Arianna CiucciMi chiamo Arianna Ciucci, ho 24 anni e vengo dall’Alto Adige. Mi ritengo una persona abbastanza fortunata, ho una famiglia fantastica e persone sulle quali posso contare, nonostante ciò, dopo essermi laureata a novembre (laurea ormai inutile in Italia), ho comprato un biglietto di sola andata per l’Australia. Ebbene si, ennesima italiana nella terra dei canguri; perché? Per caso.

Volevo andarmene da una città troppo stretta, intrappolata nella sua routine e d’altronde ho sempre amato viaggiare.

Il mio vero sogno è sempre stato il Canada, ma si sa, ottenere un Working Holiday Visa australiano è abbastanza semplice; l’Europa? troppo vicina.

Dopo un mesetto a Melbourne, tra prove varie, lavori promessi e perché no qualche gitarella, eccomi decisa a fare i famosi 88 giorni di farm. Stipendio? Avevo sentito parlare troppo male di farm che non ti pagavano, di troppa gente che cercava lavoro, quindi mi sono decisa per il wwoofing (vitto e alloggio in cambio di lavoro).

Tra scorpacciate di pizza a forno a legna (grazie ad un cuoco francese nella prima farm), aver partecipato all’ Holy festival nell’ Hare Krisna Farm (religione induista) e aver aiutato una deliziosa coppia a rifare i recinti dopo l’incendio estivo nella terza farm; ho imparato a tagliar legna, piantare semi, far passare “adorabili” ragni sulle mie mani, vivere senza balsamo e trucchi e soprattutto bere té caldo per riscaldarmi (mi ha sempre fatto schifo).

Ovviamente dopo le farms ci sta un meritato “riposo”: Adeleide, Kangaroo Island, Perth, Alice Springs, Uluru ( tour fantastico durato 3 giorni) e Darwin. E si perché ci si prova a programmare le cose,la mia idea iniziale era infatti, lavoro-farm-East Coast, ma l’ Australia non te lo lascia proprio fare, ti cattura con le sue città moderne e i suoi innumerevoli paesaggi mozzafiato e ti porta dove capita, a scoprire sempre qualcosa di nuovo.

Non esiste infatti solo l’opzione A o B, o bianco o nero, ma LE soluzioni, perché é proprio vero che il nostro unico limite é la nostra mente, possiamo reinventarci sempre, ogni giorno.

Un ragazzo una volta ha detto: “it’s amazing how much you are terrified about something and than you get it”, mi ci rivedo ancora piena di adrenalina, all’aereoporto, a salutare mio padre e rimanere spaesata per i primi giorni a mille miglia di distanza e chiedermi: cazzo sono davvero qui?!

Non so cosa farò tra un mese figuriamoci pensare al mio futuro, quest’avventura era partita come un’esperienza nuova e vorrei vedere troppe cose per soffermarmi in un paese solo, ma sono cambiata così tanto in 5 mesi che sono proprio curiosa di vedere come finirà l’anno di visto; so solo che adoro questa terra, quasi così intatta, le persone praticamente sempre sorridenti, gentili e disponibili; quindi se siete indecisi: partite!

Non importa la meta, sarà sempre un qualcosa che vi arricchirà e vi farà dare più importanza a voi stessi, a quello che siete e volete diventare. I consigli? Prendeteli con le pinze: si potesse far raccontare da ogni italiano la sua esperienza in Australia sarebbe orrenda quanto è bella!

Come mi dice sempre qualcuno: ascolta cosa ti dice la tua pancia.

Un saluto ai miei amici italiani.

Arianna

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