Inverno. Un caldo umido mi da il benvenuto in una terra affascinante. Scritte incomprensibili in un alfabeto strano che colorano le insegne sulle strade. A Chiang Mai la stagione fredda non arriva mai. Sembra uno slogan anni 80 di un’agenzia viaggi.. Rime a parte posso garantire che e’ davvero cosi’..

Rowan Beraza (nella foto) ha 30 anni ed ha deciso di abitare qui. Nativa dell’Alaska ha pensato di vivere in Thailandia perche’  il clima e’ piacevole e la citta’ e’ davvero interessante. Come molti stranieri che popolano questa citta’, anche lei insegna inglese alla gente locale. L’ultima volta che ci siamo visti eravamo dei teenagers. E’ strano rincontrarsi dopo 10 anni in un continente che non appartiene a nessuno di noi due..

Stranezze della vita a parte, iniziamo ad affrontare un discorso sulle differenze e qualita’ di vita nel mondo. Usa, Santo Domingo, Italia, adesso Chiang Mai: Rowan ha vissuto in tutti questi posti e sembra soddisfatta della sua ultima scelta dato che ormai ci vive da circa due anni.

..Prendo fiato. Giro la ruota. Compro una vocale: la A di Alaska!

Ok ..Lo ammetto.. L’inizio di questo post puo’ sembrare un po’ confuso, a tratti da’ l’impressine di essere il giro del mondo in 80 parole.. Sorseggiando un infuso allo zenzero decidiamo di guardare un film di cui ho sentito parlare tempo fa. L’idea piace a entrambi perche’ la storia parla di un viaggiatore, un ragazzo come noi, uno un po’ fuori dagli schemi che decide di intraprendere un percorso  Into the wild” (titolo – qui il trailer),  verso la selvaggia Alaska.

Molti di voi ne avranno gia’ sentito parlare, la pellicola e’ di qualche anno fa e la vicenda e’ ispirata ad una storia vera. Christopher McCandless (foto in basso) e’ uno statunitense poco piu’ che ventenne, ha appena teminato gli studi e di fronte gli si prospetta un avvenire brillante. Decide di mollare tutto per inseguire il suo sogno in cima ai ghiacciai. Il racconto e’ intrigante e piacevole, la colonna sonora di Eddie Vedder (chitarrisa dei Pearl Jam) fa da cornice a ad una natura stupenda che percorre varie parti degli States. Nel film il personaggio e’ descritto come una sorta di rivoluzionario che ha un rigetto verso l’ipocrisia della societa’ che lo circonda ma soprattutto nei confronti  della sua famiglia.

E’ proprio questo il motivo che lo spinge a ricominciare da zero: donati tutti i risparmi in beneficienza, zaino in spalla dopo aver bruciato gli ultimi contanti decide di partire. Sul suo cammino un sacco di circostanze, persone, avventure che si intrecciano, relazioni complicate tra persone che il giovane aiuta a risolvere. Christofer  (alias Alexander Supertramp) e’ ben voluto dalla gente e chi lo incontra cerca spesso di convincerlo a restare con se. Al contrario, la determinazione del ragazzo e la sua ossessione per il viaggio verso quella terra stupenda e gelida ha la meglio su ogni circostanza.

Christopher cerca di farcela da solo, cercando di cibarsi di cio’ che la natura offre. Stremato e indebolito dall’impresa, muore a soli 24 anni, solitario nel suo bus-rifugio (posto divenuto una sorta di santuario di viaggiatori e curiosi).

La pellicola e’ toccante, e’ una finestra aperta di riflessione sull’amicizia (quella vera), sulla convivenza col prossimo, sul viaggio, inteso come scoperta, sulla ricerca esasperata della felicita’..

Mi confronto con Rowan e le chiedo le sue impressioni su quanto appena visto. Lei mi spiega che questa storia e’ molto celebre dalle sue parti. Aggiunge che ai tempi delle sue scuole primarie il libro era scelto come lettura obbligatoria perche’ la vicenda era documentata per filo e per segno da un diario di viaggio tenuto dal giovane: gioie, dolori, impressioni, suggerimenti, momenti e scoperte di vita..

Mi spiega inoltre che sono molto frequenti le storie di avventurieri che muoiono ogni anno in Alaska tentando in imprese simili. A volte, la storia si ripete..

Rowan continua dicendo che il personaggio descritto nel film e’ un po’ diverso da come descritto negli articoli risalenti all’epoca dell’accaduto. Il ragazzo in realta’ era molto piu’ arrogante di quanto dipinto nel movie. Spavalderia pagata a caro prezzo da chi, cosi’ giovane pretende di sapere cosi’ tanto dalla vita..

Forse solo curiosita’. Forse solo voglia di scoprire con i propri mezzi come funzionano le cose.. Uomo coraggioso, una sorta di San Francesco moderno o soltanto un ragazzino incosciente e viziato?

..E voi cosa ne pensate?

..Beh, se ancora non lo avete fatto, vi consiglio davvero di guardare questo film..

Intanto vi saluto da Chiang Mai lasciandovi sulle note di “Guaranteed”, un pezzo molto bello (secondo me)  accompagnato da qualche spezzone di “Into the wild”.

Un saluto dall’inverno che non c’e’!

Ornitorinko

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