Melbourne, 20 Gennaio, mi accompagnano afa e Mac. Ventilatore puntato in faccia, altezza piedi: sono le 3 di pomeriggio e sono sveglio da poco. Serata impegnativa ieri: un topo ha invaso casa e l’atmosfera non e’ certo da cartonanimato di Walt Dysney..

Mi sveglio tra i frastuoni di casse soffocate. E’ il mio coinquilino che ha pensato bene di ascoltare un po’ di musica: viaggio sulla locomotiva di Guccini, mi sento come in uno stadio, alla partita della nazionale ascoltando quella dopo (l’inno di Mameli) e mi schianto bruscamente su una versione remix di Faccetta nera. Mi alzo e la situazione ha del surreale.

Gli busso alla porta e (so che non sono cazzi miei, ma sono curioso) gli chiedo: Salvatore, conosci l’autore di questa canzone? Un po’ infastidito mi risponde che conosce la storia dell’Italia in Africa e che quelle canzoni gli ricordano l’infanzia coi suoi nonni.

Resto sbalordito.. Di sicuro le sue idee sono un po’ confuse, ma magari ha solo nostalgia di casa: Salvatore ha 30 anni, da due non vede la sua famiglia e ora progetta una nuova meta (la Nuova Zelanda).

Non rispondo. Mi metto nei panni di chi ha coraggio e paura allo stesso tempo. Rifletto sul fatto che la generazione dalla quale provengo si senta un po’ smarrita. Del resto,
dire che il nostro popolo abbia la memoria corta, e’ gia’ una frase fatta.

Mi vesto. Il mio stomaco inizia a prendere le sembianze di un mostro senza occhi e con una bocca che ha la forma di una pianta carnivora. Capisco che devo uscire di casa perche’ nel frigo, di mio, non c’e’ nulla: sono a Melbourne di passaggio e a breve lascero’ una citta’ fantastica che per adesso, non sento mia.

Esco dal retro. E’ Domenica. L’ingresso principale e’ chiuso perche’ il posto dove alloggio, di mattina e’ un Bar. Almeno 5 lucchetti decorano un super catenaccio che sembra di stare a Ponte Vecchio in un romanzo di Moccia! Niente storie d’amore pero’, anzi! Alcune leggende metropolitane infestano casa: si dice che il propietario abbia sbattuto fuori il tipo che occupava la stanza prima di me perche’ fosse un tossico di “ice” (una droga molto dannosa in voga in Australia negli ultimi anni).

Svelato il mistero dei lucchetti, non voglio immaginare la storia degli altri quattro…

Tiro fuori la chiave. A noi due lucchetto! indovino al primo colpo e mi sento come il fortunato vincitore di un gioco a premi degli anni 90, un po’ come quelli che inconsapevolmente seguivo da bambino. Piccole dosi indigeste sulle reti del Caimano.

Ho fame. Ci sono 36 gradi al sole e freddo gelido all’ombra: affanculo a chi mi dice che una felpa non serva! I negozi sono chiusi. Passo dal Queen Victoria Market (a due passi da dove alloggio) e divoro avidamente un mango, un frutto che  ha il sapore d’Australia (secondo me).

Ancora non sono sazio. Vado verso la citta’ in cerca di qualcosa di piu’ sostanzioso. Un 7eleven e’ aperto e mi fa gola come acqua nel deserto: entro a comprare qualcosa che mi riempia.

Ricevo il benvenuto dal tipo del 7eleven accompagnato da  un “G’day mate” con forte accento indiano (Che strano.. Eh??!).

Percepisco il 7eleven come un salvavita dei nottambuli. Un’osteria calorosa per viaggiatori in una nottata di pioggia. Un’oasi artificiale, dove, un caffe’ superchimico (e che non sa di caffe’) ti costa soltanto un dollaro. Una La Mecca per backpakers. Un riparo videosorvegliato per chi e’ in cerca di un bancomat.  Una fabbrica del cioccolato in stile Willy Wonca, dove, perdersi nel reparto dolci  e’ di sicuro un must. Un posto dove, si fiuta l’offerta migliore alla schifezza peggiore.

Insomma, una catena di negozi che racchiude dietro di se un lavoro da Umpa Lumpa: storie strane, storie della notte, storie quasi al limite. Ma e’ veramente questo l’angolo della salvezza? Quanta bonta’ c’e’ nei pasti dei convenience store?  E’ cosi’ genuino il tramezzino della speranza?

Il mio stomaco non ha spazio per le domande. Mi arrendo deliziandomi con una “gustosissima’ meat pie da 4.50 dollari (preconfezionata e riscaldata al microonde).  Che pranzo ghiotto! Tutta roba naturale insomma, rigorosamente made in Australia (che dopo averla trangugiata mi fa riflettere e mi soddisfa a meta’).

Dopo questa esperienza a tratti mistica, sto quasi per raggiungere il nirvana, quando, mi metto le cuffie: il mio iPod parte mi fa ascoltare questa:

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=xuAQ6E8rl50&w=420&h=315]

Da Melbourne, G’day a tutti e… un saluto  alla”meat pie”!

Ornitorinko

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