Dome Aiello Se ne sta lontana.. Lontana da tutto e tutti, al riparo, con i suoi colori, le sue idee di vita, lontana dagli stress e dai rumori delle metropoli. Ha sguardi azzurri e contrasti che lasciano sbalorditi..Ha la capacita’ di essere calda quando vuole e diventare a un tratto fredda.. Si chiama Tasmania ed e’ una bella avventura che voglio raccontare..

E’ il 18 Dicembre 2012 quando atterro a Hobart, di sera, insieme a me il mio backpack e tanta voglia di scoprire questa terra..

I voli da Melbourne sono un affare! Per arrivare sull’isola spendo poco meno di 50 dollari, compagnia low cost.. Naturalmente..

Sulla via che mi porta all’ostello incontro una coppia di francesi, Pascal e Nadia, anche loro arrivati con lo stesso aereo. Si fa presto a chiacchierare e le idee in comune ci spingono a partire insieme: divideremo le spese di viaggio abbozzando un itinerario che percorra la costa Est dell’isola fino a Launceston per poi ritornare verso l’aeroporto di Hobart dopo 4 giorni (dove un aereo mi avrebbe riportato a  Sydney).

Tasmania - map

Pascal e Nadia sono una coppia interessante, vengono da Lille e viaggiano con soli 5 kg di zaino a testa. La domanda mi viene spontanea.. Ragazzi, dove sono gli altri bagagli?? Pascal mi risponde che stanno percorrendo un viaggio al sud del globo alla ricerca del posto in cui vivere.. Hanno appena iniziato, partendo proprio dall’Australia. Sono giovani, hanno meno di 30 anni e hanno deciso di mollare un lavoro (a loro dire monotono) e decidere di essere working holiday downunder. Capisco al volo che mi trovo alle prese con una coppia di campeggiatori gia’ collaudata.. ..Speriamo bene!

Sono sprovvisto di sacco a pelo e il saggio Pascal mi consiglia di comprare qualcosa per coprirmi: la scelta ricade su un fantastico piumone in fibra sintetica pagato 18 dollari in un reject shop di Hobart!

La sveglia mi suona come un indigesto bruciore di stomaco.. Saranno stati i magnifici noodels o la scatola di backed beans mangiata a freddo? Prelibatezze a parte, decidiamo di lasciare presto l’ostello in cerca di un una vettura.

Laguna di Binalong BayFacile a dirsi: siamo sotto Natale e Miss Tassie e’ presa d’assalto dai curiosi che vogliono assistere ai suoi colori. Il che tradotto significa tre ore di cammino sotto un sole cocente e pioggia a tratti..

Quasi rassegnati, proviamo nell’ultimo noleggio rimasto, rimarremo a piedi??

E invece no!..

Nell’angolo, orfana in scuderia. una berlina super nuova (colore indefinito) sara’ la nostra unica scelta e altra compagna di  viaggio.

Appena usciti dalla citta’, basta dirigersi verso la costa Est e fermarsi a dare un’occhiata alle spiagge: tutte belle e tutte diverse tra di loro. A poca distanza l’una dall’altra il paesaggio sembra diventare piu’ selvaggio.

Ci fermiamo quasi subito, nei pressi di Kelvedon Beach (vedi foto in basso): i gialli accesi dell’erba in estate si incastonano perfettamente nel blu avio del cielo annuvolato. Il mare e’ piatto, quasi fermo, sulla spiaggia ci siamo solo noi e la natura. Le mie foto a testimonianza..

..E poi lassu’, verso la bellezza di Wineglass Bay, un panorama tra il verde e il mare che va categoricamente visto dalla cima della montagna.. Per poi riscendere su una spiaggia bianca (foto in basso), intatta, dove ci sono spesso gruppi di delfini. La risalita e’ dura, ma l’aria dei boschi ci regala ossigeno e l’odore degli eucalipti ricompensa l’impresa. La gente locale si dice che  rispetta molto i forestieri che si addentrano nella passeggiata!

Riscendendo la montagna, torniamo al parcheggio. Ad attenderci ci sono un paio di wallaby in natura (foto in bianco e nero in basso) che vanno spesso a cercare cibo da quelle parti.. Apro il cofano.. Ho un attacco di fame.. Il buon vecchio pane e nutella mi rinvigorisce come un gatorade dopo una maratona.. Anche un wollabee ha la stessa fame e senza accorgermene si arrampica alla parte alta del mio busto implorandomi del cibo.

Abbandonata la costa ci dirigiamo verso il centro, dove alcune piante, dalle dimensioni di un albero a forma di felce, mi fanno sentire alto come un puffo  (foto in alto a destra).. Le cascate di Columba e le Russell Falls (vedi foto in basso) sono nascoste in mezzo a una vegetazione fitta (raggiungibile solo a piedi). Uno scenario cosi’ selvaggio che fa riflettere, abitato da echidna e  altri animali mai visti da me prima, come l’hippie salutistis! Gia’.. Una specie non rara che vive da quelle parti..

