Simone PaccagnellaMy name is Simone Paccagnella. Sono un giovincello di Torino, ho quasi 25 anni (manca pochissimo) e attualmente mi trovo a Melbourne.

Mi sono laureato in Scienze della Comunicazione e 20 ore dopo aver ricevuto la nomina di Dottore ho preso il mio volo per la mia nuova personale avventura. Il motivo non è propriamente perchè in Italia le cose stanno come stanno, piuttosto perchè io devo seguire il mio istinto, ed esso mi porta inevitabilmente a viaggiare, a scoprire e a comprendere.

In seconda media mio padre mi ha messo su un aereo, da solo, e “inviatomi” in Inghilterra da una signora (ex camionista) per apprendere l’inglese. Seconda media, ovvero 12 anni. Ero spaventato all’aereoporto, ma poi passavo le giornate a camminare da solo giocando a fare l’esploratore in un posto totalmente diverso da ciò che conoscevo e in mezzo a persone di cui non capivo nessuna parola. E penso che già all’epoca la cosa mi riempiva di stimoli rendendo la vita più interessante.

A 16 anni già ero andato diverse volte da solo in Inghilterra. A 17 facevo la mia prima lunga esperienza all’estero, ovvero un mese a Siviglia con altri 6 matti in una casa che teneva al massimo 5 persone. 17Enni super ormonati e instancabili in una città come Siviglia: vi lascio immaginare.

Al termine delle superiori, grazie alle gita di classe e ad alcuni miei viaggietti organizzati completamente da me e i miei amici, potevo già dire di essere stato a Barcellona, Budapest, Praga, Amsterdam, Londra, Monaco, Cracovia e poi Siviglia altre 3-4 volte, sempre per andare a festeggiare La Feria de Sevilla ( controllate su internet se non sapete cos’è! ).

Nel 2010 è arrivato poi il gran momento: vado a fare la stagione a Ibiza. Ecco questa è un’esperienza, che chi la comprende fino in fondo, se la porterà dietro penso per sempre. L’Isola, e chi l’ha davvero vissuta lo sa, è un concentrato energetico impressionante, e ti influenza inevitabilmente. Sono tornato e m isono iscritto a Scienze della Comunicazione, ma ad aprile già ero di nuovo sull’Isla per altri 6 mesi, essendomi tolto tutti gli esami prima di partire. La seconda stagione la vivo più seriamente, con un vero lavoro (pizzaiolo) in un bel posto sul mare. Mi trattengo durante tutta l’estate, per arrivare poi a farmi le Chiusure (ne è valsa la pena).

Si prospetta quindi l’ultimo anno universitario, ma nel mio animo non vi è mai stata traccia di volerlo passare a Torino, quindi mi applico in quello che alla fine è una grossa fetta della mia scelta di fare l’Università, ovvero di utilizzare il progetto Erasmus e vivere per un anno da qualche parte in Europa studiando in inglese.

Ho scelto, e credetemi totalmente a caso, una destinazione che non fosse la solita Spagna, Francia, Germania, Inghilterra e chi più ne ha più ne metta, ma che fosse qualcosa di completamente a me sconosciuto, un qualcosa che mi chiamasse così a istinto e di cui io non sappia nulla. Sono andato a Tartu, in Estonia.
Sinceramente non pensavo che potessi vivere in un altra dimensione tanto intensa quanto è stata quella di Ibiza, ma mi sbagliavo. Vivere un anno, in un paesino sperduto della sperduta Estonia, con 6 mesi di neve perenne, in un dormitorio internazionale con 300 studenti da tutto il mondo… bhè, credetemi, non è possibile ricreare una sfera energetica, culturale e positiva come quella. Dopo un mese mi sono reso conto che stavo letteralmente vivendo in un sogno, e sapendolo, me lo sono goduto. Chiamate uno dei tanti che hanno vissuto questa assurda esperienza, e chiedetegli se non sogna ad occhi aperti about Tartu almeno una volta al giorno.

Più viaggiavo e più mi estraniavo dalla vita normale, dalle cose normali, dagli obbiettivi normali (lavoro, casa, macchina, uscire) e ogni volta che tornavo a casa, nella dimensione domestica priva di stimoli per me, ecco che spesso mi è capitato anche di avere minimi attacchi di ansia o periodi dove proprio non uscivo, non ballavo, non facevo in generale.

L constatazione finale di questo mio accrescimento spirituale ha dato i suoi frutti nell’incredibile esperienza del viaggio di ritorno: Estonia-Italia, uno spagnolo e un italiano, due zaini, una tenda e due pollici; si, abbiamo fatto l’autostop! Avrei bisogno di pagine e pagine per descrivere i fatti, le persone, le sensazioni, le paure, le sorprese di un VERO VIAGGIO. Perchè sei tu, solo tu, e la strada: non esiste il tempo e non esiste lo spazio, la libertà è assoultamente pura.

Tutte le mie esperienze mi hanno forgiato, cambiato, fortificato, maturato, ingigantito, e più di ogni altra mi hanno reso conscio. Essere consapevoli di te stesso, del mondo, dell’energia che tutto fa muovere, che tutto compone……. bhè è una scoperta da cui non puoi più tornare indietro.

A causa dell’Uinversità sono sempre partito e poi tornato, sempre.

Dal momento che la laurea era nelle mie mani mi sono liberato da delle catene pesantissime e importantissime: la laurea simboleggia per me l’inizio di qualcosa di nuovo, una vita nel posto dove voglio vivere, cioè il mondo intero, senza troppi piani e senza troppe preoccupazioni, imparando,inventandosi, accumulando giorno per giorno, scelta dopo scelta, per aggiungere tasselli al mio puzzle, quello il cui disegno rappresenta me, chi sono e dove vado, cosa mi piace e cosa mi emoziona, cosa mi fa rabbia e cosa mi intimorisce.

Ho scelto l’Australia perchè è il posto più lontano e perchè è il momento giusto per viverla, anche grazie alla sua stabilità economica e le sue possibilità lavorative. Ho scelto Melbourne come ho scelto l’Estonia, cioè a naso ( in realtà l’Estonia l’ho scelta perchè da bambino sapevo tutte le bandiere nazionali e quella estone mi piaceva in particolare =) ).

Ormai sono qui da un mese e mezzo, sono totalmente concentrato sul lavoro, che per me significa imparare nuove cose in ambienti che mi possano piacere, cioè il bar, i lcaffe, la musica.

Mi sto letteralmente inventando, non avendo quasi nessuna esperienza in queste cose, ma se si è coscienti e se si ha lo spirito giusto, l’improvvisazione diventa un arte non così complessa. Ah, bisogna anche sapere un minimo di inglese.

Progetto di stare per un po’ qui a Melbourne, la vita è tranquilla e ci sono diverse possibilità di lavorare, imparare e mettere soldi da parte se si fa una vita non “agitata”. Dopo aver appreso gli “skills” che voglio, allora vedremo se sarà tempo della dimensione “viaggio”.

Andate piano, mi raccomando.

Un saluto che forgia lo spirito.

Simone

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