adriano giottiMi chiamo Adriano Giotti, ho 29 anni, sono fiorentino ma vivo a Roma. Sono un esploratore. Ho cambiato tre città, ne cambierò altre. Sono curioso della vita, delle persone, della verità. Di capire cosa emoziona le persone. Cosa siamo scesi a fare sulla terra, se non per vedere, sentire, provare? Siamo animali composti da molecole di emozioni, è questo che ci tiene vivi.

Scrivo da quando sono adolescente, lavoro come regista di videoclip da alcuni anni, vinco anche l’edizione italiana del “Tutto in 48 ore” 2012 e quindi il mio corto viene proiettato al Chinese Theatre a Los Angeles. Faccio parte di quel sottobosco di persone che vanno avanti, non se la tirano né si lamentano e ce la mettono tutta per creare qualcosa di splendidamente emozionante in grado di aprire gli occhi a chi decide cosa sarà cinema e cosa no in questo paese.

Se hai una buona storia in tasca, ti daranno la possibilità di raccontarla. Dicono le persone.

E invece no!

Da due anni cerco finanziamenti per un mio corto. Prende la menzione speciale all’Ncn Lab 2011 organizzato dalla Casa del Cinema nel 2012. Ma non basta. Nessuno finanzia una storia giovane, cattiva, estrema per certi versi, ma terribilmente vera, dove il protagonista decide di far esplodere un distributore di benzina per regalare alla sua ex il più bello spettacolo del mondo. Una storia che parla del vuoto della nostra generazione e che forse, proprio per questo, fa paura.

Così, percorro una via strana, un’avventura che tutti mi sconsigliano. “Sei in Italia” dicono “non funzionerà, sono cose che funzionano solo all’estero”. Ma io, vado per la mia strada, pieno di fiducia, l’unico modo legale per ottenere ciò che si vuole.

http://youtu.be/MOQxv2GtnPU

Boom. Un grande risultato raggiunto nel giro di un mese di campagna crowdfunding

Qual è il segreto? Darsi da fare e credere in quel che si fa!

Sono un sognatore: la magia di poter realizzare assieme un corto del quale tutti possono diventare produttori attraverso piccole donazioni, perchè l’unione fa la forza e questo è uno dei modi più belli di dimostrarlo. Gli utenti del web sanno riconoscere dove sta la qualità, sanno cosa vogliono. E soprattutto cercano qualcosa che li emozioni.

E’ una sfida che tiene attente sia le persone che tifano per noi sia quelle che tifano contro. Tutti vogliono sapere come andrà a finire, se ce la faremo oppure no.

Anche io lo voglio saperlo, ho fiducia! Perchè, forse, il web sta diventando il posto migliore per fare cinema. E certe storie non andranno più perdute “…come lacrime nella pioggia”. Perchè se non la raccontiamo noi, la nostra generazione, noi che la stiamo vivendo sulla nostra stessa pelle, chi la racconterà?

Un saluto “col botto”!

Adriano

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