Mirko LaiciCiao a tutti, mi chiamo Mirko Laici, ho 39 anni e sono felicemente inciampato su Ornitorinko: stavo cercando storie di viaggiatori solitari cercando di carpire dai loro racconti, consigli e suggerimenti.

Leggendo, spesso mi sono ritrovato nel loro modo di vedere la vita. 

Sono fiero di soffrire di sana pazzia e ho deciso di partire per un giro in bici che e’ iniziato il 15 sett. 2014.


L’idea mi viene nell’estate 2010… un incontro con il mio passato: con quegli amici d’infanzia e di mille avventure, in un paesino di poco più di 200 anime.

Da piccoli, insieme, passavamo giornate, settimane intere VIVENDO di ogni cosa, di ogni emozione mentre imparavamo, senza saperlo a conoscere la vita e noi stessi… le paure, i primi amori, i primi istinti, tutto nuovo. Fu proprio l’incontro con quel mio passato a farmi accorgere quanto tutto questo fosse stato dimenticato, messo li… nascosto da qualche parte, ma ancora accesso sotto la cenere che pian piano lasciava spazio al calore di quelle amicizie sincere che ci accompagnavano sempre.
Una rimpatriata come tante, raccontando le nostre vite, i nostri sogni che per tutti noi si erano arenati nella vita di tutti i giorni: lavoro, stress, si stava meglio prima, le vacanze più o meno standard…

Nelle settimane successive a quella serata speciale rimanemmo in contatto con la promessa di ritrovarci, di non perdersi nuovamente, ma come spesso succede le vite di ognuno sono più “importanti”.

Ricascammo nella routine sino alle ambite ferie che quell’anno, mi portarono in Francia, ad Hossegor, dove, incontrai Sandra, un grande amore durato per qualche tempo e poi, finito male.

Routine. Iniziò a crescere dentro di me l’idea che non volevo stare più dov’ero, ma la paura di scappare da me stesso mi spaventava più ogni altra cosa.

Decisi di mettermi alla prova prendendo un biglietto di andata e ritorno per Bangkong e di girare in solitaria zaino in spalla per tre settimane con budget limitato e pronto ad adattarmi il più possibile: il viaggio fu fantastico.

Lo condivisi con viaggiatori sui generis di varie nazioni (cercando di evitare i classici turisti):  una ragazza del Laos scappata in Francia da piccola perché perseguitata politicamente, uno strano Polacco di 50 anni intento a camuffare i sui istinti dietro il viaggio, un giovane italiano di 20 che appena racimolati due soldi saltò su un aereo per l’Australia (anche se non sapeva parlare in inglese).

Da quel viaggio, tornai ancor più convinto (ma sempre con la paura di fare il grande passo) di staccarmi…

E’ li che decisi di voler provare a fare il giro del mondo via terra in solitaria, piacevolmente influenzato dal libro “467 giorni senza mai bucare il cielo” (di Sergio Cattaneo).

Molte serate o meglio, nottate, le passavo leggendo i blog, guardando diari di viaggio su internet per cercare di carpire le varie sfumature di un progetto così grande e lontano anche se alla portata di tutti dietro una sola porta, quella della “partenza”.

Iniziavo a capire i possibili itinerari da percorre, le nazioni da attraversare, giusto per averne un’idea, dato che non volevo lasciare il gusto dell’ignoto e dell’inaspettato come ingrediente principale.

Decisi che la mia direzione sarebbe stata verso Est, scendendo via costa verso la Grecia, la Turchia senza itinerari precisi, proseguendo sempre senza mete precise, se non di volta in volta con l’aiuto di sensazioni, emozioni, incontri, conoscenze. La destinazione finale? La Nuova Zelanda!

Ormai la testa era nel viaggio e la paura pian piano stava lasciando spazio alla voglia di andare: decisi di vendere il cocktail bar dove lavoravo o, se non fossi riuscito a venderlo, di dare disdetta dell’affitto.

I mesi passavano tra lavoro, corsi d’inglese, corsi di vela e qualche corso di cucina: ad un mese dalla fatidica data non avevo ancora preparato molto e mi trovai con la chiusura del locale, il trasloco, la vendita della macchina e non da meno nel dover organizzare zaino e viaggio… ma tutto si incastrò più o meno bene, soprattutto con l’aiuto di amici e parenti.


Partii. E il mio viaggio, potete seguirlo qui!

Un saluto sanamente folle,

Mirko 

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