Marika ParisiMi chiamo Marika Parisi e ho 47 anni. Da molto tempo penso di scrivere un libro o qualcosa di simile attraverso il quale possa trasmettere positività, fiducia in se stessi e coraggio. Mi fa quindi piacere riportare a voi lettori di Ornitorinko la mia esperienza.
Nel 1986 quando ho circa 20 anni ,  un lavoro tranquillo e sono anche “messa in regola”, decido di partire per gli Stati Uniti: pianifico il viaggio da circa un anno, facendo anche la baby sitter di notte per mettere da parto piu’ denaro possibile.

Compro anche tre guide turistiche per cercare di essere preparata sulle cose piu’ interessanti da vedere, ma soprattutto per essere sicura di non sbagliare e non trovarmi in pericolo. Partire da sola per ben sei mesi senza internet, cellulare, portatile, nulla di nulla non e’ affatto semplice! Immaginatevi per un attimo di catapultarvi nel passato e quindi di non avere nulla di tutto ciò. Sareste abbastanza coraggiosi da partire oggi?

Inoltre, all’epoca, non conosco quasi nulla di inglese, ma solo il francese. Ricordo bene che e’ la prima volta in aereo e le 19 ore mi stancano non poco! Anche l’arrivo all’aeroporto di New York e’ scioccante..

Inizio a visitare New York forte della prenotazione di più alberghi spostandomi nella città con la valigia in mano, così da poter vedere bene tutti i quartieri.. da qui il principio di una grande e bellissima avventura che mi porto dentro per tutta la vita. Fin dai primi giorni mi accorgo di quanto razzismo c’e’ da quelle parti: i bianchi con i bianchi e i neri con i neri divisi nei loro quartieri..  Certo parliamo di circa 25 anni fa non so adesso, ma a me la scuola insegna che siamo tutti quanti uguali.  

Sei mesi negli Stati Uniti da sola ti fanno crescere, ti rendono indipendente, ti fortificano. Vedo 72 posti diversi tra città e paesini attorno. Rido da sola, accumulo circa 800 diapositive, piango, mi impaurisco, vengo derubata di un biglietto aereo, vedo un lupo di notte, imparo che a Las Vegas se non fai vedere i soldi il taxi non si ferma nemmeno!

Mi fermo in tante città e  apprezzo una natura meravigliosa, telefono con il telefono a gettoni o con quello che trovo in albergo. In sei mesi conosco solo una persona. Oggi, a distanza di anni, non vorrei che i miei figli facessero questo viaggio! Se volessero fare un’esperienza del genere consiglierei un’altra meta e poi, sinceramente, con la comodità di Skype, internet insomma tutto il comfort digitale, non so fino a che punto potrebbe essere lo stesso.

Avrei tanto da raccontare ma il tempo e lo spazio è sempre troppo poco.

Negli anni successivi torno negli Stati Uniti,  sogno da sempre di rimanerci ma non ci riesco mai. Oggi devo dire che girando e vedendo un po’ tutta l’Europa, decido di trasferirmi con i miei figli in Inghilterra, anche qui sola, ma felice. Sto finalmente studiando la lingua, sto finendo l’università e sono sicura che sto offrendo un futuro migliore ai miei figli.

Programmi per il futuro? Il Canada!

Un saluto a gettoni,

Marika

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