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Capello lungo, jeans, camicia e furgone anni 80 corredato da signora in dolce attesa: a occhio e croce sta per partorire (penso tra me e me).. Lei e’ svedese, John Tasmano, vivono nella natura in giro per l’isola e ci invitano al loro accampamento.. Unica raccomandazione: niente droghe e niente alcol.. Sbalorditi dalla situazione surreale e dallo stile di vita salutista di questi hippie moderni, accettiamo l’invito!

Come li ho conosciuti? Non lo so.. Stavamo solo cercando una doccia con acqua calda, non abbiamo di certo ingerito nessuna radice strana.. Reduce da giorni di lavaggi a temperature polari, cibandomi di tonno in scatola, noodles cotti con un fornello artigianale ottenuto da una lattina di Fanta, capisco a questo punto che Pascal deve essere, senza ombra di dubbio, il nipote di MacGyver..

Eeravamo in mezzo al nulla, nel verde del Parco Nazionale di Cradle Mountain. Sono frequenti da quelle parti comunita’ di persone che vivono in mezzo alla natura, coltivano quello che mangiano (mi spiega John)..

L’idea di segure John e prole (o di li a poco), piace a Pascal e Nadia: li seguiamo per chilometri imboccando una via in mezzo alla foresta.. Pascal mi dice di ricordare dove stiamo andando, non lo sappiamo ed e’ notte..

Scesi dall’auto da lontano si scorge un uomo barbuto, barba bianca fino al bacino, capello lungo e vestito a meta’ tra una tunica e la giacca di keanu Reeves in Matrix.. Sembra Gandalf (bisbiglio)!

Tra i sogghigni di Pascal.. L’uomo ci abbraccia e ci invita a seguirlo..

E’ sempre piu’ buio, ci addentriamo a piedi verso il bosco, non si vede nulla e strani versi di animali accompagnano il nostro percorso.. Ad un certo punto odori di fumo, una luce nelle tenebre, caldo nell’aria gelida del bosco: la location e’ tetra, la data non aiuta di certo perche’ e’ la notte del 21 Dicembre 2012,  i Maya si aspettavano qualcosa.. Un cerchio di una trentina di persone in preghiera silente, il calore di un fuoco. Un uomo vestito con una tunica bianca ci da il benvenuto, benedicendoci, intingendo un pollice in un catino e marchiandoci la fronte. Sembra una scena di “balla coi lupi’ ma invece e’ tutto reale.. Alle spalle del fuoco, poco lontano, una tenda indiana e’ alta almeno 5 metri. La comunita’ ci accoglie, vogliono sapere la nostra storia e perche’ siamo li, a dire il vero, anche io!

Sono molto accoglienti e ci offrono del cibo vegano. Uno di loro spiega che e’ la giornata della zucca in Giappone! La minestra viene servita a cerchio da due persone che fanno il giro con il pentolone. Non so cosa di preciso ci sia nel minestrone.. Pascal vuole a tutti i costi rifilarmi la sua roba tra un complimento e l’altro allo chef.

Una ragazza si avvicina, mi parla e mi spiega che tutti all’interno della comunita’ hanno un ruolo, lei da’ una mano in cucina! E’ tedesca, ha 24 anni e si chiama Kristine. E’ molto carina ma la sua ascella e’ un killer.. Sono stanco dalla giornata e mi allontano. Intanto l’atmosfera si riscalda e dopo la cena il cerchio si restringe attorno al fuoco: suonatori di okulele e danzatrici senza veli (con rigoroso pelo sotto le ascelle) fanno da cornice a questa serata un po’ bizzarra..

E’ tardi, ho sonno e fa freddo.. Il miglior modo di passare la notte e’ quello di dormire nel tepee.. ..Che figata! Uno dei miei sogni da bambino finalmente si realizza! Io e il mio piumone (ormai ex bianco) siamo diventati una cosa unica, mi sento come una larva in un bozzolo.. Accompagnato dai canti in una lingua che non conosco, mi addormento accarezzato dal fuoco.

Mi sveglio, mancando il mercato di Salamanca (che si tiene ogni Sabato) per raggiungere Hobart, destinazione aeroporto.

La natura in Tasmania e’ stupenda, c’e’ gente che vive con essa e di essa. Un sentimento mi spinge pero’, dopo questa bella esperienza, verso la civilta’: Salutando Pascal e Nadia mi dirigo verso il gate. Sydney mi attende per il suo colorato capodanno!

Un saluto “tasmano”!

Ornitorinko

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