Laura CecchiniMi chiamo Laura Cecchini, sono di Perugia e ho 25 anni. Adoro viaggiare: grazie alla mia famiglia un po’  hippi ho girato l’Italia, e da quando ho  17 anni mi sono dedicata al resto del mondo. Ho viaggiato per l’Europa,  in Africa e in Asia, ma il luogo che amo di più è il Medio Oriente.

Avendo una passione per questi posti caotici e pieni di colori e odori, non mi sono mai interessata al Nord Europa, perciò quando il mio ragazzo mi ha chiesto di andare in Islanda ho sempre detto no (l’ho fatto per anni).

Poi lui si laurea. Che regalo fargli??? Realizzare un suo sogno: viaggiare per l’Islanda.

Dopo una settimana di incredulità (di lui), siamo andati in agenzia, abbiamo comprato le guide e deciso quindi di fare un viaggio a modo nostro: zaini in spalla e scarponi ai piedi.
E cosi’ abbiamo iniziato a progettare il viaggio.

Di programmato? Poco o nulla, alla fine… siamo partiti! (Con gli amici che ci dicevano ma io non riuscirei a partire senza un progetto).

Logicamente, non avendo molti soldi, abbiamo preso il volo meno costoso che ci ha fatto fare 5 ore di scalo a Dusseldorf, per poi arrivare i Reykjavik alle 23.00 ora locale. Arrivati  in Islanda, a parte il freddo, la cosa che ti impressiona è l’aeroporto stesso (noi abbuiatati a Fiumicino): pieno di vita, di gente con gli zaini come noi, perché l’Islanda è una terra da scoprire in questo modo!

Ci siamo fermati 3 giorni a Reykjavik, per capire cosa fare e come fare: la prima mattina abbiamo preso il pullman per il centro e indovina!? L’autista è italiano! (Siamo dappertutto). Ci racconta che era venuto proprio come noi in viaggio e che non è più tornato in Italia.

Inizia la mia paura di tornare a casa da sola! Perchè mi rendo conto che quello è il paradiso per il mio ragazzo: un geologo che adora i vulcani!

In macchina e con 13 giorni di fronte a noi, siamo partiti con una cartina: l’avventura ha avuto inizio, senza un posto programmato per dormire solo con una tenda e la volontà di vedere il più possibile ciò che l’Islanda offre.

Ho conosciuto persone formidabili, tanti italiani che avevano scelto di vivere li, ho ascoltato le loro storie le loro delusioni, e le speranze per questa nuova opportunità, in un paese grande ma popolato più da pecore che da uomini, un luogo dove il silenzio è assordante, dove si possono ancora realizzare i sogni.

In Islanda è la natura a farla da padrona: ti mette difronte a spettacoli incontaminati, che ti lasciano imbambolato per ore, a fissare una cascata ad esempio: l’Islanda ne e’ piena e ad un certo punto non ne potevo più!!!

Sono stata bagnata dai gettiti dei geyser, dall’acqua gelida degli iceberg, ho camminato sui ghiacciai, persino su quello più grande d’Europa. (Vatnajokull).

Ho guidato su più piste (strade sterrate, molto sterrate) che sull’asfalto. Sono andata sopra ad un vulcano ATTIVO, e mentre ci stavo sopra, leggevo “ se sentite scosse ripetute anche se piccole SCAPPATE!”. Ma dove? Li quando guidi sei circondato da tutti i lati da lava  solidificata, cosi alta da sovrastare la macchina stessa, perciò dove scappavo? Ma è andata bene….

Siamo andati in barca a vedere le balene nel loro habitat. Siamo arrivati su un’isola sperduta popolata da10 abitanti: essere sopra al Circolo Polare Artico.. Beh, non si può spiegare l’emozione…

Abbiamo guidato per 30km senza vedere una casa, ma solo persone che viaggiavano in bicicletta, a piedi o in autostop.

I viaggiatori dell’Islanda, sono raminghi, che hanno sentito le tue stesse emozioni di fronte allo spettacolo della natura, ascolti le loro storie, dette in mille lingue diverse, mentre tremi dal freddo il 15 Agosto.

Poi tutti in piedi! Fuggi fuggi a prendere la macchina fotografica  perché c’è il tramonto, che è uno spettacolo cosi’ meraviglioso che solo quello vale la fatica del viaggio.

L’Islanda è una terra, un viaggio, che va vissuto e assaporato con tutti i sensi umani, che ti entra da terra, camminando sui sentieri, e poi ti arriva nell’anima.

Insomma l’Islanda è una terra incontaminata, selvaggia, che ti meraviglia ogni istante di più, dove ci sono più esploratori, che vacanzieri, dove l’età media sia degli abitanti che di chi la gira è di 20/30 anni (è vero non abbiamo visto islandesi anziani, mai!!),è  un luogo giovane, fatto per i sogni dei giovani.

Ti rimane negli occhi e ti entra nell’anima. E la domanda sorge spontanea: quando ci ritornerò?

Un saluto che ti entra nell’anima.

Ellisa

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