Avete mai pensato di andare all’estero per per studio? In molti, negli ultimi anni lo fanno, traendo vantaggio dai piu’ svariati programmi di scambio messi a disposizione dalle universita’. Sono tanti che partono, che vivono in un luogo e si trovano bene a tal punto di decidere di trasferirsi del tutto.

E’ la storia di Davide Di Finizio, trent’anni, “animale strano” che dalla capitale iberica si racconta cosi’:

Sono madrileño da cinque anni, crotonese nel cuore, nell’anima e nelle imprecazioni da trenta. E’ da tempo che ripeto tra me e me: “Difiní e scriviamolo un pezzo sulla Spagna!!!” Ed ecco che scrivo..

Sono nato e cresciuto nella “ridente” terra che da i natali ad “animali strani” come Rino Gaetano, citta’ ispiratrice di Pitagora nel suo insegnamento: sto parlando di Calabria, Crotone. Nella mia famiglia o semplicemente nella mia testa si sente dalla nascita la consapevolezza di dover andar via una volta raggiunto il diploma.. Infatti, mi trasferisco a Napoli per iniziare ad inseguire una laurea (in ingegneria navale) ancora oggi “in procinto di”.

L’occasione dell’Erasmus non si puo’ certo lasciar scappare: Napoli é sempre stata la mia nemesi, e’ la mia maestra di vita, mi insegna a lottare, a soffrire, a ridere e a misurarmi con il mondo ma non fa proprio per me..

Si parte per Madrid con l’obiettivo di voler creare qualcosa e non di vivere solo un’avventura “ubriacante”. Dodici mesi li e mi ritrovo a firmare la rinuncia agli studi alla Federico II, formalizzando il passaggio alla Politécnica di Madrid.
A cinque anni di distanza sono un quasi laureato, professore d’italiano (non ditelo al mio capo che ho il diploma nautico) e barman.

A Madrid ho scoperto che posso vivere anche senza il mare, senza la pizza e i friarielli napoletani, senza il pane di grano e le soppressate crotonesi. Qui ho i parchi, le tapas con la birretta a un euro e cinquanta, il lungofiume e il “non ci sono ancora stato ma tanto vivo qui”.

Madrid é una cittá bella da vivere, i trasporti pubblici funzionano perfettamente, il clima aiuta a stare in strada e scoprire sempre nuove vedute e nuovi scorci. La cosa fantastica é che qui si vive il quartiere ed il quartiere lo scegli in funzione di quello che sei. Ogni zona ha la sua storia ed i suoi personaggi caratteristici: perderei delle ore a stare seduto al tavolino di un qualsivoglia bar di Malasaña ad osservare le emozioni della gente. Qui le persone ridono!!!

Gli spagnoli chiamano i madrilegni “Gatos” e si dice che di Gatos puri non ce ne siano piú. Tutti con padre del nord e madre del paesino, nonni asturiani e cugini andalusi. Una miscela di accenti ed inflessioni dialettali divertente che a tratti stanca un po’. Ancora oggi non capisco come facciano ad essere tanto produttivi quanto sciolti e rilassati. Mi piace vedere che finito l’orario di lavoro quasi non esista piú il ruolo capo-dipendente ma che tutto si mischi con birra e tapas. Ovviamente bisogna stare attenti e capire con chi si ha a che fare, questa regola non scritta del tutearse (darsi de tu) a volte gioca brutti scherzi e dopo sei costretto a recuperare il tono formale. Diciamo che sono dei giocherelloni, con voglia di fare e produrre ma che avrebbero bisogno di una strigliata ogni tanto.

Parlando un po’ di politica, posso dire che, appena arrivato (nel 2008), c’e’ ancora il governo Zapatero (centrosinistra) che sembra la versione spagnola di Bassolino paragonandola alla Campania: all’inizio tutte rose e fiori e poi escon fuori le magagne e le lamentele da parte dei cittadini. Con il governo Rajoy (centrodestra) arriva anche la crisi e il treno in corsa Spagna si ferma di colpo: molte piccole imprese chiudono i battenti ma la colpa é soprattutto del boom economico precedente rispeto alla crisi che della crisi in se. Aprire un’attivitá senza un buisness plan dettagliato é un rischio che molti, direi troppi, spagnoli non calcolano. La percezione attuale dei cittadini é che questo governo non faccia nulla per il popolo difendendo solo i propri interessi e quelli dei poteri forti. Questa storia mi suona alquanto ridondante, cari miei compaesani grillini, bersaniani, berlusconiani e chi piú ne ha piú ne Letta!!!

A proposito di Italia, del mio paese, mi mancano i prodotti tipici delle terre vissute, gli amici veri sparsi per lo stivale. Mi rattrista sapere che sono lontano dai genitori, da mio fratello e sapere che sará difficilissimo ricongiungersi anche se loro continuano ad essere la mia costante ovunque vada.

Per quanto riguarda i costi,  Madrid, non é affatto cara: una stanza singola (in un appartamento condiviso) si trova a trecentocinquanta euro (in buone condizioni), per un monolocale discreto cinquecento euro e con seicentocinquanta ci stai di lusso! Il vivere quotidiano é molto economico e la tecnica delle tapas e del menú diario dei ristorantini ti permette di pranzare fuori (dovendo sbottonare la famosa patta) anche con nove euro. Gli stipendi sono molto flessibili, finora non ho conosciuto nessun lavoratore dipendente che prendesse meno di mille euro al mese. Certo é che anche da queste parti si sente profumo di lavoro nero e busta paga al minimo.. In fondo non é mica l’America!

Se pensate di trasferirvi per un breve periodo, posso consigliarvi che arrivare come erasmus é molto comodo e trovare casa tramite web e’ molto semplice. Il gruppo Erasmus ti da supporto con tutte le procedure burocratiche. Se invece pensate di trasferirvi in Spagna per un periodo superiore ad un anno, dovete richiedere il Nie (número de identificación para extranjeros) presso la questura e successivamente iscrivervi all’ A.I.R.E. (anagrafe italiana residenti all’estero).

Ripeto: sono ormai qui da cinque anni e non so quanti altri ne passeranno.. Quando le persone mi chiedono dei progetti futuri rispondo sempre la stessa cosa “Non so dove finiró, ma in Italia é difficile che torni e qui ci resterei volentieri”. Rino Gaetano cantava “in Italia si sta bene, in Italia si sta male” ma resta pur sempre solo un punto di vista..

Un sal.. E invece no!

Hasta luego señores.

Davide

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