidemmo di lasciare i rispettivi lavori cercando di imbarcarci come barcostoppisti, attraversando l’oceano Atlantico in barca a vela.

Tutti ci presero per “animali strani” giacché, come ben sappiamo, il lavoro é difficile da trovare e bisogna tenersi il posto che abbiamo buono buono…

Lasciammo il lavoro senza ripensamenti e trovammo imbarco dopo un mese di ricerca, su un piccolo catamarano di un capitano tedesco e, insieme a un’altra barcostoppista olandese, salpammo per i Caraibi. Navigammo insieme per 3 mesi esplorando isole, curando la barca, attraversando l’oceano e i mari caraibici.

Dal barcostop passammo a fare autostop e scendemmo l’America Latina fino ad arrivare a Santiago de Chile. Decidemmo di cambiare stile di viaggio, qui nella grande America, perché in barca a vela puoi esplorare solo le coste di questo immenso continente.

Ció che più ci affascina di questo viaggio è l’incontro e lo scontro culturale che proviamo con la gente che ci aiuta e ci accoglie. Capire che non esiste una sola maniera di stare al mondo, che la vita non inizia e finisce nella tua piccola città, che tutti possiamo scegliere la nostra strada perchè niente è oggettivamente perfetto o giusto per tutti.

Certamente, qui in America Latina, abbiamo vissuto vari shock culturali ma leggendo le notizie della nostra cara vecchia Europa subiamo altrettanti shock culturali…

Per esempio, ci trovavamo ospiti di una famiglia nella foresta amazzonica e ci facevano domande sulla vita in Italia. Finimmo a parlare del mutuo per la casa, spiegando loro che una famiglia compra una casa dove vivere, pagando un mutuo alla banca durante 30 anni. Anche ai miei occhi questa storia apparve ridicolissima. Stavamo infatti cenando nella loro casa, ovvero in una palafitta in legno con tetto in paglia che avevano costruito in 3 mesi di lavoro. Certo la casa non aveva elettricità, acqua corrente o cucina elettrica, ogni anno occorre fare manutenzione e ogni 10 anni occorre cambiare il tetto; ma certamente qui nessuno pensa di far costruire la propria casa ad altre persone e pagare un visibilio alla impresa edile o alla banca. Qui anche le case di cemento sono costruite dai proprietari. Non si lavora per pagare interessi. Ovviamente in queste comunità tutto viene prodotto autonomamente e pochissime cose vengono acquistate. In Europa tutti comprano tutto, anche l’insalata già tagliata e lavata perché tutti devono correre a lavorare.

Cambiare prospettiva ci fa capire ció che vogliamo e ció che non vogliamo, senza dover seguire modelli che non rispecchiano il nostro ordine di priorità.

Non so se costruiremo una capanna al nostro ritorno in Europa ma di certo ci sentiremo piú liberi di prima nelle nostre “scelte ornitorinke”.

Per adesso il viaggio continua…non ci fermeremo fino a quando non avremo solcato le acque dell’Oceano Pacifico, ovviamente in barcostop! Il nostro sogno infatti é raggiungere il paradiso terrestre delle Polinesie in barca a vela.

Auguriamo a tutti gli amici di Ornitorinko buon vento! …E se vi va, seguiteci anche sul nostro blog!

Un saluto col vento in poppa,

Marialaura e Damià

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