daniele catalanoInizio a leggere Ornitorinko  perchè vedo spesso gli articoli su un gruppo facebook al quale sono iscritto.

Decido così di raccontare anche io un po’ la mia storia… ed eccola qua:

“21 sono i (relativamente pochi) anni che ho alle spalle, nasco e vivo a Torino per 19 anni con nel sangue le origini calabre e sicule dei miei genitori.

Sono Daniele Catalano, un altro italiano in fuga (si, non cervello, ma italiano).

Lascio la mia splendida città natia circa due anni fa, dopo una storia d’amore finita male, qualche buco nell’acqua con l’università e tanta voglia di cambiamento.

La mia prima tappa è Brighton, UK, che mi accogle con sole e mare. Per le prime due settimane. Poi arriva la pioggia, che non smette fino al mio rientro in Italia (un anno dopo circa).

Scelgo Brighton perchè la visito tempo fa e trovo semplice orientarmi. Inizio a lavorare nei locali come promoter, guardarobiere, aiutobarman, lavorando in contemporanea nelle scuole come playworker, una figura simile all’educatore, e in qualche ristorante. Faccio anche qualche servizio fotografico.
L’Inghilterra mi cambia, mi insegna tanto e vorrei iniziare l’università proprio in UK..

..E invece no!

Lo Stato smette di sovvenzionarla, costa uno sproposito: per il corso che scelgo ci vogliono 9.000 pound all’anno, per un cittadino inglese, e 11.500 per me, straniero.

Non me la sento di fare un prestito d’onore e decido di lasciare, a malincuore, tanti grandi amici e ben tre lavori (con cui però mi pago giusto da vivere).
Torno in Italia dove mi aspetta un lavoro con contratto a tempo determinato, due mesi. Finito il lavoro e presa la paga parto alla volta del Kenya, per fare il volontario. Ahimè, le mie risorse economiche non sono molte, non lo sono mai state. Prima o poi sarebbe arrivato per me il momento di fare un’esperienza del genere… quindi perchè poi e non prima? Lavorare a contatto con bimbi sieropositivi o con disfunzioni motorie, neanche a dirsi, è un bell’impatto.

Tornato dal Kenya, ancora un po’ frastornato dal lungo viaggio, inizio già a preparare le valigie: stavolta si va in Germania! Esatto: decido di trasferirmi in Germania per imparare il tedesco e studiare filosofia nella patria di Hegel, Kant, Fichte e tanti altri grandi.
La mia scelta è un mix bizzarro (ma non troppo): il grande contesto culturale, la mia passione per la cultura tedesca e il tedesco in generale, il costo dell’università e una relazione tedesca – finita prima del mio arrivo in Germania.

Qual è il costo dell’università in Germania? L’università è gratuita nella maggior parte delle regioni! (Länder).
Sono un ragazzo alla pari; trovo la mia famiglia grazie all’utilissimo website “aupair-world” e non potrei stare meglio.

Il vero motivo della mia dipartita? Mi sento soffocare. Impotente, di fronte a tutto quello che sta succedendo nella mia amata patria. Non voglio entrare in un discorso politico ma quando vedo “Girlfriend in a coma”, il documentario di Bill Emmot (l’ex direttore dell’Economist) in Inghilterra, piango. Mi si stringe il cuore solo a pensarci.

http://youtu.be/Er3j3WZOYWY

Sento ancora il calore, la voglia di spaccare il mondo, che molti miei coetanei rimasti perdono, perche’ non sono fiduciosi nell’Italia, a differenza mia. Vado via per tornare. Voglio studiare, vedere, viaggiare e poi fare ritorno, per cercare, nel mio piccolo, di cambiare le cose.

Sono speranzoso, ho ancora fiducia nel mio grande paese: non sono andato via per abbandonarlo, non gli sto voltando le spalle. Tornerò, non appena sarò riuscito a costruirmi delle possibilità per farlo.

Intanto cerco di laurearmi in Germania, poi partirò alla volta della Spagna e della Francia, per aggiungere altre due lingue alle tre già conosciute, e concluderò con un master in PFC  (philosophy for childern) in England.

In bocca al lupo a chi decide di partire senza nessuno e con pochi risparmi: c’è chi ce la fa, non abbiate paura!

Un saluto fiducioso,

Daniele

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