Luca &  GustavLi riconoscete? Sono Luca e Gustav, protagonisti del celebre documentario “Italy Love it or Leave it”, il quale si interroga su una scelta che ad oggi, coinvolge migliaia di italiani: restare nella madre Patria o emigrare in cerca di un futuro migliore?

Ogni scelta importante, si sa, ha bisogno di tempo: prima di decidere, un “giretto” per lo Stivale schiarisce loro le idee (guardate il video in basso). Sono passati circa due anni dall’uscita del film e alla fine, decidono di restare. Avranno cambiato idea?

Ornitorinko li ha intervistati. Scoprite il loro punto di vista:

Chi è Luca? Chi è Gustav?
Luca Ragazzi: un quarantenne romano che rifugge la noia e la monotonia, che ama viaggiare, diversificare le esperienze e che ha lavorato come critico cinematografico, come giornalista, fotografo e  regista di documentari, ma spera, in futuro,  di poter fare ancora altre esperienze, per buona pace del padre che gli chiedeva sempre “figlio, allora hai deciso cosa vuoi fare da grande?”.
Gustav Hofer: altoatesino in trasferta a Roma, corrispendente dall’Italia per la televisione franco tedesca Arte, spirito libero e inquieto, da anni milita nell’ambiente dei documentaristi. Ha all’attivo 5 documentari di cui tre insieme al suo compagno Luca Ragazzi (fanno coppia fissa da 14 anni).

Qual è stato il motivo principale che vi ha spinto a girare “Italy Love it or Leave it”?
Dopo il successo di “Improvvisamente l’inverno scorso” (menzione della giuria al festival di Berlino e Nastro d’Argento per il miglior documentario – oltre più di 20 premi in festival internazionali n.d.r.) abbiamo capito che se avessimo mai fatto un secondo film insieme, questo avrebbe dovuto nuovamnte affrontare una vicenda che ci stava a cuore e che ci coivolgeva in prima persoma. Quale storia mgliore allora che non l’esodo di massa di tutti i nostri amici e il dover affronare anche noi lo spinoso interrogativo se è più giusto andarsene da questo paese o restare per cercare di cambiarlo “dall’interno?”.

Il vostro documentario fa vedere pro e contro dell’Italia: quale potrebbe essere una soluzione a migliorare le condizioni della qualità della vita nel nostro Paese?
Gli italiani sono campioni mondiali nello sport nazionale, che non è il calcio, come molti pensano, ma il continuo lamentarsi di qualsiasi cosa. Perché finalmente le cose cambino, si dovrebbe cominciare tutti a far seguire a questo esercizio sterile della lamentela, anche un atteggiamento diverso volto a scardinare le nostre abitudini secolari. Una mentalità a tratti mafiosa, una predisposizione al clientelismo e al nepotismo, aimé ci appartengono. Questo risulta evidente non appena si fa un’ esperienza all’estero e ci si accorge che le cose funzionano diversamente.

Qual è (secondo voi) la regione messa in condizioni peggiori e perché?
Contrariamente a quento si pensa, il sud d’Italia si sta rivelando un vero laboratorio, abitato da pesrone coraggiose e moderne capaci per esempio, di eleggere governatori aperamente omosessuali (è successo in Sicilia e Puglia). Non mi sembra che nella progressiva e illuminata Lombardia questo sia successo. Il nord, ricco e avido, negli ultimi anni ha prodotto fenomeni come Berlusconi, la lega nord e comunione e liberazione. E la mafia ormai è ovunque non solo in Sicilia e Calabria ma dove girano i soldi, quindi di nuovo, al nord…

Avete riscontrato situazioni spiacevoli durante le riprese?
No nessuna, se non una certa aggressività ignorante alle manifestazioni pro-Berlusconi, ma era prevedibile. lo stato di abbrutimento al quale ci ha abituati questa politica ventennale ormai è sotto gli occhi del mondo intero.

Avete girato a bordo di una fiat 500 tutto lo Stivale: la scelta è ricaduta sull’auto simbolo del boom economico dell’Italia degli anni 50/60, non avete avuto paura di questa scelta, in quanto la Fiat oggigiorno (come altre aziende italiane) preferiscono la realizzazione della propria manodopera all’estero?
L’idea di girare lo stivale con la 500 (quella vecchia però, mica quella nuova!) nasce dalla volontà di omaggiare un’Italia che non c’è più e che forse si è persa per sempre. Quella dei nostri padri, ancora legata a certi valori. Il film nella sua prima parte, gioca con le icone del made in Italy per dimostrare, appunto, che oggi non sono più rappresentative perché la Fiat la fanno in Polonia, la Bialetti la fanno in Romania, Fellini è morto, Sophia Loren vive in Svizzera etc…

Negli ultimi 10 anni i fondi destinati alla cultura, in Italia, si sono ridotti del 40%, cosa ne pensate in merito?
Che è sintomatico del fatto che siamo stati governati da persone ciniche e poco lungimiranti. In Francia e Germania non è stato tagliato un euro alla cultura ed è assurdo che proprio noi, che da soli abbiamo un patrimonio artistico da fare invidia al resto del mondo, abbiamo dovuto assistere a questo scempio.

Gli italiani stanno scappando, è un fenomeno che prende sempre più piede. Che consiglio dareste a chi decide di partire?
Riteniamo che la scelta di partire sia sacrosanta; oltretutto le esperienze di vita e lavoro all’estero servono a “sprovincializzarci” e a capire come le cose potrebbero/dovrebbero funzionare. Ma sarebbe bello poi pensare anche di tornare a casa, nel luogo dove si hanno le radici, e magari mettere a frutto quanto si è imparato. Purtroppo le statistiche ci dicono il contrario: una volta all’estero i giovani italiani tendono a mettere su famiglia e difficilmente a quel punto tornano indietro.

Che consiglio dareste a chi decide di restare?
A parte quello di farsi un’ecografia al fegato? Quello di cercare di capire quanto ancora c’è di buono nel nostro bistrattato paese e ricordarsi che all’estero non lo troverebbero.

Alla fine del video, decidete di restare in Italia: Luca e Gustav, hanno fatto la scelta giusta?
Ci sembrava gusto, quando abbiamo fatto il film nel 2011, nell’anno dell’anniverario dell’unità d’Italia, cercare di dare un messaggio positivo e in controtendenza. Il film mette in evidenza i problemi e le disfunzioni dell’Italia di oggi ma fa anche vedere 12 persone che in modo diverso, stanno cercando di migliorare le cose. La nostra certezza è intermittente e per esempio, quando abbiamo a che fare con la burocrazia o quando compiliamo il 740, ci chiediamo se in fondo non sarebbe stato meglio anadarsene…

Vi sentite degli “animali strani”? Se si, perché?
Strani direi di si, animali non lo so. In fondo l’essere umano con tutti i suoi difetti e le sue debolezze, è dotato di memoria e ingegno e quando se ne ricorda può produrre risultati notevoli. Se dovessimo decidere di andare a cena  con un amico o con un ornitorinko, sinceramente non avremmo dubbi sulla scelta…

Un saluto che ha deciso di restare,

Luca e Gustav

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