Sin da piccoli ci chiedono quale animale vogliamo essere o quello che più pensiamo possa rappresentarci. Amo da sempre il lupo. Da piccolo leggo Lupo Solitario, uno dei libri game più famosi di sempre..

Da bambino, sono  anche un lupetto (lupo grigio). Il lupo mi piace. Forte, deciso, signorile, solitario (come nel libro game) ma anche socievole come nel branco (nei boyscout) e questa dualità mi è sempre “calzata a pennello”.

Dopo i lupetti, sono passato agli Esploratori e sono prima un Falco e poi una Pantera. Altri due bellissimi animali. E ora sono una sardina! Una Sardina? Da un lupo sono passato ad una sardina..

Sardina perhè mi sento chiuso in una scatola? Perchè ho un cattivo odore? Perchè sono magro oppure perchè sono “scivoloso”? Sono tutte domande che mi pongo quando il mio professore di Capoeria a Sao Paulo mi da’ questo soprannome (apelido in portoghese). E invece mi nomina cosi’ dicendomi : “perchè le sardine vanno in giro per il mondo e tu viaggi sempre”. Riesco a dire solo Nossa!, che in portoghese in questo caso lo puoi tradurre con un Wow..

Ma come ci arrivo in un quartiere agli estremi di Sao Paulo a fare capoeira dove sono l’unico bianco nell’arco di  5 km e alle 22 devo prendere un autobus perchè, con il buio, per me diventava troppo pericoloso?

Mi chiamo Daniele Montemale, ho 30 anni, di Roma, sono un social media manager  e dal lontano (ormai) 2006, anno del mio Erasmus a Copenhagen, non vivo più in Italia. Dopo quattro anni sempre in viaggio,  da due anni e mezzo vivo a Berlino, città che ritengo tra le più belle e vivibili al mondo; qui, ho creato il mio quartier generale da dove continuo i miei viaggi che sono spesso connessi con la Capoeira dato che il mio gruppo Abada Capoeira è il più grande al mondo con più di 40 mila iscritti e presente in oltre 30 paesi nel mondo.

Il viaggio è la mia ragione di essere. Amo scoprire e scoprirmi. Grazie al mio lavoro totalmente basato sul web, mi basta una connessione internet ed un computer (meglio se il mio laptop ma non è necessario) e posso lavorare. Ho fatto così da Matchu Pitchu ai ghiacciai della Patagonia, dalle montagne del Colorado all’Amazzonia brasiliana, dal Mozambico alle spiagge semi deserte del Sud Africa.  In Brasile mi sono “fermato” per sei mesi, dove scopro la capoeira, che, insieme alla bicicletta, è la mia passione, filosofia, rimedio naturale per il benessere della mente e anche del corpo, specie dopo le mega feste per la quale cui Berlino è famosa.

Viaggio per il gusto di viaggiare ma da qualche anno capisco che si può viaggiare anche con un obiettivo. E può essere ancora più interessante. Incontrare persone sparse per il globo che adorano le tue stesse passioni come la bici o la Capoeira, è un modo per interconnettersi e conoscere un popolo più immersivo. Almeno questo è quello che mi capita fino ad oggi.
Se viaggio e mi alleno in una citta’ che non conosco, non ho bisogno di nulla se non della  mia mente e del mio corpo e se ho spazio nel mio zaino (mai viaggiato con un trolley)  un’Abada (il nome del pantalone di capoeira), una maglietta e la mia corda che simboleggia la mia gradazione. Grazie alla Capoeira viaggio e incontro altri capoeiristi in Italia, Portogallo, Ungheria, Mozambico e Sud Africa e presto in Belgio.

Concludendo, abbiamo tutti delle passioni e vi invito a portarle avanti anche nei vostri viaggi. Avrete senz’altro delle esperienze da ricordare e accrescerete la vostra passione magari in un’ottica nuova e ancor migliore.

Un lupo non sarebbe mai riuscito a fare quello che la Sardinha (così in portoghese) è riuscita a fare, conoscere e vedere.

Un saluto a ritmo di capoeira,

Daniele

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