ClaudiaCaro Ornitorinko, mi chiamo Claudia Sideri e ti scrivo da Berlino.

Fuori clima autunnale, ma ormai ci sono abituata. Questa cittá riesce sempre a stupirmi, soprattutto con le sue nuvole e con i suoi soli che variano come l’umore di una giovane donna.

Ti scrivo perché anche io, come tanti, un paio di anni fa feci una scelta importante, ovvero quella di prendere un aereo e di andare a vivere all’estero.Volare via, oltre le Alpi per staccarmi dal quel paese troppo occupato a guardarsi allo specchio piuttosto che preoccuparsi del mio futuro.

Scelsi di migrare come le rondini, solo che invece di andare al caldo volai verso il Nord per seguire importanti opportunitá professionali. Dentro la gigantesca valigia le mie radici sarde e i miei studi milanesi. Dentro la riccioluta testa una grande confusione ed un’atavica curiositá.Prima tappa: Lussemburgo. La valle della ricchezza al centro dell’Europa.
Seconda tappa: Colonia. La cittá del Duomo e del Carnevale.
Terza tappa: Berlino. Il mio grande amore.
Scelsi l’estero perché volevo migliorarmi. Da tutti i punti di vista. Ho sempre amato viaggiare e ho sempre pensato che i confini sono spesso solo nella nostra testa. Vivere all’estero ti allarga le prospettive di pensiero perché significa scontrarsi tutti i giorni con un modo di fare, una lingua, cibo, tradizioni che non sono le tue. Ci si mette in discussione ogni singolo momento, ogni singola persona che si conosce, mentre dal punto di vista lavorativo, spesso bisogna superare lo stereotipo del classico “italiano” visto con gli occhi stranieri.Ma si supera tutto, l’importante é indossare un bel sorriso e stare attenti a non farsi trascinare nel vortice della triade “pizza, mafia e mandolino” altrimenti diventa la sagra del luogo comune e difficilmente il dibattito diventa costruttivo.
A Berlino é stato diverso. Berlino é una cittá internazionale, cosmopolita, con una storia affascinante alle spalle e un futuro davanti. Sempre piú gente arriva qui in cerca di fortuna, dell’amore o semplice divertimento e sempre piú gente se ne torna a casa o parte per altre mete, per poi magari ritornare.
Berlino é una cittá con cui non ci sará mai un colpo di fulmine. La prima impressione non é quella di essere una cittá accogliente, anzi con i palazzoni sovietici e il cielo grigio ti guarda dall’alto con uno sguardo interrogativo ed inquietante quasi a volerti dire: “Ma che ci fai qui?”. Poi, in poco tempo, questa cittá diventa parte integrante della tua vita e non riesci a lasciarla piú, nonostante ci siano difficoltá nel trovare una casa, un lavoro e, se la vuoi, anche una qualsiasi relazione. Ed ecco qui che arriviamo all’anello debole di questa cittá: le relazioni. Sfuggenti, veloci, ci si conosce senza ricordarsi niente dell’altro, ci si incontra, ci si scontra e ci si lascia. Poca profonditá altrimenti fa troppo male. Oppure non c’è nè tempo nè voglia. Migliori amici il Sabato sera e semplici conoscenti la settimana dopo.
Arrivai in questa cittá da sola e per i primi mesi, a parte qualche collega, non conoscevo nessuno. Poi ho avuto la fortuna di incontrare persone speciali. Nel frattempo tantissime comparse. Meteore che passano e a volte fanno casino altre volte solo tanto rumore ma non lasciano nulla. Una rubrica piena di numeri di persone che non credo rivedró mai piú in tutta la mia vita. È come se in cittá ci fossero dei codici comportamentali che dettano il ritmo delle relazioni. Berlino é una cittá che seduce, che ti compra con le bolle di sapone e la musica elettronica e le coroncine di fiori, che ti tenta, sempre, al supermercato come sulla metropolitana. Ti prende e non ti porta via. Ti lascia seduta con le amiche ad un bar a riflettere sull’annosa questione del “ma perché la gente sparisce cosí?”. Sulla scia di queste esperienze, alcune vissute in prima persona, altre frutto di bonari racconti di amici é nato il mio blog.
Si tratta di un diario semiserio su quello che accade in cittá. Racconti e storie e interviste. Niente di piú, nessun ristorante, nessun hotel dove soggiornare.
Ogni tanto qualche digressione sull’Italia e su quello accade lá. Quel paese che ho lasciato sette anni fa, di cui ogni tanto sento la mancanza ma che sento troppo distante da me.

Un saluto “Viel Spaß!”

Claudia

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