Luca ManciniIl mio nome è Luca Mancini, ho 19 anni e sono di Roma. Da sempre con lo spirito dell’avventura anche grazie ai miei genitori con i quali viaggio tanto da bambino, ma anche grazie ai miei grandissimi amici con i quali faccio il mio più bel viaggio (InterRail) a spasso per l’Europa a 17 anni.

Inizio il liceo e mi riprometto di trascorrere un anno all’estero prima dell’università, progetto allora di completare il quarto liceo in America ma a causa di prezzi troppo alti decido di rimandare l’esperienza.


Arrivato all’ultimo anno di liceo decido di passare un anno “overseas” dopo la maturità, tanto la mia idea è che non c’è assolutamente fretta di laurearsi in Italia e credo che sia molto più costruttivo un anno da solo all’estero piuttosto che tutta una vita spesa studiando. Così la prendo come “gap year” per decidere cosa studiare all’università.

Decido allora che la mia meta sarebbe stata l’Australia e la scelgo perché, leggendo riviste e parlando con gente che c’è stata, pare che sia un posto dove la vita è piuttosto facile, penso sia il posto giusto. La scelgo però, anche per la bellezza della natura piuttosto selvaggia e per la moltitudine di posti da visitare che mi incuriosiscono.

Inizialmente, prendo questa esperienza quasi come un gioco, poi, iniziando a svolgere tutte le pratiche per andare in Downunder (visto, conto in banca, biglietto aereo), quello che penso fosse un gioco inizia piano piano a prendere forma e a diventare sempre più serio. Mi balzano agli occhi tutti i fini di questa esperienza iniziata per istinto e non per voglia di scappare dalla mia nazione e la mia città che amo.

Parto così il 7 agosto lasciando a Roma la mia meravigliosa famiglia che mi sostiene in tutto e i miei amici strettissimi, senza i quali, probabilmente, non avrei mai avuto il coraggio di partire da solo.
Lascio la mia Casa cosciente e fiero di partire da Roma come ragazzo e di tornare un anno dopo come uomo, prendendo in parola la frase di Steinbeck: “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”.

Sbarco a Perth e dopo 2-3 giorni per riprendermi dal fuso orario inizio a vivere questa meravigliosa esperienza.
Decido di iniziare da Perth perché, essendo una cittadina piuttosto piccola penso che è più facile attutire questo brusco cambiamento nella mia vita. La città mi piace molto ma dopo due mesi inizia a starmi stretta (essendo nato a Roma ho bisogno di grandi città) così decido di comprare il biglietto solo andata per Melbourne.

Subito dopo aver comprato il biglietto, sento come una sensazione di libertà, poiché, mi rendo conto che inizio a prendere decisioni completamente da me.

Sto una settimana a Melbourne e la giro in lungo e il largo, contemporaneamente mi attivo per cercare casa (appena trovata) e adesso  anche per cercare un primo lavoro.
Grazie allo studio di un mese e mezzo in un college di Perth, conosco tantissima gente da tutti gli angoli del mondo, ed è proprio in quel college che mi rendo conto dell’avvenimento di diversi cambiamenti.
Imparo quindi a conoscere le diverse culture, a capire i diversi modi di pensare e le diverse angolazioni da cui ognuno di noi vede le cose.

Imparo a sentirmi cittadino del mondo.

Imparo a buttarmi con tutto me stesso su qualsiasi esperienza e in qualsiasi situazione, ed a rompere la barriera della timidezza che fino a qualche mese fa mi circondava.

Vivo con giapponesi, arabi, brasiliani, australiani, coreani e cambio 4 case da quando sono qui: due a Perth due a Melbourne. Grazie a questi diversi cambiamenti, imparo a chiamare “Casa” ogni posto dove mi trovo.

Imparo a sopportare e vedere in un’ottica positiva la lontananza dalla famiglia e dagli amici.
Imparo a prendere coscienza di ciò che sto facendo, e a prendere atto delle mie azioni.
Imparo a non farmi coinvolgere da nessuna routine ed a pensare che ogni istante possa essere buono per cambiare tutto.
Imparo a sentirmi apprezzato e circondato da amici, ma anche a vivere momenti di solitudine.
Sto imparando a sentirmi nomade in un mondo che ci appartiene.
Sto imparando a sentirmi libero.
Sto imparando a sentirmi Uomo.

Dopo questo meraviglioso anno inizierò a studiare in Italia o in Europa (insomma più vicino a casa) mi piacerebbe trascorrere un altro anno all’estero durante l’università per imparare anche una nuova lingua e, una volta laureato, continuare gli studi all’estero. Piuttosto ambizioso come progetto ma come si dice “sognare è gratis” e probabilmente nell’Italia di adesso è una delle ultime cose che c’è rimaste da fare…

Non voglio trattatare della situazione italiana nel mio racconto perché non è la vera e propria causa della mia fuga. Non nascondo che mi preoccupa molto pero’.  Da una parte so che il meglio per me sarebbe scappare, dall’altra mi sento ancora molto legato, almeno alla mia città, e ad essere sincero ancora non so immaginarmi di trascorrere una vita in un’altra nazione. Chissa’ se tornando cambierò idea.
Mi auguro che ognuno di voi possa affrontare un esperienza come la mia!

Un saluto che fa esperienza,

Luca

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