Cecilia MarchettiCome fare in poche righe ad aprirvi il mio mondo, renderlo interessante e possibilmente condurvi direttamente al termine di questo post?

Beh per cominciare posso smettere di pensare e, come sempre, scrivere con la pancia. Mi chiamo Cecilia Marchetti, oggi ho 26 anni e sto scrivendo da una piccola casa di Parigi.

Mi laureo a Milano, svolgo infiniti tirocini in strutture ospedaliere, carceri , scuole, esperienze con svariati artisti importanti.

Si, lavoro con l’arte e il mio desiderio e’ portarla a tutti. La cosa che mi caratterizza di piu’ è quel famoso sguardo sottile che mi permette di fermare in un’immagine le persone con cui mi relaziono. Se siete arrivati fino a questo punto dell’articolo avete capito che sono nata a Milano ma da sempre mi sento vestita di un abito, a volte troppo largo, molte altre troppo stretto.

Cosi’, una sequenza di cause mi portano qui a Parigi per fare ricerca sul mio progetto di tesi. Lontano da casa ci si reinventa, ci si ascolta, per prendersi cura della parte più delicata, quella che non è concessa a tutti vedere.

Passeggiando mi vengono sempre le idee migliori. Lo sanno tutti: molti italiani , sopratutto giovani, stanno emigrando all’estero , fuga di cervelli? Generazione senza futuro? Non mi interessa il perché! Io, questi ragazzi li vado a conoscere e li racconto attraverso un ritratto fotografico e un racconto.

È cosi che, passeggiando per Belleville, mi è venuta l’idea: un blog per raccontare le storie degli italiani che per qualche motivo decidono di rimanere all’estero. Storie vere, cosi’, nasce VoglioRestà che per ora è a Parigi.

Spesso mi chiedo: Cosa ci fa restare? Cosa ci fa tornare? Un amore? Un lavoro? Oppure basta la bellezza della città a far decidere le persone?

Il tutto è molto fluido, senza stress, senza forzature: due persone si incontrano, si scambiano un pezzo di cammino, solo che una ha in mano una macchina fotografica. Quello che mi interessa sono le sensazioni impalpabili, quello che normalmente non si lascia svelare dal modo di una persona di stare al mondo. La fotografia e le parole, da sempre, fanno parte del mio essere artista. Le persone che decidono di partecipare partecipano ad un’opera condivisa tutta da comporre.

VoglioRestà non è giornalismo, non mi interessano molto i dati ma come vengono espressi. Credo negli incontri, in quei famosi due o tre secondi che possono delineare un’armonia unica. Rispetto all’Italia: c’è chi è incazzato, chi è deluso, chi sarebbe partito comunque, chi vuole restare, chi pur di non tornare ricomincerebbe tutto da un’ altra parte, chi sa che prima o poi tornerà, chissà, magari, in pensione, chi progetta e chi vive e basta. Per il futuro VoglioRestà è libero, potrebbe diventare una mostra, un libro, un sito, un appuntamento fisso su un giornale, sicuramente mi seguirà, ovunque andrò…

Riguardo a me, non so cosa farò nella mia vita, ma qui ho imparato a conoscermi, forse, un po’ di più, a capire quali sono le cose importanti e prima o poi potrò dire anche io: VoglioRestà.

Per ora le storie sono sei , tutte immortalate in quell’istante. E ora mi chiedo: Chissa cosa sarebbe successo se ci fossimo incontrati un altro giorno?

Un saluto che VoglioRestà,

Cecilia

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