Giorgia OriMi chiamo Giorgia, ho 22 anni. Il 22 Maggio 2012 io, Giorgia Ori, salgo su un aereo Milano-New York e so chi sono. Voglio che vi sia chiaro.

So a cosa non aspiro. Cosa non mi piace. Cosa non uso fare e cosa non farò mai.
Sono una studentessa di Chimica, che ama viaggiare e tra un esame di fisica e uno di Organica, si diletta a scrivere. Niente più di questo.

Non sogno l’America, non sogno un guardaroba, non sogno di diventare né ricca né famosa. Non fumo né faccio uso di droghe.

Mio padre -chimico- mi mette su quell’aereo perché arriverò a New York, farò uno stage estivo alla University of Massachusetts e ritornerò a casa dopo 3 mesi.
Io salgo su quell’aereo perché l’aria di Parma inizia a sapere di chiuso, e perché sono curiosa di vedere se c’è qualcosa in serbo per me da qualche altra parte nel mondo.

Ah, respiro. Ah, l’America. Ah, il sogno americano. Ah, che vita, che bello!
Feste la sera. Laboratorio di giorno. 3 mesi passano in fretta. Soldi.
Voglio che vi sia chiaro.
Ah, quanto è brava l’America a metterti in mano soldi! Ah, che vita, che bello!
Inizi risparmiandoli. Perché hai una mentalità italiana, dove di soldi se ne vedono pochi. Poi ne arrivano altri. E altri. E poi carte di credito. E poi altre.
Inizi a comprare qualcosina. Un po’ di più. L’ultima. L’ultimissima…
3 mesi passano in fretta. Così come ti passa in fretta la voglia di tornare a casa.
Qui è tutto facile, tutti ridono, tutti felici, SPENSIERATI.

In tutto ciò, decido le seguenti cose
-chimica non fa per me
-voglio girare l’America
-amo l’America
-non tornerò a casa ad Agosto

E cosi accade. Decido di fare un viaggio in autostop da New-York alla California.
Invio tutte le mie valigie in un ostello a San Francisco e parto.  Inizio un viaggio zaino in spalla, completamente sola e completamente senza soldi -tutti, tanti, spesi-.
Il viaggio dura circa 1 mese. E mi svela lati di me che non conoscevo. Lati che puoi scoprire solo quando sei TOTALMENTE distaccato da tutto ciò che è “casa”: da tutto ciò che ti definisce (dai tuoi oggetti, alla tua musica, ai tuoi amici, alla tua lingua).
E’ un’esperienza molto particolare, che però non mi sento di raccomandare: ti perdi in un flusso di identità e cerchi di aggrapparti alla prima che riesci a catturare, di incollarti addosso la prima cosa che trovi. E diventi quello. Per un po’ poi cambi. E diventi qualcos’altro. E poi ancora. E cosa succede se perdi di vista quel poco che eri?
Quel corpo che avevi, sommerso da tutte queste nuove maschere schiaffate addosso?

Va beh… Arrivo a San Francisco.
E mi innamoro. La città degli artisti, degli scrittori, del cibo sano, e della felicità. Come si fa a non innamorarsene? E come si fa a non decidere di essere un’artista rivendicando chissà quale vena nascosta… Allora faccio il comunicato ufficiale.
28 Agosto 2012. Un email per ogni membro della mia sgangherata famiglia. Ciao, mi chiamo ancora Giorgia Ori credo, e ho ancora 20 anni, ma non sono più chimica. Non sono più io. Io adesso sono un’artista di San Francisco. Inizio l’Università di cinema. Ho trovato un lavoro ben pagato (parliamo di migliaia di dollari al mese) come cameriera, vado a vivere in una casa con 12 indiani, e non so quando torno.

Delle loro risposte, dei 12 indiani e del resto, non ho tempo di parlare.
Ma ho cambiato presto casa.
Ho vissuto da “artista”, quale non ero, per un anno.
Sballottata da un negozio all altro, da tutto questo cash palpabile, cash nelle mani. Non so se alcuni di voi mi capiscono. Ma immaginate ogni sera di avere centinaia di euro (sudati) in tasca, sono li, non sono un assegno o soldi futuri, sono li, sono il diavolo e la mala coscienza per una giovane ragazza non pronta ad avercene a che fare! E in una confusione di identità, sola dall altra parte del mondo, i soldi non aiutano.
Mi circondavo di cose, e mi svuotavo di me. Ogni. Singolo. Giorno.
Fino a ritrovarmi un sacco vuoto, piegato stanco e depresso.
Fumavo, di tutto. Erano nate in me ambizioni di fama. La mia mente bramava soldi. Giravo con tacchi e una faccia coperta dal trucco, perché in America non sei mai perfetta abbastanza -se entri nel circolo-. E via dicendo, insomma, sono diventata l’esatto contrario di quello che ero.

E allora la mia famiglia e un briciolo di intelligenza mi hanno aiutato. Tantissimo.
E’ agosto 2013 e decido di partire per un viaggio in Sud America. A fare la volontaria, e aiutare la gente più bisognosa. No. Non diciamoci stronzate. L’unica da aiutare ero io.
Arrivo in Peru.

Avete presente?
Dal Ritz hotel di New York a Cusco (Peru) sono circa 10 ore di aereo (non ricordo). Come fa il mondo a essere così diverso in 10 ore di aereo?
Intendo… Dal “tutto” al “niente”. Ero completamente disorientata. Eppure in TV tutti i giorni vediamo documentari sul terzo mondo… Com’è possibile che faccia così impressione dal vivo?
Il fatto è che qui non puoi cambiare canale, e l odore ti brucia il naso.
A settembre ho iniziato a invertire i concetti di tutto e niente, e dopo un mese in Peru ne ho fatto uno in Brasile, uno in Cile, uno in Argentina, ed in Bolivia. Sono stata volontaria nella foresta amazzonica, ho conosciuto persone splendide ma sopratutto mi sono finalmente distaccata da tutto ciò che di materiale avevo.

Ho 22 anni, ma sono tornata la Giorgia Ori dei 20 , e son tornata a sapere chi sono ma in modo molto più profondo, sono tornata a sapere cosa voglio, cosa non voglio e da dove vengo, ma in modo più sicuro.

Ma sono anche tornata a vivere a San Francisco, perché in questo momento è quello che sento, e sono tornata a studiare cinema. Non più pero con l’obbiettivo della fama, ma con quello di documentare le PERSONE che ho scoperto essere la nostra più grande risorsa.

Non sono tornata a lavorare, perché i soldi mi fanno ancora paura
(ma porto a spasso cani o bambini certe mattine).

E c’è una bandiera sul mio tetto che sventola l’America. Ma oggi so che cos’è l’America, non ne rimango più ammutolita davanti ai suoi soldi, né affascinata. Ne conosco le sue mille facce, ne amo alcune e le rispetto quasi tutte.
So che dà al vento i suoi valori e che io devo cercare di tenermi stretti i miei.
So che in questi 2 anni di viaggi lunghissimi e solitari se sono viva è solo perché qualcosa di simile al Karma esiste e so che la mia famiglia mi ama qualsiasi scelta faccia e non c’è cosa più importante. Non per fare retorica, ma solo a immaginarmi il contrario mi si formano le lacrime negli occhi: sarei sola in un angolo di mondo, abbandonata.

E’ da 57 giorni che son tornata.
Da quando sono tornata dal Sud America la mia vita è cambiata.
Non dico in meglio o in peggio. Dico solo che io sento. Sento i rumori e le emozioni in modo più forte e leale e nudo.
E vivo in modo più forte, leale e nudo.

Un saluto che riesce a cambiare

Giorgia