Quattordici febbraio, festa degli innamorati.. Un vecchio proverbio dice: l’amore non e’ bello se non e’ litigarello.. In vita mia, a volte, ho assistito a delle liti che sembravano delle vere lotte, degne del film “La guerra dei Roses”..

..Quale giorno migliore per assistere ad una di queste se non oggi?! ..No, non sto parlando di liti tra due persone che si amano, ma di un vero incontro di boxe thailandese..

A Chiang Mai, la boxe, e’ una tradizione secolare. Questo sport non mi ha mai ammaliato a dire il vero: a dirla tutta penso che in questo genere di sport, anche se sei un fenomeno alla Mike Tyson, i colpi in faccia li prendi comunque.. Alla violenza preferisco l’arte, ma a guardare  questo mondo da vicino, in un determinato contesto, mi sento di dire che anche questa e’ arte..

La voglia di assistere all’incontro di stasera e’ pari allo zero. A muovere il mio culo per vivere questa esperienza insolita e’ l’insistenza di Elise, mia amica olandese, nonche’ mia ospite e compagna di viaggio di questi giorni..

Ci rechiamo all’International Stadium, nel cuore della citta’, dove gli incontri sono molto frequenti, praticamente quasi tutti i giorni..

Paghiamo i biglietti i 350 bath a testa anziche’ 400 (circa 10 euro) per una magia di Billy, il proprietario dell’agenzia viaggi che incontriamo per strada. Poco lontano, la location dove si tengono i match: all’entrata due donne e mezzo (l’altra penso che sia un ladyboy) ci offrono una bevanda tipica, una specie di sangria, un misto di whisky locale e frutta dall’aspetto molto poco invitante. E’ calda, odora di rancido, il gusto ve lo lascio immaginare.. Roba che non trovi nemmeno nei peggiori bar di Caracas..

Ci sediamo, una ragazza del posto ci porta un menu e in pratica ci costringe a comprare da bere. Scegliamo di prendere una Redbull, il gusto e’ molto simile a quello che si trova in  Europa ma il packaging e’ totalmente diverso: la bevanda e’ contenuta in una bottiglietta tipo sciroppo per la tosse, il logo invariato, le scritte in thailandese ovviamente.. Anche il gusto e’ diverso dato che praticamente non e’ per nulla gassata.

Un tipo con una specie di piffero, dal centro del ring, da’ inizio ai combattimenti. Ho come la sensazione di essere in uno dei film di Van Damme.. I lottatori sulle note di quello strumento, svolgono i propri rituali, un misto tra danza e preghiera (come nella foto sopra)..

Il menu prevede 4 incontri farciti da una “special fight”. Ora sono davvero affamato.. ..Pardon, curioso.. Il primo incontro e’ ok: un ballo tra calci e pugni, la sfida avincente, il pubblico e’ il contorno di un piatto che potrei paragonare al pad thai: dolce, agro, piccante, colorato. In una parola, da assaggiare..

Subito dopo sono due donne a sfidarsi: non vorrei mai essere nei panni dei loro fidanzati.. E poco dopo il terzo mach: un incontro lampo.. Uno dei due boxer si atteggia sotto le luci pavoneggiandosi come  un armadillo in calore: tatuaggi ovunque, costumino dorato e superaderente, capello ingellato alla John Travolta in Grease. Mi sa che anche lui ha la febbre del sabato ma e’ soltanto giovedi’ e va al tappeto al primo calcio. Non sono ancora passati due minuti.. Un figurone..

Lo spettacolo continua, finalmente lo special match.. Sono in quattro a salire sul ring. Prima di iniziare l’incontro vengono bendati dall’arbitro e ne succedono di tutti i colori.. Uno dei pugili bendati, inconsciamente (forse) inizia a colpire a ripetizione l’arbitro che poco dopo si vendica tirandogli un calcio (guarda il video in basso).

Sembra tanto un incontro costruito a tavolino per far divertire il pubblico e se in effetti e’ cosi’, il gioco riesce davvero bene.

La boxe thailandese con le sue regole senza regole, le sue gomitate, le ginocchiate nei fianchi, le sue luci, i suoi odori, i suoi sapori.. Le sue scommesse (forse truccate), il suo palcoscenico alla “street fighters”: schiamazzi, risate, urla, rendono magico uno scenario a cui non avrei mai pensato di assistere..

Thai boxe, I love you.

Un saluto da Chiang Mai.

Ornitorinko

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