Filomena FittipaldiMi chiamo Filomena Maria Fittipadi: 26 anni, famiglia lucana, cresciuta in Val Padana, residente nella Città Eterna, studentessa Erasmus in Germania, tirocinante senza contratto né stipendio a Roma, Beirut e Londra, viaggiatrice in Medio Oriente, attivista da sempre, irrequieta da prima della nascita, ottimista senza speranza di guarigione.

L’anno scorso, in un appartamento di Beirut, cenavo con alcune amiche provenienti da Cina, Siria, Libano e Colombia. Tra uno scambio cultural-gastronomico e l’altro, ci ritrovammo a parlare delle nostre speranze per il futuro, delle condizioni dei giovani nei rispettivi Paesi, delle nostre passioni. Nonostante alcune evidenti differenze sociali e politiche, le singole esperienze e sogni condivisi quella sera, erano così vicini da potersi collegare, quasi sovrapporre. L’amore per le proprie origini, la voglia di cambiare, la curiosità di conoscere le diversità, la forza di volontà, la fiducia nell’educazione.

Da quella sera ho deciso che avrei preso in mano la mia vita e avrei effettivamente cercato di fare qualcosa per portarla verso la giusta direzione.

Dopo una laurea magistrale in Relazioni Internazionali un master in Peacekeeping, innumerevoli corsi di formazione, tirocini che ovunque sono ormai forme di sfruttamento legalizzato di forza lavoro qualificata, dopo molti “ti vorremmo dare uno stipendio dignitoso ma stiamo aspettando i fondi per il progetto”, dopo essere stata definita stupida per aver rifiutato raccomandazioni e aver preferito la disoccupazione ad un “aiutino”, ho pensato di utilizzare il mio tempo e le mie competenze per costruire un progetto che potesse trasformare l’atmosfera di quella cena a Beirut in una realtà da condividere.

Così sta nascendo OneYouth, iniziativa che vuole “connettere” le diversità attraverso l’uso della rete. Diversità è una termine che amo particolarmente in quanto indica non solo una provenienza nazionale bensì la stratificazione di culture che ogni singolo porta con sè: tradizioni, viaggi, esperienze che vanno a formare il bagaglio culturale personale e che, se condivise, possono portare ad un arricchimento generale e diffuso. L’incontro tra culture è il punto focale del progetto, il quale è aperto a chiunque abbia voglia di parteciparvi, tramite sperimentazioni artistiche multiculturali, idee innovative e condivisione di conoscenze. Il primo progetto di OneYouth in collaborazione con altre due realtà provenienti dalla Serbia e dall’Egitto verrà realizzato e finanziato dal Cultural Innovators Network, che riunisce giovani innovatori culturali della regione del Mediterraneo, e supporterà interazioni virtuali tra artisti internazionali.

L’empatia e l’amicizia tra popoli è anche il soggetto principate della campagna #ONETEAM. Da grande tifosa di calcio, sono convinta del potere dello sport e delle grandi manifestazioni internazionali di diffondere un messaggio alternativo di pace e tolleranza, come abbiamo voluto dimostrare nello spot #ONETEAM. Chiediamo dunque a chiuque voglia partecipare di mandare scatti di “amicizia tra squadre” sulla nostra pagina facebook o su twitter o instagram con l’hashtag #ONETEAM e diffondere del sano fair play.

Ecco il video della nostra campagna:

Un saluto  OneYouth,

Filomena

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