Cari italiani in fuga, avete un debole per la Francia? Il vostro sogno e’ sempre stato quello di vivere a Parigi?

..Incredibili romantici, per voi ho una gran bella news! Conosco qualcuno che potrebbe fare al caso vostro e che a Ornitorinko si racconta cosi’:

Mi chiamo Elena Italiani (nella foto). DNA perugino, vivo in provincia di Roma fino ai 24 anni e poi mi trasferisco a Parigi: amo definirmi un’« umbro-romana-parigina ». Ho 34 anni, sposata con un italiano che attiro a Parigi cinque anni fa con l’inganno (no dai scherzo !), e il mio hobby preferito è quello di sfruttare questa citta’ per i miliardi di cose che si possono fare : il cinema, gli ateliers di danza gratuiti, i concertini ovunque, le mostre e tanto altro..

A causa dell’anarchia che regna alla  “Sapienza” all’epoca (non so se ora le cose siano migliorate), non riesco a partire per l’Erasmus, come desidero : Parigi e’ nell’anima da quando sono bambina, ma non chiedetermi di darvi una spiegazione razionale perché non esiste!
Quindi, quando è arriva la riforma della Laurea triennale, colgo la palla al balzo: mi laureo e parto per continuare gli studi a Parigi! L’idea e’ quella di restare un anno per poi tornare in Italia e prendere la specialistica, ma poi, una cosa tira l’altra..  alla fine non sono mai piu’ tornata in Italia !

Di questa citta’ amo le possibilità che offre a livello culturale, ma soprattutto adoro il fatto di avere dei doveri ma anche e soprattutto dei diritti: qui posso fare cose che in Italia ci sognamo proprio! Fare un bilancio personale e professionale, prendere un’altra laurea percependo uno stipendio, cambiare lavoro regolarmente (con contratti regolari e stipendi decenti) per soddisfare la mia voglia di novità che mi caratterizza, intraprendere una carriera freelance seguita passo dopo passo da consulenti e organizzazioni specializzate : il tutto chiaramente grazie « solo » alle tasse che si pagano regolarmente ogni anno e senza sborsare un euro di più..
Cosa odio? Il tempo (i giorni di caldo e sole sono veramente aleatori e contati durante l’anno) e i parigini (che se presi in generale sono aggressivi e antipatici, ma singolarmente, per fortuna, sono adorabili!).

Dell’Italia rimpiango quello che odio di Parigi: il caldo e il sole (rivivere per esempio una vera primavera e una vera estate, anche se ultimamente stiamo un po’ tutti sulla stessa barca, eheheh), il calore umano e la gente sorridente. Pensa che un anno qui hanno dovuto mettere delle scritte sui marciapiedi con scritto : « Alza la testa e sorridi ! ».

Mi sento un animale strano perché sono venuta a studiare una lingua straniera in un Paese straniero (doppia sfida!), ho cambiato lavoro praticamente ogni sei mesi/un anno per 10 anni perché mi annoio subito e non riesco a fare progetti per più di due/tre mesi perché mi piace vivere il presente…

Mi sono capitati tanti aneddoti qui.. Quello piu’ simpatico mi e’ successo tanti anni fa ero con un mio amico francese e ricordo che proprio non mi veniva il verbo «invidiare»: non sapevo neanche che esistesse (in francese si dice “envier, je t’envie”). Presa da un raptus di parafrasi nel bisogno di farmi capire gli dico “Oh là là ! J’ai vraiment envie de toi !”…sono convinta di avergli detto “Ho invidia di te”, invece tradotto vuol dire: “Ho veramente voglia di te”!! Lascio immaginare la reazione del mio amico e il colore della sua faccia dopo questa mia confessione! 😛

Per ambientarmi ci ho messo un po’.. dunque, i primi tre mesi sono a dir poco infernali : non  riesco a  comunicare, sono sola, ai corsi non capisco assolutamente nulla. Al quarto mese il déclic : il mio cervello capisce che deve ambientarsi per sopravvivere e da li’ piano piano tutto migliora. Dopo 6 mesi sto già bene e in 1 anno sono al top.

Oggi non mi sogno nemmeno di tornare in Italia: assolutamente NO. Quando ci si abitua a vivere bene, ad avere diritti e possibilità, e’ troppo duro tornare indietro, soprattutto vista la situazione attuale nel nostro paese.

Per quanto riguarda il mio carattere e la mia personalità, gli amici si sono sempre rivolti a me per risolvere qualsiasi problema amministrativo, trovare le migliori soluzioni o, semplicemente, per avere idee nuove e originali per vivere al meglio Parigi. Nel 2008 ho quindi creato un blog: Italiani Pocket, come sopravvivere a Parigi. Piano piano nella mia testolina si è fatta spazio l’idea di poter fare di questa mia attitudine naturale (il fatto di aiutare gli altri e di trovare soluzioni), il mio vero lavoro. Dopo un anno di duro lavoro, grazie al sostegno di marito, amici, famiglia e anche dello Stato francese (che segue e incoraggia questo tipo di azioni), a giugno 2013 è nata «Paris pocket – facilitateur de vie» !
la mia agenzia che risolve i problemi di chi intende trasferirsi qui!

Un saluto pocket!

Elena

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